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La Fifa: "Basta inquadrare belle tifose ai Mondiali, è sessismo"

13 luglio 2018, 12:44

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Dopo razzismo e omofobia, rivelatisi i grandi falsi allarmi ai Mondiali in Russia, ora è il fenomeno del sessismo a preoccupare la Fifa. Nell’era del "Metoo", dopo che anche la F1 a trazione americana ha detto basta alle "ombrelline" - le hostess che accompagnano i piloti a bordo monoposto sulla pista - anche il calcio mondiale lancia la sua campagna politically correct.
Proprio in questi giorni, al rush finale del torneo, la Fifa ha criticato le trasmissioni televisive delle partite, "colpevoli" di inquadrare più del dovuto le belle tifose sugli spalti. Per il rappresentante Fifa Federico Addiechi, limitare questo genere di riprese rappresenta «un’evoluzione naturale» nella lotta al sessismo nel mondo del calcio. Un mondo in cui, secondo il network antidiscriminazione Fare, alla donna è riservato un «ruolo passivo, spesso paragonabile a un oggetto decorativo».

La presa di posizione della Fifa sul sessimo sta facendo molto discutere.
Circa 300 casi di sessismo sono stati registrati da Fare durante il Mondiale di quest’anno. Tra gli esempi più eclatanti, il video pubblicato da alcuni tifosi brasiliani, in cui una ragazza russa viene convinta con l’inganno a cantare una canzone oscena in portoghese; o quelli degli stand up di giornaliste televisive, interrotte dalle avance dei tifosi di passaggio. Situazioni indubbiamente spiacevoli, ma che non stupiscono più di tanto, considerando la quantità di tifosi giunti in Russia per la prima volta e influenzati dallo stereotipo della russe «belle e disponibili». Basti pensare che, alla vigilia del torneo, la Federcalcio argentina ha pubblicato un vademecum per tifosi diretti in Russia su come meglio sedurre le donne locali.
Ma il Mondiale ha evidenziato anche un’altra forma di sessismo, che ha meno a che fare con il torneo e più con la società che lo ospita: quello subito da migliaia di ragazze russe stigmatizzate per avere rapporti sessuali con i tifosi. Accusate di essere «prostitute» a caccia di stranieri benestanti, le ragazze sono vittima di cyberbullismo sui social russi. E anche i media conservatori si sono scatenati: particolare risonanza ha avuto un articolo intitolato «Generazione di tr...», pubblicato di recente sul tabloid «Moskovsky Komsomolez», in cui l’autore accusa le ragazze russe di essere «una vergogna per se stesse e per il Paese». D’altra parte, le russe erano state avvertite: alla vigilia dei Mondiali, la parlamentare Tamara Pletnyova aveva scoraggiato le sue concittadine dal fare sesso con tifosi stranieri, sostenendo che «le donne russe dovrebbero crescere figli russi». Una voce che, pur non rappresentando la posizione ufficiale del governo, riflette una società in gran parte conservatrice e patriarcale, che la Fifa non ha il potere di cambiare.