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Profumo mediterraneo alla scoperta di Marsiglia, la città che non ti aspetti

A lungo ritenuta pericolosa ora si è rilanciata come capitale del Mare Nostrum 

di Luca Pelagatti -

19 giugno 2021, 09:55

Profumo mediterraneo alla scoperta di Marsiglia, la città che non ti aspetti

Per tanto tempo è stata considerata una città pericolosa e sporca, la città della mala, porto e soprattutto angiporto. Insomma, un posto da evitare, non più Costa Azzurra e non ancora Provenza da cartolina. E la riprova è che persino il suo più appassionato cantore, lo scrittore di origine italiana Jean Claude Izzo che alla città ha dedicato la sua intera opera, scriveva che «Marsiglia non è una città per turisti. Non c'è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide». 

Ma questo era prima, quando da qui partivano, appunto, le bande dei marsigliesi, quando qui si raffinava l'eroina che ha straziato una intera generazione, quando nel Panier, il suo quartiere antico, era meglio non entrare. Ma, ad un certo punto, qualcosa è cambiato. La città nel 2013 è diventata la Capitale europea della Cultura, nel 2017 dello sport, in quegli anni è stato inaugurato il Mucem, il Museo delle civiltà dell'Europa e del Mediterraneo ed ora il Panier ora è una specie di bomboniera dove i graffiti stanno a fianco delle boutique e dei ristorantini chic. Certo, Marsiglia (it.france.fr/it/provenza) non è e non sarà mai una città piaciona. Ma è anche la città più antica di Francia, la seconda per abitanti, uno dei porti più trafficati d'Europa e soprattutto un luogo multietnico dove prima o poi sono arrivati tutti. Molti si sono fermati. 

Marsiglia, anzi Massalia, è stata fondata nel 600 a.C. dai Focesi, una popolazione dell’Asia Minore, e poi colonizzata dai mercanti greci che la fecero crescere fino a quando l'arrivo di Giulio Cesare le cambiò il nome in Massilia e la fece sprofondare in un oblio durato secoli fino a quando il fermento intorno alla futura abbazia di Saint-Victor le regalò nuovo vigore. Fu devastata dai Saraceni e dagli Aragonesi, ma iniziò a risplendere grazie alla rinascita dei traffici nel Mediterraneo. Da allora, nonostante mille vicissitudini, Marsiglia continua a risplendere e a reinventarsi. Ma restando sempre fedele alla sua anima meticcia e Mediterranea.  Dopo quello che abbiamo detto il punto di partenza obbligato per andare a scoprire Marsiglia è il Vecchio Porto, luogo d'incontro per la gente di qui. E non a caso quando L'Olympique de Marseille vince i tifosi vengono qui a festeggiare. Qui si trovano locali dove fermarsi per bere e guardarsi intorno ed è qui che sbarcarono i fondatori della città  più di 2.600 anni fa. Una miriade di barche sono ormeggiate sotto lo sguardo di Notre-Dame-de-la-Garde, arroccato sulla collina. Su un lato si trova la città moderna, dall'altro  il vecchio quartiere di Le Panier e sul terzo lato dall'altro i ristoranti e i bar del Quai de Rive-Neuve, dove i marsigliesi vengono a bere il pastis. Due forti custodiscono l'ingresso della baia:  Fort Saint-Jean e Fort Saint-Nicolas e ogni mattina, alle 8, si apre il mercato del pesce. 

A questo punto controllate di avere delle scarpe comode e cominciate a salire: davanti a voi c'è il quartiere del Panier, la zona più popolare e bella della città. Per andarlo a scoprire occorre salire le scale, o prendere le ripide vie che si trovano dietro il Municipio, tra  il Quai du Port, la place de la Major e la rue de la République. Subito verrete colpiti dalla sua atmosfera oltre che dall'immancabile profumo del sapone che, non a caso, si chiama proprio di Marsiglia.  Qui si stabilirono per lungo tempo gli immigrati sbarcati a ondate a Marsiglia: italiani, corsi, arabi. Queste stratificazioni di culture,  lingue e tradizioni hanno  plasmato il contesto e reso particolari i suoi vicoli, le sue scalinate, gli stretti passaggi che di colpo esplodono in una piazza che non ti aspetti. Con i panni stesi ad asciugare e i ragazzini che giocano a pallone.  Nel cuore del Panier si trova la Vieille-Charité, un  complesso architettonico nato nel 1640 per ospitate degnamente i mendicanti ed i poveri della città.  La realizzazione fu affidata a Pierre Puget, l’architetto del re che ne fece un'opera imponente ma con una storia difficile che la portò ad essere sia caserma sia ospizio. Nel 1951, dopo essere stata miseramente abbandonata ed a rischio demolizione, la Vieille Charité venne inclusa tra i Monumenti storici della città,  anche grazie all'interessamento di Le Courbusier, e nel 1986 fu restaurata: oggi ospita diversi musei, come il Museo delle Arti Africane Oceaniche Amerinde, il Museo di Archeologia Mediterranea e, infine, il Centro Internazionale della poesia di Marsiglia.

Dopo una doverosa sosta in uno dei tanti locali del quartiere, in pieno rilancio e rinnovamento, si deve tornare al vecchio porto per tornare a salire per andare a vedere la città dall'alto. E il punto di osservazione è speciale. Si tratta infatti della basilica di Notre-Dame-de-la-Garde che tutti i marsigliesi chiamano   «la buona Madre». Si trova a 160 metri sul mare, sul luogo dove sorgeva una precedente cappella, ed è un luogo di pellegrinaggio da quasi 800 anni, in particolare ogni 15 agosto in occasione dell'Assunzione di Maria. Ma non solo: la gente del posto la adora e lo dimostrano le migliaia di ex voto che ne coprono le pareti che raccontano anche storie di naufragi e viaggi in mare. E non a caso è sormontata da un campanile alto circa 60 metri, al di sopra del quale si trova una colossale statua della Vergine con il Bambino. Arrivando dal mare si vede a chilometri di distanza e dice che si sta finalmente tornando a casa.  

Fino ad ora abbiamo visto la vecchia Marsiglia. Ora è tempo della nuova. E il suo simbolo è il MuCEM, il Museo delle Civiltà dell'Europa e del Mediterraneo. È stato aperto solo nel 2013, ma ora è uno dei 50 musei più visitati al mondo. Mescola oggetti e approcci tra loro diversi e prova a raccontare la storia delle genti del Mare Nostrum spaziando dall'archeologia alla storia dell'arte, dalle tradizioni culturali all'arte contemporanea. E' stato progettato da Rudy Ricciotti, un architetto di origine algerina formatosi a Marsiglia, e Roland Carta e un vertiginoso ponte pedonale lo collega al duecentesco Fort Saint-Jean, dal quale si possono ammirare splendide vedute del Vieux Port e del mare e percorrere. Prima di tornare al Vecchio Porto per un pastis vale la pena di percorrere,  almeno in parte, la Corniche, la lunga strada panoramica che costeggia il mare. Dedicata a Kennedy,  è un ottimo posto per godersi la vista sulle isole in lontananza e respirare il vento salmastro. Ci sono ville, grandi alberghi, spiagge ma soprattutto il blu.  E come diceva lo scrittore innamorato di Marsiglia, Izzo, «di fronte al mare la felicità è un'idea semplice».

Info
Come arrivare
In aereo o in auto
L’aeroporto di Marsiglia (www.marseille-tourisme.com/) è il Marseille Provence Airport, ed è situato nel comune di Marignane, nel dipartimento di Bouches-du-Rhône. In auto si può raggiungere Marsiglia via Savona/Ventimiglia (A6+A10). Una volta arrivati in città si possono comodamente usare i mezzi pubblici come le due linee della metro. Ci sono la linea Blu, o linea 1, che opera tra Catellane e La Rose, e la line Arancione, o linea 2, che collega le stazioni di  Sainte-Marguerite/Dromel e Bougainville. 

Il cibo
La bouillabaisse
Uno dei simboli di Marsiglia è sicuramente la bouillabaisse, la classica zuppa di pesce. Ma pochi sanno che si tratta di un piatto di origine greca. I focesi che fondarono la città erano soliti infatti preparare  la kakavia, una zuppa di pesce che si mangia ancora sulle isole dell'Egeo. La bouillabaisse non è altro che una rivisitazione. La ricetta base comprende l'uso di almeno quattro pesci: scorfano, triglia, grongo e gallinella, ma è uso aggiungere anche dentice, rombo, bottatrice, cefalo, nasello, ma anche  ricci, mitili e granchi. Nelle versioni più lussuose ed elaborate viene aggiunto anche il polpo o l'aragosta. 

L'aperitivo
All’ora dell’aperitivo a Marsiglia l’unica bevanda contemplata è il pastis. Profumato all’anice, alcolicoil pastis incarna lo stile di vita di Marsiglia e di tutta la Provenza. Ed è proprio a Marsiglia che fu inventato il pastis, quando in Francia nel 1916 venne abolito l’assenzio e i produttori del distillato prediletto dai poeti maledetti si trovarono costretti a creare una bevanda sostitutiva.