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San Pantaleo: nel villaggio degli artisti

In Sardegna: alla scoperta dell'altra faccia  della Costa Smeralda. Da Parma, con il volo per Olbia, si raggiunge facilmente il paese

di Luca Pelagatti -

29 maggio 2021, 10:26

San Pantaleo: nel villaggio degli artisti

Ovviamente c'è una leggenda. Ed è bello fingere di credere che sia realtà.  Il racconto vuole infatti che 
da queste parti, in un tempo remoto, vivesse un popolo magico formato da giganti combattenti che per uno strano sortilegio vennero trasformati in rocce. Le stesse che ora fanno da quinta al paese di San Pantaleo. E a soli 18 chilometri da Olbia e a pochi minuti di auto dal glamour della Costa Smeralda arrivare qui pare davvero una magia. Si, perchè sembra di passare in un altro mondo, molto più remoto. Forse ancora più affascinante. San Pantaleo, infatti, con i suoi poco più di mille abitanti, è una sorta di isola nell'isola, villaggio gioiello dove rifugiarsi una sera dopo la spiaggia. O, ancora meglio, il posto dove dormire per poi, durante il giorno, andare ad esplorare il mare che qui si vede benissimo. E nelle giornate più terse si scorgono persino La Maddalena e la Corsica.  Il primo insediamento è probabilmente medievale perchè qui, cosa non banale in Sardegna,  c'erano sorgenti tra i boschi. E quindi si viveva bene. Tanto che gli abitanti  egli stazzi della zona – ovvero dei ricoveri dei pastori – chiesero alla fine dell'800 di avere la loro chiesa. E anche quello era un modo per reclamare il loro ruolo di paese vero e proprio. La chiesa nacque nel 1903 e tutto intorno sorse il villaggio che oggi è chiamato il paese degli artisti. Per un insediamento di pastori è un bel successo. Il tutto è accaduto quando dagli anni Settanta un gruppo di artisti e pittori ha scoperto il paese e ha deciso di trasferirsi qui creando una specie di comunità boehemiemme molto diversa da quelle della vicina Costa Smeralda. Poco tempo dopo arrivarono anche degli artigiani galluresi, molto apprezzati per i loro lavori realizzati con la materia prima del luogo: legno, terracotta, ceramica e ferro battuto.  ricercatissimi per i loro manufatti, realizzati in materiali essenziali: legno, ferro battuto, terracotta e ceramica. Fu il successo: lo dimostra che San Pantaleo venne scelto persino da 007: dalla sua piazzetta iniziò una delle scene di  La spia che mi amava durante la quale Roger Moore sfugge ad un folle inseguimento lungo la strada panoramica che porta al mare. Abbiamo detto: giganti, pastori, artisti, artigiani, agenti segreti. E ora turisti. Si perchè davvero San Pantaleo, arroccato sul granito di Cugnana, ha saputo crearsi una sua coorte di innamorati. Che al tramonto si godono il panorama che diventa rosa. D'altra parte tutto il paese sembra una perfetta scenografia: le case di colori caldi, il bianco degli oleandri e le macchie di luce delle botteghe. Il giovedì poi è giorno di festa quando in tantissimi arrivano per il mercatino che riempie le strade con gli stand dei ceramisti locali, degli artigiani del ferro battuto e degli intarsiatori. Non solo però. Qui si trovano anche molti prodotti alimentari davvero a km0. E per chi invece ama lo sport poi c'è solo l'imbarazzo della scelta: nei dintorni ci sono tanti sentieri di trekking ricavati tra rocce e i boschi di sugheri. E più in la le spiagge di Liscia Ruja, Razza di Giunco e Rena Bianca, con le loro sabbie bianche e dorate. E questa, per fortuna, non è leggenda.