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Castelli, rocche e torri sulle rive del Benaco

Un itinerario lungo le sponde del Garda facendo tappa all'ombra delle antiche mura che le proteggevano nel Medioevo

di Luca Pelagatti -

22 agosto 2020, 09:42

Castelli, rocche e torri sulle rive del Benaco

Il lago di Garda è vicino. E quasi tutti abbiamo, prima o poi, dedicato una giornata o un weekend a percorrerne le rive, a godere dei paesi affacciati sul lago e, per i più sportivi, fare un bagno e soprattutto provare il windsurf. 
Ma il lago più grande d'Italia ha anche una altra caratteristica che lo rende più che mai degno di una gita: è punteggiato di castelli. E allora partiamo proprio alla scoperta delle sue rocche, delle sue torri e dei suoi scorci più romantici. 
 Il punto di partenza per noi che arriviamo da sud è, in realtà, ancora un po' distante dal lago. Ma merita la deviazione. Stiamo parlando di Borghetto di Valeggio sul Mincio, al confine tra Veneto e Lombardia dove si trova uno dei «Borghi più belli d'Italia». 
Qui resiste quello che un tempo era un punto di controllo sul guado che si trovava qui e che permetteva appunto di mettere in contatto due territori.  
Mulini e tortellini

Ora è una specie di bomboniera fatta di antichi mulini restaurati e casette trasformate in locali dove, curiosità, si mangiano quelli che sono i tipici tortellini locali chiamati Nodi d'amore. Il motivo? Difficile dirlo. Ma sono una buona scusa per una sosta. Poi si riprende ammirando il Ponte Visconteo, fatto costruire nel 1393 da Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano per spostarsi quindi a Valeggio per una doverosa panoramica dall'alto del castello  che domina la valle del Mincio e svetta con le sole tre torri rimaste. C'è anche un ponte levatoio e l'insieme ricorda un castello costruito con i mattoncini da un bambino pieno di fantasia. 
Ma il viaggio è appena cominciato e noi andiamo verso nord. Dopo avere sfiorato Peschiera, che merita una visita a parte, andiamo in direzione di Lazise che rappresenta la prova evidente del fatto che il lago di Garda da sempre è stato una calamita per le genti fin dal tempo della preistoria. 
Storia e preistoria
Qui  si trovano infatti i resti di un grande villaggio di palafitte del Neolitico rinvenuto nella frazione di Pacengo mentre il nome deriva dai Romani: che usando la parola Lacus facevano riferimento ad un villaggio lacustre. Un villaggio cresciuto col tempo diventando una  località importante come dimostra il fatto che Lazise è circondata da un anello di mura e torri che abbracciano il centro storico fatto di vicoli medievali – che secondo l'uso veneziano si chiamano ancora calle -  dove si incontrano negozi e piacevoli locali mentre un elegante piazza si apre sull'antico porticciolo e sulla passeggiata che conduce alle spiagge.  Ed è proprio sul porto che si trova la Dogana veneta, un edificio del '300 che era il punto di controllo per il territorio veneziano ma anche  mercato e arsenale come dimostra il fatto che a circa 500 metri dal porto moderno di Lazise,  tra i 24 e i 26 metri di profondità si trovano dei relitti di navi affondate durante un combattimento. Il fondale fangoso e scuro le ha protette e dal 1509 sono arrivate, almeno in parte, sino a noi.  
Uliveti e limonaie
Ovviamente non tutti possono vederle – è materia per sub esperti – ma le bellezze naturali e storiche non mancano. Seguendo la riva infatti, passando attraverso uliveti, limonaie e macchie verdi, si arriva a Torri del Benaco, uno dei paesi che dominò la zona del lago nel 1400 quando qui regnava la Serenissima. Le tracce sono evidenti anche se il castello che domina il paese è un retaggio degli Scaligeri di Verona mentre nelle strade del centro si possono vedere reperti archeologici ed antiche carte geografiche. Doverosa la sosta poi in piazza Calderini  prima di scendere verso il  porto, con le tipiche case dei pescatori e la bella chiesetta. Se poi avete tempo prendete in considerazione di dare una occhiata al lago da una prospettiva differente: da Torri del Benaco partono molti  traghetti che consentono di andare nei comuni vicini e ammirare i paesi e le rive spostandosi comodamente. 
Klimt e Goethe
Se invece volete rimanere coi piedi per terra risalite in auto e affrontate l'ultima tappa che ci porta a Malcesine , uno dei paesi più celebri del lago anche perché è ospitò il pittore Gustav Klimt e lo scrittore Goethe.
Il centro storico è un intrecciato saliscendi di piccole vie acciottolate che da un lato portano al castello e dall'altro alle rive del lago dove non mancano anche piacevoli spiagge.  Ma dopo un po' di relax diamo un occhiata al castello  costruito  tra il 1277 e il 1387 su uno sperone roccioso e che oggi oggi ospita un Museo di storia naturale del Monte Baldo e del Garda  con reperti geologici e botanici, oltre a tavole illustrative della flora e della fauna del territorio gardesano. Inoltre, una delle sale ospita una mostra permanente dedicata a Goethe, dove sono esposti alcuni disegni realizzati dal poeta in occasione del suo soggiorno. Vicino al porticciolo si trova il palazzo dei Capitani, antica sede del Capitano del lago, con le architetture di epoca veneziana ma la vista più bella si ottiene molto in alto. Basta salire  sulla  funivia Malcesine Monte Baldo  con le sue cabine panoramiche rotanti, per avere una veduta unica sul lago. Ci sono i castelli, il blu e le macchie degli ulivi. E un dolce vento che profuma di oleandri.