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L'altra faccia di Venezia

di Luca Pelagatti -

16 maggio 2021, 09:25

L'altra faccia di Venezia

Venezia non è una sola. C'è quella di piazza San Marco e del Carnevale, quella degli hotel di lusso e dei campielli che paiono usciti da una commedia di Goldoni, quella delle enormi navi da crociera e quella della folla che la invade e, spesso, la profana. Ma c'è anche quella delle isole della laguna veneta, tra Murano, Burano e Torcello. E tante altre meno famose.

Si, perché stiamo parlando della Venezia silenziosa e spesso dimenticata dalle masse, quella fatta di isole dove si coltiva il carciofo come a Sant'Erasmo o dove si cammina nel silenzio di un cimitero come a San Michele. Oppure quelle votate alla meditazione come San Francesco del Deserto, abitata solo dai pochi monaci del monastero fondato da San Francesco. E persino quelle che sono scomparse. E di cui resta solo il ricordo, pali infilati nel fango e barene coperte d'erba umida.

In totale le isole della laguna veneta sono oltre una sessantina ma molte sono abbandonate come San Giorgio in Alga e Sant'Angelo della Polvere mentre altre, come il  Lazzaretto nuovo, con il suo forte napoleonico e soprattutto la zona dove venivano segregati i sospetti appestati, è visitabile con visite guidate. Alla ricerca dell'altra faccia di Venezia prima che il ritorno della normalità, dei viaggi ne permetta di nuovo l'invasione. Che, forse l'unica cosa positiva della pandemia, per un po' l'ha risparmiata. E resa ancora più bella. 

Noi partiamo nel nostro piccolo viaggio proprio da una di quelle più isolate e silenziose: Torcello. Si trova e ora è praticamente un deserto. Un tempo era una piccola metropoli. Secondo gli storici qui hanno abitato anche 30mila persone: oggi sono solo una decina. E di quel periodo restano tracce negli edifici religiosi, che si immaginano ricchi e sfarzosi e nella magia di un ponte medievale. 
Torcello fu fondata dagli abitanti di Altino che si spostarono nell'isola della laguna  per sfuggire alle invasioni dei barbari. Poi l'insediamento crebbe di importanza fino all'anno Mille quando lo sviluppo della vicina Venezia iniziò a farla declinare.  
Il resto lo fece la laguna che, in questa zona,  divenne sempre più una palude malsana spingendo gli abitanti ad andarsene, lasciando i loro palazzi esposti alla cattiveria del tempo. E oggi quella che è la piazza del paese è ricoperta di erba e le due chiese di Torcello si ergono in un contesto quasi surreale. Lo capirete subito scendendo dal vaporetto: davanti avrete un sentiero e un canale che tra alberi e distese di prati portano al centro del paese.
Nella piazza romanticamente spesso deserta sorge, infatti, una delle chiese più suggestive della laguna e forse una delle più antiche di Venezia:  la basilica di Santa Maria Assunta. Fondata nel VII secolo, la cattedrale odierna è frutto di diversi rifacimenti e una sezione del precedente pavimento a mosaico si può sbirciare grazie ad pannello di vetro. Sulle pareti e sull'abside ci sono alcuni fantastici mosaici che giustificano la fatica di arrivare sino a qui. E colpisce in particolare una rappresentazione spaventosa del Giudizio Universale con fantasiose pene per i dannati.
La Chiesa di Santa Fosca, accanto, è molto diversa ma non meno bella con la sua forma circolare e il porticato. Poco lontano, poi, ecco il campanile che segnala da lontano questo luogo e quasi di fronte altri due palazzi originari del '300 che erano un tempo i luoghi del potere civile mentre ora ospitano un piccolo museo.
Nel rientrare al vaporetto sostate al ponte del Diavolo, un antico ponte senza parapetto che risale al Xv secolo e le cui pietre raccontano mille leggende. Ma se invece volete sentirvi un po' come Hemingway fermatevi per il pranzo ( o per dormire) alla celebre locanda Cipriani. Non è certo una taverna a buon mercato ma qui sono passati tutti. E il posto è unico.
Vogliamo andare a vedere altre isole della laguna veneta? Allora rientrando da Torcello facciamo sosta a Burano. E sarà un tuffo tra i colori. Burano, tra le isole della laguna veneta è quella perfetta per i fotografi e per chi cerca like su Instagram visto che questo è il paradiso dei merletti ma soprattutto delle case basse affacciate sui canali. E ognuna di una tinta differente. 
All'arrivo a Burano ci si trova davanti un piazzale ombreggiato e di qui si può iniziare a camminare. In fondo si vedrà il ponte che congiunge con Mazzorbo ma soprattutto il gomitolo di colori che compongono il centro formato da case multicolori affacciate sui canali dove ancora oggi abitano circa 2200 persone. E sono i lontani eredi di quegli esuli di Altino fuggiti davanti ai barbari e in particolare Attila. 
Noi non fuggiamo di certo ma piuttosto camminiamo lungo i canali sbirciando i cortili e le piazzette dove riempirsi gli occhi di questa atmosfera unica ammirando in distanza altre isole della Laguna come Torcello o San Francesco. 
La strada da seguire è quella che costeggia il rio di Mezzo e che conduce a piazza Galuppi dove spicca il duomo del '500 e altri edifici religiosi ma anche il gotico palazzo del podestà diventato museo. Su tutto poi svetta il campanile: è storto, come tutto quello che è nato praticamente sull'acqua. 
Un tempo, quando i pescatori di Burano erano in laguna, le loro mogli preparavano merletti. E quei ricami sono diventati famosi nel mondo anche se questa tecnica, che è giusto chiamare arte, passò di madre in figlia fino a rischiare di andare perduta. Venne per fortuna salvata ma alla fine degli anni '70 l'ultima scuola chiuse e ora l'attività prosegue in maniera individuale come si vede nei tanti negozi.
Ma attenzione: un pezzo unico  fatto dalle donne di Burano ha un costo molto elevato. E quindi spesso le cose che si trovano in vendita sono importate. O non hanno nulla in comune con il vero merletto. 
Per vedere i capolavori si può visitare il Museo del Merletto dell'isola che fa parte  della rete dei Musei civici di Venezia. Qui si  possono ammirare esempi di merletti realizzati localmente nel corso dei secoli, vedere le immagini di pezzi straordinari e  talvolta seguire la lavorazione del merletto da vivo. Quindi cercate un localino dove bere qualcosa ammirando la tavolozza delle case colorate.  Ci sono molte leggende che spiegano il perchè di questo vezzo e non si sa quale sia la meno falsa. Ma ciò che conta per noi è che sono tanto belle. 
 

Ristoranti
Taverna Tipica Veneziana
Locale con ampio spazio all'aperto dove  assaggiare i piatti tipici della tradizione: dal risotto di pesce al fritto misto, dai bigoi in salsa al bussolà buranello. Prezzi corretti.


Locanda Cipriani
Un locale mitico aperto nel 1934 e dove sono passati tutti. E Hemingway l'ha inserito in un suo romanzo. L'ambiente è legante, i prezzi non bassi ma per una giornata speciale ci sta tutto. Da assaggiare il risotto alla Torcellana. 


Trattoria al Gatto Nero
A Burano, un ristorante di tradizione con vista sul canale e piatti della cucina della laguna. Da provare i fritti e anche l'anguilla.