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La poesia della creta

Toscana: Un itinerario da seguire senza fretta. Per scoprire le  mille sfumature dell'argilla. A sud di Siena tra le colline, i borghi e gli antichi castelli

di Luca Pelagatti -

07 agosto 2021, 09:11

La poesia della creta

Per prendere aerei e treni servono il green pass e molte cautele. Ma abbiamo comunque voglia di partire, di assaporare una nostra personale versione del viaggio on the road. E allora, senza rinunciare a nulla ma anzi, regalandoci una esperienza straordinaria, scegliamo di andare in Toscana a vivere uno dei luoghi più straordinari di questa terra: le Crete. Stiamo parlando di quel triangolo magico che ha come uno dei vertici Siena e che si allarga poi a nord verso le terre del Chianti e a sud la val D'Orcia e Montalcino. 
Il nome, crete, deriva proprio dalla natura geologica,  che è fatta da una particolare argilla che regala al paesaggio un colore grigio-azzurro unico, che potrebbe sembrare lunare. 
Ma sulla Luna non ci sono alberi: qui invece, come se fossero state disegnate da un gigante gentile, è tutto un susseguirsi di dolci colline punteggiate da cipressi solitari e querce, spruzzate di bosco, casali isolati e castelli. E sullo sfondo calanchi e avvallamenti che raccolgono l'acqua. 
Insomma, un panorama fatato che fece dire ad un toscano sanguigno come Curzio Malaparte che il color terra di Siena lo ritrovi «nei capelli delle donne, nelle nuvole, nelle chiome degli alberi, in quel cielo terroso dove ondeggiano le crete d’Asciano: per quella virtù che hanno i senesi di mescolare le cose celesti alle cose terrene e di rifare il cielo con la stessa materia di cui è fatta la terra».
 Una dichiarazione d'amore per questa terra che possiamo fare nostra: basta partire in auto senza fretta, senza frenesia di arrivare. Ma solo godendo il panorama, fermandosi spesso, cambiando direzione senza motivo apparente. Insomma, tuffandosi in queste terre dove un tempo combattevano fiorentini e senesi. E dove oggi invece, regna una straordinaria armonia. 
Lasciando Siena alle spalle il primo punto di riferimento lo troveremo dopo pochi chilometri: si viaggia verso Arbia e poi, tra i borghi di  Leonina e Mucigliani, ecco il Site Transitoire, un'opera d'arte realizzata negli anni '90 dall'artista francese Jean-Paul Philippe. E' una sorta di scultura in pietra, una specie di finestra affacciata sul panorama delle crete all’interno della quale, la luce solare si concentra durante il tramonto in occasione del solstizio d’estate. Ma anche nelle altre sere il panorama e i colori visti da lassù sono qualcosa di magico. 
Asciano, poi, non è lontana e certamente faremo sosta in questo paese che nacque con gli etruschi ma divenne ricco e potente nel medioevo. E si sente. Il borgo è un gomitolo di strade e palazzi dove camminare con il naso per aria prima di entrare nella chiesa di San Francesco con i suoi bei affreschi che ricordano che qui nacque la scuola senese di pittura. Quella celebrata nei musei di tutto il mondo. Ma lo abbiamo detto: questo è un viaggio itinerante, di soste e ripartenze continue. La prossima meta è, per certo, la vicina abbazia di Monte Oliveto Maggiore, fondata nel 1319 da tre nobili senesi che decisero di abbandonare lussi e ricchezze per ritirarsi in solitudine secondo la regola benedettina.  E anche se il mondo è cambiato il silenzio qui ha ancora oggi un suono particolare.  Il panorama intorno è speciale ed è bello andare alla scoperta di questo gioiello dove ancora abitano i monaci olivetani. Da non perdere sono il chiostro con gli affreschi, la chiesa  e le parti della vita quotidiana dei monaci di allora come la farmacia, la biblioteca e il refettorio. E in certi momenti speciali provate a seguire le celebrazioni: ancora si possono ascoltare i canti gregoriani che gli olivetani eseguono durante la liturgia.  
Dopo la pace del convento volete un po' di relax? Le crete senesi permettono anche questo. Basta proseguire verso Rapolano per trovare l'occasione di un po' di quiete tra le acque.  Fino dai tempi dei Romani erano infatti note le sorgenti che si trovano qui e lo dimostrano i ritrovamenti archeologici e la presenza di vasche nella zona di Campo Mauri: da secoli la gente del posto si immergeva in queste acque per curare le malattie. Questo spiega anche perché quello che fu in origine un piccolo borgo agricolo crebbe diventando feudo dei conti di Scialenga che innalzarono anche un castello. Ma siamo qui per il riposo: puntiamo allora verso le terme di San Giovanni, a soli due km da Rapolano o  nelle poco lontane terme Antica Querciolaia. Qui si trovano vasche e spazi dove prendere il sole ma anche  saune e hamman, zone per massaggi e spazi per i trattamenti con i fanghi. Essendo tra le crete questo non ci deve stupire. 
Facendo una  deviazione verso est ci si può concedere una sosta a San Gimignanello, un altro borgo che fu struttura difensiva  e ora invece è una fattoria che si può visitare. Qui si vendono olio e vino, si visita la vecchia chiesa e alcuni scelgono di sposarsi tra le sue antiche mura. Basta passare dal portone ancora fortificato e si capisce quanta storia è scivolata intorno alle dolci colline che la circondano. Ma ora ripartiamo verso ovest diretti a Buonconvento, un antico insediamento nella parte più dolce del senese che per la sua posizione lungo la via Francigena  e alla   confluenza dei fiumi Arbia e Ombrone è sempre strato luogo strategico. Purtroppo la guerra lo ha in parte distrutto ma questo paese di 3000 abitanti è ancora circondato dalle mura  con le sette torri di avvistamento  e una porta che la proteggeva ai tempi in cui da qui passavano i mercanti diretti verso l'Europa. 
All'interno delle mura, il borgo è attraversato da nord a sud da via Soccini su cui si affacciano palazzi nobiliari e la  trecentesca torre civica rettangolare  mentre opere d'arte importante si trovano nel museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia  sulla stessa strada.  Da qui, a raggiera, molte altre mete per escursioni.   A Castelnuovo Tancredi si trova ancora l'antico castello e la torre medicea con una chiesa in cui brilla un dipinto di Ambrogio Lorenzetti; a Bibbiano, invece spicca il castello  che domina la valle dell'Ombrone e che purtroppo non si può visitare all'interno perché privato. Ma le sue due cinta di mura e il fossato restano nel ricordo  così come colpisce il borgo fortificato di Murlo col suo palazzo vescovile e il Duomo. In ognuno di questi luoghi è piacevole sostare, fare un picnic, ritagliarsi un momento di sosta. Poco lontano,  comunque, ci saranno altre sorprese, altre scoperte. In un fazzoletto di argilla bigia che brilla come fosse d'oro.
 

Info
Come arrivare con l'auto
Le crete senesi si trovano immediatamente a sud della città di Siena e confinano ad est con la val di Chiana ed a sud-ovest con la val d'Orcia. Per raggiungere la zona da Parma si consiglia di uscire dalla A1 al casello Val di Chiana e immettersi sul raccordo autostradale Bettolle-Siena. Superata l'uscita per Rigomagno e Lucignano, ogni uscita successiva porta alle crete.  L'uscita consigliata, per raggiungere il percorso panoramicamente più bello e fotografato del territorio , è quella di Taverne d'Arbia che permette di raggiungere la Lauretana Antica. Questa strada regala 17 km di classico paesaggio toscano fatto di casali e cipressi nascosti in mezzo ad una serie infinita di colline e calanchi calcarei, al termine della quale si raggiunge il centro storico di Asciano.

Da vedere
Monteroni d'Arbia
Un altro dei paesi che si trovano viaggiando tra le crete senesi è Monteroni d'Arbia, sulla riva destra del torrente Arbia. Il borgo di Monteroni si è sviluppato grazie all'operato dell'Ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, attivo in quest'area sin dai primi anni del XIII secolo. Durante il secolo successivo, il piccolo centro crebbe attorno alla struttura del Mulino Fortificato che ancora oggi è una delle attrazioni del luogo. Si tratta di un mulino ad acqua, risalente con ogni probabilità al I secolo a.C. e perciò considerato una delle prime installazioni per la trasformazione industriale di materie prime della storia.
La struttura viene fortificata tra il 1322 ed il 1324, sempre per volontà dell'Ospedale senese. Il motivo dell'interesse per la zona da parte degli Ospitalieri va senza dubbio attribuito alla vicinanza con la via Francigena.  Oggi, Monteroni è un comune noto anche per l'abbondanza di architetture medievali presenti all'interno dei suoi confini.