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Costa Verde, dune di sabbia a due passi da villaggi da vecchio West

In Sardegna tra spiagge e miniere abbandonate

di Luca Pelagatti -

14 agosto 2021, 09:45

Costa Verde, dune di sabbia a due passi da villaggi da vecchio West

Contro il virus, e le sue odiose varianti, ci hanno detto, fino allo sfinimento, che occorre stare distanziati, lontani. Ma le vacanze, soprattutto cercando un bel mare, invece, ci spingono a stare tutti vicini, anzi ammassati. Ma esiste un posto dove, al contrario, si può godere del mare più bello senza folla. Per paradosso, in mezzo al deserto. Si chiama Costa Verde ed è la parte meno nota della Sardegna (www.sardegnaturismo.it): e non ci capisce perché. 

Si, va bene, la Costa Smeralda è perfetta per chi vuole incontrare i vip,  altre zone sanno mescolare la coccola della sabbia bianca e del mare blu con la piacevolezza del servizio a 5 stelle. Ma questo tratto di costa  è un abbagliante deserto giallo-ocra, mosso dal vento e punteggiato di verde mediterraneo. Il bello è che la gran parte della gente non sa neppure dove sia. Stiamo parlando del  lungo tratto di litorale a sud del golfo di Oristano, per una cinquantina di chilometri buoni, tra Capo Frasca, a nord, e Capo Pecora a sud. Vi dice poco? Peccato. Qui si trovano spiagge splendide e mai affollate, aria selvaggia e, soprattutto, una spiaggia come quella di Piscinas, l’unico deserto in Europa che, con le sue montagne di sabbia scolpite dal maestrale, tra gigli di mare e papaveri, offre  la surreale visione del cervo che all’alba si spinge fino al mare.  Tutto questo sulle dune: e dite dove altrove questo può accadere in Italia.  

Ma non solo: sul mare questo è lo scenario mentre nell'interno si possono visitare miniere abbandonate e villaggi fantasma. Sembra il selvaggio West. Ma questo è solo l'ovest della Sardegna, non ci sono i cowboy anche se di racconti e storie leggendarie non sentirete la mancanza. Già, perché questa è terra mitica, quella delle dune che arrivano al mare. Quando il vento profuma l'aria di mirto non sembra possibile d'essere in Italia. Eppure è terra nostra, nel comune di Arbus, dove per uno strano miracolo della natura le dune che si estendono dalla costa verso l'interno per circa due chilometri, raggiungono un'altezza di circa 100 metri e sono modellate dai venti che soffiano dal mare. Come nel Sahara. Ma qui si parla sardo. E quindi tutto è speciale: qui depongono ancora le uova le tartarughe e la spiaggia è una distesa sferzata dal vento e dalle onde, dove la massa di gente non si sa neppure cosa sia. Al massimo si trovano giusto due bar all'aperto e un albergo  ricavato dal vecchio deposito minerario dove in passato, dai tunnel dell'interno, arrivava il frutto della fatica di chi scendeva sotto terra. L'hotel offre un lusso non troppo sfacciato e l'emozione di  fare colazione tra il blu del mare e l'ocra dei vecchi vagoncini minerari coperti di ruggine. Qui si può fare base o solo una sosta spostandosi lungo la costa seguendo le strade spesso sterrate: quando noleggiate l'auto ricordate che un paio di guadi li dovrete sempre mettere in conto. Ma anche che vedrete luoghi  che non si dimenticano. 

Salendo verso nord si arriva verso Portu Maga: se temete l'effetto folla agostana potete stare tranquilli. Si arriva costeggiando  la macchia da un lato e il mare dall'altro fino a una spiaggia di tre chilometri con comodi parcheggi, qualche locale dove mangiare cozze e carne d'agnello e un po' di camere dove dormire. Se pensate che questo è il luogo più attrezzato su 50 km di costa capite bene che la frenesia non ha casa da queste parti. 
Una esperienza che si comprende ancora meglio puntando verso il cuore dell'isola. I chilometri non sono tanti, le curve invece si.  Qui si trovano, nel silenzio di una campagna antica, i borghi minerari di Montevecchio e Ingurtosu , suggestivi esempi di archeologia industriale. A Ingortuso, in una valle senza ombra, si trovano ancora le case dei minatori, impianti e pozzi, carrelli arrugginiti.

Qui ora regna la quiete ma un tempo vivevano 2500 operai e le loro famiglie. Da una parte loro e le case quasi fossero baracche. Dall'altra il «castello», ovvero la casa del direttore della miniera. In una giornata di sole camminerete tra graffiti e memorie. Il mare, tanto, è poco lontano. E le dune del sogno aspettano solo che qualcuno provi a domarle.

Info
Come arrivare: In volo da Parma
La Costa Verde è situata nella parte sud-ovest della Sardegna (www.sardegnaturismo.it)  e  appartiene al comune di Arbus ed alla provincia del Medio Campidano. Per arrivare lo scalo più comodo è quello di Cagliari che è collegato con un volo dall'aeroporto di Parma. Una volta sull'isola si può noleggiare un'auto e prendere la E25 in direzione nord. Poi seguire le indicazioni per la strada statale 197 e quindi quelle per la strada provinciale per Arbus. Il viaggio in dura circa un’ora.

Sabbia e altro
Le spiagge

Le spiagge della Costa Verde sono di sabbia, molto grandi, alcune praticamente selvagge, altre dotate di diversi servizi. Sono l’ideale per immergersi nella natura, per allontanarsi dal turismo organizzato e per apprezzare un’ospitalità semplice e schietta. Le più belle sono Marina di Arbus, Scivu, Piscinas, Torre dei Corsari, Funtanazza.

Dove dormire
L'hotel più suggestivo si trova sulla spiaggia di Piscinas e si chiama Le dune (www.ledunepiscinas.com). L’edificio è stato recuperato da una struttura mineraria ottocentesca nella quale venivano depositati i minerali  trasportati con i vagoni dall'antico borgo minerario una volta fiorente e ora silenzioso e in disuso. Si articola in tre fabbricati collegati tra loro da una piazzetta aperta davanti al mare e da una corte interna con pavimento in cotto settecentesco che custodisce reperti archeologici punici e romani.