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Dove il mito è di casa

Grecia: Un mix di turco e veneziano affacciato sullo splendido mare del Peloponneso. Alla scoperta di Nauplia, la prima capitale ellenica

26 giugno 2021, 09:15

Dove il mito è di casa

Si torna a viaggiare. E per molti la vacanza estiva significa Grecia con le sue isole,  le case bianche, i vicoli in salita e le spiagge. Noi, però, stavolta non parleremo delle Cicladi o del Dodecaneso ma della capitale. Che, pochi lo sanno, non è Atene ma Nauplia. Per carità, oggi la città del Partenone è la capitale della Grecia e su questo non si discute. Ma Nauplia è stata la città più importante dello stato Ellenico dopo la guerra d'indipendenza  combattuta tra il 1821 ed il 1830 per affrancarsi dall'Impero ottomano.  E visto che Atene era ancora in mano ai turchi la prima capitale nel 1829 fu, appunto, stabilita a Nauplia.
 Un primato non usurpato per una delle più belle città del Peloponneso che riassume in sé molte anime. Quella greca, naturalmente, ma anche quella ottomana e quella veneziana. Il  risultato è un mix piacevole  e rilassante e anche se le case hanno i tetti di tegole e le facciate colorate non sentirete la nostalgia dei cubi candidi  a cui vi siete abituati sulle isole.
Secondo il mito, che in Grecia non manca mai,  la città fu fondata da Nafplios, figlio del dio Poseidone e  da qui passarono gli eroi diretti verso Troia e la sua guerra.   La città conobbe un certo declino  durante l'epoca romana ma tornò a prosperare durante il periodo bizantino. Poi come spesso accade fu un balletto di conquiste e invasioni con il succedersi di franchi, veneziani e turchi che lasciarono il loro carico di eredità nell'architettura e nelle tradizioni. E ancora oggi è bello andare in giro per la città passando da un castello medievale a un palazzo veneziano sfiorando un edificio neoclassico o, persino, una moschea trasformata in teatro. 
Il punto di partenza per andare a scoprire Nauplia è certamente piazza Syntagma – che in greco non è altro che la Costituzione – e qui in effetti si concentra il cuore della città e della sua storia. Si trova infatti proprio qui il Vouleftikon, il palazzo cioè che nel 1825 fu la prima sede del parlamento ellenico. L'edificio, costruito dai turchi a metà del '700, dopo essere stato il parlamento è diventato anche un tribunale e oggi ospita delle mostre.  Nella piazza spiccano anche la forma rettangolare e la cupola del Trianon che nacque come moschea ma, dopo la liberazione divenne una chiesa e poi un teatro e il Museo Archeologico, in stile veneziano, che ospita un'importante collezione di reperti che vanno dalle statuette in marmo dell'epoca cicladica alle ceramiche dell'arte neolitica. Tutt'intorno poi bar e locali dove cedere al rituale tutto greco della chiacchiera al caffè, guardandosi intorno e facendo passare piacevolmente  il tempo. 
Un riposo necessario perché poi si deve camminare. La meta è il castello di Palamidi. Si chiama anche il castello dei 999 gradini e questo spiega quanto sia in alto. Ma non vi preoccupate: primo perché i gradini sono, in realtà «solo» 857, e secondo perché ci si arriva comodamente anche in auto. Ma dall'alto il panorama è davvero splendido. La fortezza, una delle meglio conservate e imponenti di Grecia,  venne costruita dai Veneziani in tempi da record tra il 1711 e il 1714. Peccato che appena un anno dopo il suo completamento fu occupata dai Turchi ma ancora oggi i nomi dei potenti bastioni sono quelli degli antichi guerrieri come Milziade, Achille e Leonida.
Da lassù, sicuramente, avrete lasciato scorrere lo sguardo sul mare. E non potete non aver visto l'isola fortificata che si trova proprio davanti alla città. Si chiama Bourtzi, ed è uno dei simboli di Nauplia.  Il nome significa isola fortezza ed è proprio quello che è in realtà quando era la difesa del porto. Da qui partiva una catena che arrivava sulla terra e impediva il passaggio delle navi dei pirati. Sull'isolotto si trova un castello costruito dai soliti veneziani nel 1473 che è stato nel corso dei secoli usato in molti modi.  Fu anche prigione e sede temporanea del governo greco, negli anni '30 divenne la sede dell'Organizzazione nazionale del turismo e dal '60 al '70 fu trasformato in un  hotel di lusso. Ora, è un po' malmesso e non si può certo pernottare ma sono in corso lavori di recupero e merita di essere visitato grazie al servizio delle barchette che partono dal molo e in soli 10 minuti portano fino qui. 
Quindi ancora una passeggiata: e anche questa miscela bellezza della natura  e storia. Si percorre infatti il lungomare di  Arvanitia ed è il classico struscio della gente del posto che ama camminare sul mare. Il  sentiero, lastricato e pedonale, si allontana dal centro della cittadina, in mezzo ai pini e ai fichi d'India che si arrampicano alle pareti scoscese della collina dell'Acronauplia. Ad un certo punto fate una sosta davanti alla chiesa di Panagia tis Spilias, che i veneziani avevano battezzato “Vergine Maria della Grotta” e poi proseguite fino alla vicina spiaggia che si trova proprio sotto il bastione di Temistocle del castello.  Il nome farebbe pensare ad un luogo cupo:  si chiama infatti Arvanitia, che vuol dire albanesi, perché la leggenda narra che qui vennero gettati in mare dei mercenari albanesi nel 1779. Se sia vero non è dato sapere ma è certo che oggi è una spiaggia comoda e ben attrezzata, con acqua limpida e trasparente.
Quindi, dopo un rinfrescante tuffo, tornate verso il centro. Il cuore di Nauplia è un piccolo reticolo di stradine colorate dagli sbuffi delle bouganville e piene di locali piacevoli dove mangiare qualcosa: e se vi capita assaggiate i carciofi che sono uno dei vanti locali. Quindi un altro salto nel tempo e nel mito. A soli otto chilometri da Nauplia si trovano le rovine di  Tirinto. Forse il nome vi dice poco ma è una città leggendaria: sarebbe stata costruita da Ercole durante le sue celebri fatiche, è un patrimonio dell'Umanità ed è stata riscoperta da Heinrich Schliemann. Quello, per capirci,  che dedicò la vita a cercare Troia. 
Ora di Tirinto restano le mura ciclopiche, la parte bassa della Acropoli inferiore e un tempio.  E pare incredibile che senza mezzi a motore possano aver costruito qualcosa di così enorme. Ma ricordate: loro avevano Ercole. Noi, invece, abbiamo l'auto e con quella possiamo partire in direzione di Tolo, nei cui pressi si trovano anche le rovine di Assini ma non solo. Qui, a pochi passi c'è anche la spiaggia di Kastraki con le sua acque trasparenti  e i ciottoli bianchi. In cima ad una roccia rossastra c'è un bar appollaiato. I colori sono splendidi e il mare trasparente. L'idea di incontrare qualche eroe del mito, chissà perché da quassù, non appare per nulla stravagante.  

Info
Come arrivare - In auto e in bus 
Non ci sono aeroporti a Nauplia e lo scalo più vicino si trova ad Atene che dista solo 138 km.   Per raggiungere Nauplia da Atene la strada più veloce è la autostrada che passa per Corinto. E in questo caso fermatevi per dare una occhiata al celebre canale. Si può arrivare per una gita in giornata da Atene organizzata da molte agenzie della capitale ma anche con il servizio bus della  KTEL che collegano Atene con tutti i principali centri della regione dell'Argolide tra cui anche come Epidauro e Micene.

Da vedere
Il museo più strano
Chi sia stato in Grecia anche solo una volta sa che gli uomini, specialmente quelli di una certa età, spesso hanno in mano una sorta di rosario con cui giocano senza sosta, quasi fosse un antistress. Ecco a questo oggetto, che si chiama komboloi, hanno addirittura dedicato un originale museo.  In origine erano nati come accessori per le classi più abbienti, in seguito passarono a connotare categorie ai margini della società, disprezzate dai ricchi. Oggi sono diffusissimi tra gente di ogni ceto sociale, ma rimangono perlopiù un accessorio maschile. Al Museo del Komboloi potrete saperne di più su questo elemento identitario della società greca e ammirare alcuni esemplari elaborati. I più belli, realizzati con metalli di valore e pietre semi-preziose, sono delle vere opere d’arte. 

I resti di Micene
Durante una permanenza a Nauplia non sarebbe da perdere una visita a Micene, una  delle città-stato più ricche e più influenti del mondo antico. E che si trova a soli 20 km.  Il suo periodo di massimo splendore durò 400 anni, dal 1600 al 1200 a.C.. Il nome di Micene è indissolubilmente legato a quello del suo re più famoso: Agamennone, capo supremo di tutti i greci nella Guerra di Troia, le cui gesta vennero resero immortali da Omero nell’Iliade. Oggi anche voi potete vivere l’emozione di varcare l’imponente porta che segna l’ingresso ad una delle città che hanno fatto la storia dell’umanità.