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L'ottobrata romana? Tra i castelli è più bella

Un itinerario fuori dall'Urbe per scoprire il parco che va da Castel Gandolfo ad Ariccia. Tra storia e  antiche tradizioni

di Luca Pelagatti -

10 ottobre 2020, 18:56

L'ottobrata romana? Tra i castelli è più bella

Le ottobrate romane sono giustamente famose.  In questo periodo dell'anno la città sembra esprimere una bellezza ancora maggiore, con colori diversi, più caldi. E tutto sembra assumere un fascino speciale. Ma pochi sanno che l'ottobrata, in realtà andrebbe vissuta non nel cuore dell'Urbe. Ma nei suoi dintorni. Il termine infatti, in passato, indicava le feste che venivano organizzate alla fine del periodo della vendemmia quando, per premiarsi, le famiglie facevano delle gite fuori porta  a bordo di carri trainati da animali.   Ora, i carri non ci sono più e Roma è una metropoli. Ma resta il fascino di andare a scoprire i dintorni della città eterna.

UN PARCO REGIONALE
La zona da esplorare è quella dei castelli Romani che ora sono stati inseriti in un parco Regionale che racchiude borghi e ville, zone verdi e aree archeologiche, Insomma, le cose da vedere sono tante, in questi 9500 ettari  che coprono i colli Albani dove si trovano oggi bel 17 comuni e alcuni dei borghi più interessanti di questa parte di Lazio.Partiamo da nord, da uno dei luoghi più celebri.  Non fosse altro perché qui, storicamente, viene il papa ha trascorrere le sue vacanze. Ed è così da secoli. 

Parliamo ovviamente di Castel Gandolfo, il luogo affacciato sul lago di Albano dove Urbano VII nel 1623 trasformò un palazzo di una nobile famiglia nel palazzo pontificio.  O meglio: nei palazzi pontifici perché questo complesso non è formato da un solo edificio ma da diverse ville – la Pontificia, la Barberini e villa Cybo - con uno splendido parco all'interno del quale si trova un osservatorio astronomico - conosciuto come «la specola vaticana»  e i resti di una villa di Domiziano. E già quest'ultima meriterebbe il viaggio. Poi vale la pena di  passeggiare per il centro del paese in perenne dislivello da dove si gode una bella vista sul lago fermandosi ad ammirare le chiese e i palazzi tra cui, certamente, la  chiesa di San Tommaso da Villanova, realizzata da Gian Lorenzo Bernini.

ALBANO E LA STORIA
Scendendo verso sud si arriva ben presto ad Albano Romano, un altro borgo a due passi dal lago, arrampicato sui soliti colli. Con in più una ricchissima presenza di vestigia romane e di tradizioni. Si, perché vuole la leggenda che Albano sarebbe stata Albalonga, la città mitica  fondata dal figlio di Enea secondo quanto scritto nell'Eneide. 

Sono racconti, è ovvio, ma quello che è certo è che qui si trovano oltre alla imponente cattedrale di San Pancrazio anche reperti molto antichi come i  Cisternoni, un deposito sotterraneo voluto da Settimio Severo e tuttora utilizzato per il rifornimento idrico della città, l'anfiteatro romano e soprattutto il sepolcro degli Orazi e dei Curiazi: e qui si sprofonda davvero nel mito. L'edificio è di epoca imperiale e quindi non ha nulla a che vedere con gli eroi della storia più antica di Roma ma è comunque suggestivo con le sue forme che ricordano edifici dedicati ad Augusto. 

I SAPORI DI ARICCIA
Proseguendo il viaggio e percorrendo la via Appia si arriva ad Ariccia, uno dei paesi di questa zona più eleganti nonostante le profanazioni della guerra.  In particolare, qui rimangono alcuni edifici progettati da Gian Lorenzo Bernini che rappresentano un vero modello del barocco ma soprattutto l'impronta che il grande artista diede nella seconda metà del  XVII secolo quando ripensò l’intero borgo, immaginando i palazzi, la viabilità e l'urbanistica.  Il risultato più importante è piazza di Corte che comprende Palazzo Chigi, con i suoi saloni ricchi di decori e stucchi, il grande parco che la avvolge  e la Collegiata di Santa Maria Assunta, ispirata al Pantheon di Roma.

Se avete tempo concedetevi una visita anche al santuario di Santa Maria di Galloro e alla chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari ma soprattutto omaggiate la vera divinità laica locale: qui si produce la famosa porchetta di Ariccia e qui si trovano le fraschette, le classiche osterie della zona che hanno una storia che merita di essere raccontata. Anticamente, dopo la vendemmia, i padroni delle osterie mettevano una frasca davanti alla porta per dire che era disponibile il vino nuovo. E questo ha dato il nome.

L'altra curiosità riguarda il fatto che in passato le fraschette davano solo da bere mentre il cibo occorreva portarselo e questo spiega perchè vicino alle osterie iniziarono ad aprire bottegucce che proponevano pane, olive, formaggi e la famosa porchetta. Poi tutti si fuse: e ora qui in tanti vengono per assaggiare i sapori di una tradizione semplice e contadina. 

Dopo la sosta golosa un'ultima tappa: la meta è Genzano, un altro paese allineato sulla via Appia, all'estremità del cratere del lago di Nemi.  La prima cosa da fare è tuffarsi nel borgo medievale segnato dalla presenza dei cistercensi che governarono questo tratto di territorio e che ci hanno lasciato la chiesa di Santa Maria della Cima con l'annesso convento. Tutto intorno poi piccoli edifici vecchi di secoli e in lontananza scorci del lago. Ed è proprio questo tratto che merita di essere visitato nei giorni del Corpus Domini, quando la strada viene ricoperta totalmente da un tappeto di fiori di circa 2000 m²: ed è questo il momento clou dell'antica e nota manifestazione dell'Infiorata. Roma non è lontana. Ma da quassù anche la campagna ha un fascino speciale.