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Valle d'Aosta: un passo dopo l'altro per scoprire la valle

Questa è la stagione perfetta per seguire il Cammino Balteo, un itinerario a tappe che conduce alle bellezze di Aosta

di Luca Pelagatti -

05 settembre 2020, 08:58

Valle d'Aosta: un passo dopo l'altro per scoprire la valle

E'la stagione  giusta. Il gran caldo dei mesi scorsi se n'è andato ma il brivido dell'autunno è ancora lontano. In più le folle d'agosto sono tornate alle città e al lavoro e quindi la natura si mostra più sorridente e accogliente. Ecco quindi che è la stagione giusta: perché la temperatura è perfetta per camminare e permette di andare a scoprire le bellezze della Valle D'Aosta seguendo il Cammino Balteo,  un itinerario di 350 km che permette di apprezzare  la varietà di paesaggi, bellezze naturali, borghi e scorci unici. Ma non pensate male: non si tratta di una impresa per atleti o superman:  il tracciato si sviluppa principalmente nel fondovalle e il cammino è stato diviso in 23 tappe  che possono anche essere percorse in più riprese o, eventualmente, interrotte spostandosi con il trasporto pubblico. Insomma,  si tratta di una proposta adatta anche a chi vuole solo camminare senza fretta, decidendo quale tratto percorrere, fermandosi lungo il percorso e  rilassandosi nella natura, gustando i prodotti locali e visitando siti archeologici, chiese e musei: 

PERCORSO AD ANELLO
Come detto, si tratta di un percorso ad anello per cui, scegliendo in quale direzione percorrere ogni tappa, si possono evitare le pendenze maggiori e seguire i tratti meno faticosi.
Tra i segmenti più caratteristici del percorso, la tappa 4  che va da Donnas ad Arnad - la patria del famoso lardo -  porta i visitatori alla scoperta delle fortificazioni napoleoniche scaglionate tra il Col de La Cou e Machaby: dal borgo di Donnas si risale il costone di roccia in direzione del villaggio di Albard. Da qui si continua verso il Col de La Cou dove sarà possibile vedere i resti delle fortificazioni volute da Napoleone per accerchiare il Forte di Bard. Da qui si gode di un meraviglioso panorama verso la zona del Mont Avic e le vette di Champorcher. Superate le postazioni belliche di Arbénaz si raggiunge il forte di Machaby, oggi trasformato in un moderno ostello. Da qui si arriva quindi al noto Santuario intitolato a Nostra Signora della Neve, immerso nei castagneti. Si prosegue poi la discesa fino a giungere in vista del borgo di Arnad e della mole rosata del castello Vallaise.  E qui merita la visita il paese con le sue torri e caseforti e al centro la chiesa romanica di San Martino, tra le chiese più amate e fotografate della Valle d’Aosta.
ARRIVO AD AOSTA
Bella e non troppo impegnativa è anche la tappa numero 18 del tracciato che porta da Aymavilles a Aosta. Dal centro di Aymavilles, dopo qualche sosta si inizia a salire leggermente  verso la frazione di Montbel camminando tra  i vigneti e  si raggiunge il confine col bosco e ci si mantiene per lungo tratto quasi in piano a mezza costa. Dopo la pausa nel paese di  Jovençan, con il suo borgo medievale,  si procede a mezza costa fino alla  frazione Moulin di Gressan dove merita una visita l’ecomuseo Maison de Gargantua, così chiamato per la presenza dell’inconfondibile sperone morenico noto come  «mignolo di Gargantua». Si trova qui una particolarissima Riserva naturale caratterizzata da un ambiente molto arido con piante aromatiche di origine mediterranea. Ma ormai la destinazione è quasi in vista:  superato Gressan si sale nuovamente lungo il torrente fino alla frazione Château di Charvensod da dove si ridiscende per tornare nel fondovalle e, una volta attraversata la Dora Baltea, raggiungere Aosta.
E qui, la  città merita assolutamente di essere scoperta: non tutti infatti lo sanno ma il capoluogo della valle conserva un numero incredibile di vestigia romane. Retaggio di quando questa era Augusta Praetoria, la città fondata nel 25 a.C. dopo la vittoria delle legioni sui Salassi, le fiere popolazioni locali, e  per tenere d’occhio i galli e consolidare il predominio sulla pianura Padana. 
Allora la città era cinta da mura poderose e percorsa da un reticolo di strade ortogonali che divideva tutta la colonia in insulae regolari. A distanza di 20 secoli, il centro storico della città ricalca ancora in gran parte l’impianto urbanistico originale e ci sono ancora edifici che hanno attraversato i secoli.  Il punto di partenza per scoprili è quasi per forza l’Arco di Augusto dopo il quale, proseguendo per via Sant’Anselmo,  ci si trova davanti la maestosa porta, costruita sempre nel 25 a.C. Aveva tre aperture ancora oggi visibili: una centrale per i carri e due laterali, per i pedoni. Era interamente ricoperta di marmo, come è visibile in parte nella facciata orientale. A pochi metri dalla Porta Praetoria c’è il maestoso teatro  con una facciata alta 22 metri che rende subito evidente la maestria degli architetti romani e che svela come all'epoca fosse in grado di  ospitare fino a 4000 spettatori. Ma ancora oggi è utilizzato e assistere ad uno spettacolo su quelle pietre è una grande emozione. Quel che resta dell’anfiteatro è inglobato nel Convento di Santa Caterina: se volete vederlo suonate al portone: con un sorriso le suore  spesso permettono di entrare a visitarlo. Infine, la perla segreta:  il Criptoportico è uno dei siti archeologici più suggestivi  di Aosta ed è riconosciuto monumento nazionale italiano.
Costituito da una galleria di marmo chiusa su tre lati il portico sotterraneo serviva probabilmente anche come collegamento tra due templi ma per secoli è stato anche cantina, deposito, luogo di incontro. 
A riprova che la definizione di Aosta come Roma delle Alpi non è poi così fuori luogo.