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Trani, la porta d'Oriente

Un filo rosso la collega a Gerusalemme e alle storie dei Crociati. Alla scoperta di Trani: dove il mare profuma di Medioevo

28 agosto 2021, 08:58

Trani, la porta d'Oriente

In via Ognissanti, nel cuore di Trani, c'è un panificio. Vende le  classiche focacce pugliesi, i panzerotti gonfi di mozzarella e buon  pane di Altamura. Quel negozio ha scelto di chiamarsi Oriente.
 Non è un caso.

 Il negozio del signor Domenico non è infatti in un luogo qualsiasi  fra le viuzze del centro medioevale tranese. Uscendo dal panificio,  sollevando gli occhi, si può ammirare uno degli edifici più  suggestivi della città pugliese. E' la chiesa di Ognissanti, ma qui,  ecco il perché di Oriente, è chiamata la chiesa dei Templari.
 Proprio qui, sotto le arcate del portico della chiesa, la leggenda  vuole abbiano giurato i cavalieri normanni in partenza per la prima  crociata. Era il 1096 e con a capo Boemondo d'Altavilla i soldati  attraversarono poi una stretta stradina, detta Angiporto, che  conduceva dalla chiesa direttamente al mare e qui si imbarcarono  per la Terra Santa.

 Trani, Gerusalemme. Le due città sono distanti migliaia di  chilometri, giorni e giorni di navigazione nel Mediterraneo, ma è  giusto tendere un filo rosso fra loro. 
Perché Trani nel medioevo è  stata davvero una porta verso la Palestina fra crociati e pellegrini.
 Questo grazie al suo porto naturale, circondato oggi da una  splendida serie di piccole case bianche, e dal vento che, si diceva,  spirasse in modo continuo e costante verso est, senza strappi o  sorprese, tanto che la locuzione «brezza di Trani» divenne, per i  popoli dell'Adriatico, di uso comune per indicare un vento  favorevole.

 Il suo porto insomma fu così attivo e importante nel Medioevo che  qui, nel 1063, vennero emanati gli «Statuti marittimi», considerati  il più antico codice marittimo del mondo e dove, per la prima  volta, viene indicata la figura del marinaio, fino a quel momento  ritenuto un semplice schiavo al servizio del padrone. 
Malgrado  alcuni dubbi sull'effettiva datazione del codice, gli «Statuti»  restano un riferimento nella storia del diritto marittimo tanto da  essere stati anche citati nella sentenza, della quarta Corte  d'Appello degli Stati Uniti d'America, sulla controversia relativa al  recupero del celebre transatlantico Titanic.
 Ma torniamo alla Trani porta verso Gerusalemme. Torniamo alla  chiesa di Ognissanti. L'edificio che vediamo oggi è del XII secolo  ed era affiancato anche dalla «domus hospitalis», un piccolo  ospedale dei templari. La chiesa è rimasta chiusa a lungo ed i  restauri ne hanno permesso la riapertura nel 2017. Prima di allora  era possibile ammirare solo lo splendido esterno dell'abside, a due  passi dall'acqua, lungo la passeggiata del porto.
 Onde salate vicino alla chiesa dei templari, onde a due passi dalla  cattedrale di Trani, il simbolo della città. Staccata da tutti gli altri  edifici del centro svetta sul mare, l'ultimo segno all'orizzonte per  chi era in navigazione per mari lontani, Terra Santa in primis.

 Ma ci si può spingere anche oltre se si parla di Trani.
 Gerusalemme non è solo la meta finale di un viaggio ma è insita  nel centro pugliese. 
Trani ha infatti ospitato una ricchissima  comunità ebraica già a partire dal 1100. Grazie ad una concessione  sveva nacque un quartiere riservato a questa comunità. Il cuore era  la via Giudea, la strada riporta lo stesso nome anche oggi, che da  porta Antica, splendido bastione in pietra delle vecchie mura,  attraversava la città sin quasi alla Cattedrale. Di fatto era il cuore  di Trani medioevale ed arrivò ad accogliere ben 200 famiglie  ebree giunte dalla Castiglia, dall'Aragona ma anche dalla Francia e  da molti centri del meridione.
 La comunità si occupava di commercio e artigianato, ma  soprattutto di garantire preziosi finanziamenti tanto che re Guglielmo, nel  1155, vietò qualsiasi provocazione e violenza da parte dei cristiani  e li pose sotto la sua diretta protezione. C'era una multa  salatissima anche se si tentava una loro conversione.
 Il ruolo della comunità ebraica crebbe così tanto negli anni che, in  poche centinaia di metri, sorsero ben quattro sinagoghe, tutte  convertite poi in chiese nel XVI secolo quando la comunità fu  espulsa dalla Puglia dagli Angioini. La più importante è la  Sinagoga Grande o Museo di Sant'Anna. Costruita nel 1247, è  oggi sede dell'unico museo di storia ebraica di tutto il sud d'Italia.

 Restaurata nel 2009, l'edificio ora ha recuperato gran parte  dell'antica struttura sinagogale a partire dalla altissima cupola   ortogonale. 
I costruttori, per evitare che la struttura spiccasse in  altezza rispetto agli edifici cristiani, cosa allora vietata dalla legge,  decisero di abbassare di alcuni metri il piano di calpestio e così  aggirarono il divieto. In una vicina piazzetta ecco invece la sinagoga Scola Nova.
 Anch’essa di origine duecentesca, è in stile romanico pugliese ed è  ritornata ad essere luogo di preghiera grazie all'impegno della  comunità ebraica di Napoli. Nel 2005 il ritorno al culto dopo  essere stata per secoli la chiesa di Santa Maria di Scolanova.
 Degli altri due edifici religiosi della comunità tranese restano  invece solo le vestigia. Lungo sempre via Giudea, una bella  facciata medioevale ospita una residenza privata ma una targa ci  ricorda che questa era la terza sinagoga di Trani, poi diventata  San Pietro Martire. 

In borgo Morola, piccola strada che parte dal  museo ebraico, c'è invece la quarta, al secolo San Leonardo Abate. L'edificio è oggetto di restauro da parte di un privato, ma la  facciata già è tornata al suo antico splendore.
 E allora provate ad immergervi nel medioevo pugliese e pensate in  questi vicoli bianchissimi, come la caratteristica pietra calcarea di  Trani, decine di magazzini che custodivano seta grezza che veniva  venduta soprattutto alla Repubblica di Venezia oppure immaginate  di passeggiare con Isaia il Giovane di Trani, autore del più antico  codice ebraico.
 Uno spazio ricco di cultura e storia che negli ultimi anni è tornato  a valorizzare le sue antiche tradizioni. Una storia che nel  Cinquecento gli Angioni cancellarono costringendo la popolazione  ebraica alla conversione oppure alla fuga. Tantissimi emigrarono a  Patrasso, Corfù, Salonicco dove per secoli mantennero lingua,  costumi e riti religiosi di Trani. E da qui, superata la tragedia  dell'Olocausto, alcuni di loro emigrarono in Palestina. Ecco,  ancora una volta, ritorna Gerusalemme.

Giuseppe Milano


   INFO    
Dove dormire
Le stanze in centro

Trani è costellata da decine e decine di bed&breakfast, molti nati negli ultimi anni recuperando le vecchie abitazioni del centro storico. Per rimanere immersi nell'atmosfera della “Giudecca” tranese Casa Morola è perfetta. B&b all'ombra del museo ebraico e a fianco di un'altra sinagoga, la struttura offre, a piano terra, una camera in parte ricavata in una grotta di un antico magazzino ebraico e al primo piano un appartamento su più livelli con terrazza privata con vista sul centro storico. Se volete un alloggio esclusivo invece la scelta non può che  ricadere su “The Harbour-Luxury Living” in via Mercadante 6. Impossibile mancarlo: l'insegna è disegnata sulla facciata con i led. In generale la proposta alberghiera di Trani è per tutte le tasche ma, a parità di offerta, generalmente più economica del resto della Puglia. Insomma la città può diventare un buon punto di partenza per visitare il resto della Puglia e la vicinissima Matera.

I sapori
Dove mangiare
Dagli antipasti al dolce la cucina pugliese non manca di riservare sorprese. E allora partiamo dalla fine dove, con un dessert alle  mandorle, è fondamentale assaggiare il Moscato di Trani magari dopo avere degustato ottimo pesce che i pescatori avranno portato a riva solo poche ore prima. Magari fatelo all'Osteria “La perla del Sud” proprio sulla banchina del porto all'ombra della chiesa di Ognissanti. Ma Trani è soprattutto la patria dello street food di pesce grazie a “Peschef” e “Paninart” due locali sul porto rinomati per panini e preparazioni veloci ma con materia prima di altissima qualità. Se non amate invece i prodotti del mare al Baciugo Bistrot di piazza Cesare Battisti non mancate l'appuntamento con le orecchiette San Giuannid con pomodori, olive e capperi. Ma Trani accoglie anche locali di alta cucina. La Lampara al Fortino, sempre sul porto, è un ristorante ospitato nell'ex chiesa di Sant'Antuono e nel torrione annesso che proteggeva l'imboccatura del porto di Trani. Dulcis in fundo le fantastiche focacce. Compratele al Panificio del Porto, forno artigianale ma anche dotato di una vendita on line attiva in tutta Italia.