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Sicilia, grazie ad arabi e normanni per così tanta bellezza

Anche l'Unesco ha premiato Cefalù che tra le sue antiche pietre riassume  il fascino antico del Mediterraneo

di Luca Pelagatti -

12 settembre 2020, 19:33

Sicilia, grazie ad arabi e normanni per così tanta  bellezza

Prima i Greci, poi i Romani, quindi i bizantini e infine gli Arabi. Quando pensate a Cefalù concentratevi su questa successione di popoli, culture e tradizioni. E capirete che qui si trova miscelata e sintetizzate buona parte della nostra storia, della storia del Mediterraneo. Questa è infatti una città piccola, molto bella e molto antica. E messi tutti insieme questi elementi ne spiegano il fascino. Fondata dai Greci nel IV secolo a.C. passò di mano in mano fino a stratificare sapori e bellezze, assorbendo i retaggi dei romani, il culto della bellezza dei bizantini, le ricchezze normanne e le suggestioni arabe.

TRA I BORGHI PIU' BELLI
Non a caso, oggi, oltre al mare, può pavoneggiarsi vantando di essere uno dei Borghi più belli d’Italia e di essere inserita nell’elenco dei patrimoni Unesco. Per un paese di nemmeno quindicimila abitanti su uno sperone roccioso, a 70 km da Palermo ce n’è abbastanza per montarsi la testa. Ma Cefalù non lo ha fatto: certo, ora la sua popolazione d’estate triplica e  le sue spiagge anche in questi giorni di settembre non sono certo deserte.
Ma quello che vi resterà nel cuore, al di là della prevedibile malia della vacanza sulla sabbia, sarà la somma dei suoi tesori, degli scorci delle case arabo normanne, della natura del parco delle Madonie. E il batticuore dei tramonti intravisti da slarghi e piazzette che danno del tu alla storia.
Per respirare al meglio tutto questo, per una volta, vi suggeriamo di alzarvi presto. E andare a passeggiare di buon ora sulla sua spiaggetta e sul molo:  la luce calda regalerà sfumature diverse alle casette colorate dei pescatori. Per un attimo si può gustare un perfetto momento di pace. Poi, avvolti da questa sensazione di armonia, si può iniziare a camminare. E la prima tappa sarà per forza Porta Pescara, l’unica porta rimasta delle antiche vie di accesso alle mura che proteggevano il borgo dal mare.
IL SELFIE SULLA STORIA
E’ il posto perfetto per scattare le vostre foto: le pietre e le colonne arrivate da chissà quando fanno da cornice al mare. Chi vuole avere una pioggia di like su Instagram certamente troverà spunti per sbizzarrirsi. Quindi è il momento di immergersi tra i vicoli per arrivare al gioiello più noto: la Cattedrale, uno degli edifici medievali più importanti della Sicilia.
Si dice che sia nata per un voto del re Ruggero II in pericolo di essere spazzato via da una tempesta ma crescendo, lentamente si è arricchita: i mosaici bizantini  sono opera dei maestri arrivati da Costantinopoli  ma ci sono anche statue del ‘400 e capolavori del Rinascimento più tardo. Il risultato è unico e speciale, protetto dall’Unesco e capace di colpire  al cuore come accade quando la storia sta scritta in pietra e legno.
Prima di andare oltre dedicate un momento al chiostro medievale, con le sue eleganti colonne e poi proseguite la passeggiata con il naso per aria. Che di cose da vedere a Cefalù ce ne sono tante soprattutto se ve la sentirete di affrontate la salita che porta alla Rocca.
E’ vero, potrebbe fare caldo e si deve camminare parecchio: ma imboccando lo stretto vicolo dei Saraceni, all’inizio del centralissimo Corso Ruggero, sarete ripagati da scorci unici. Prima si incontrano vecchi mulini, poi si arriva al tempio di Diana, ovvero ciò che rimane di un tempio megalitico di parecchi secoli avanti Cristo costruito con enormi blocchi che ha, da sempre, seguito e incarnato la storia di Cefalù. Prima si onorava l’acqua, poi probabilmente Ercole mentre con il cristianesimo divenne parte di un complesso di cappelle e chiese ancora in parti visibili. Ma non fermatevi qui: salite sino in cima alla Rocca. Intorno le mura merlate, sotto di voi il paese, davanti il mare. E sopra il volteggiare dei falchi pellegrini. Si dice che nelle giornate più limpide si possono vedere all’orizzonte le Eolie.
IL RITRATTO DI ANTONELLO
Scendendo verso il mare quindi una altra sosta è d’obbligo. Cefalù ha un solo museo: ma è spettacolare. Si trova vicino al Duomo, al civico 13 della strada che porta il nome del suo fondatore, e occupa il palazzo che fu del barone Enrico Pirajno di Mandralisca. Qui si trovano collezioni che spaziano dalla archeologia alle conchiglie, una ricca biblioteca e vasi arabi e greci ma soprattutto alcuni quadri di grande valore come il famosissimo “Ritratto di un uomo” di Antonello da Messina. Da secoli ci si interroga sul nome dello sconosciuto. E sul motivo per cui sembri prendersi sorridendo gioco di noi. Infine l'ultima sosta prima di fermarsi al mare.  Si chiama Osterio Magno ed è un imponente edificio con finestre ad arco e fu la residenza del re Ruggero II. Poi però, passando di mano in mano, ebbe numerosi rifacimenti che hanno arricchito la sua bellezza: al centro spicca una cisterna di epoca romana mentre le mura quadrangolari rivelano lo stile del periodo normanno che si innesta su antiche mura greche. Come abbiamo detto all'inizio: qui sono passati tutti. E ognuno ha lasciato un tassello di bellezza.

LE SPIAGGE DA NON PERDERE
La spiaggia del lungomare la abbiamo già citata è la più comoda.  Ma a poca distanza ci sono altri arenili, magari meno affollati, ma sempre suggestivi. A circa una ventina di minuti a piedi, ad esempio, si trova la spiaggia Caldura, circondata dalla macchia, con un fondo di ghiaia e un mare splendido, perfetto per lo snorkeling. Questa è una zona amata anche dalle famiglie che possono sfruttare la spiaggia libera ma anche noleggiare lettini e ombrelloni.
Davvero da non perdere è anche la spiaggia delle Salinelle  ad est del paese. E’ lunga tre chilometri ed è molto amata anche dagli appassionati di windsurf perché spesso il vento soffia spettinando la macchia che sta alle spalle della battigia con le sue dune. Proseguendo si arriva a Capo Playa, una spiaggia mista di sabbia e ciottoli molto amata dalla gente del posto che ne apprezza l’acqua turchese.  La perfetta conclusione di una vacanza a Cefalù.