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Milano-Busseto: la «Direttissima». Da 70 anni nella storia del ciclismo

Sabato il compleanno di un'affascinante epopea Giannetto Cavitelli e Gianfranco Stefanini i fondatori. La fuga solitaria di Cressari: 120 km nel 1958. Il successo di Francesco Moser nel 1971 Paolo Bossoni unico parmense nell'albo d'oro

04 aprile 2019, 12:04

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La ribattezzarono subito «Direttissima», perché quando nacque, nel 1949, era una delle gare per dilettanti più veloci d’Italia: tutta piatta, da Milano Rogoredo a Busseto, con arrivo (ieri come oggi) nel viale Pallavicino.
Poi è diventata la «Classicissima dei dilettanti», perché spesso si correva in contemporanea con la Milano-Sanremo. Sabato la Milano-Busseto compie 70 anni e celebra la settantesima edizione di un’affascinante epopea, con tanto di logo ad hoc realizzato da Gaia Bentley e Marisol Rroku, due studentesse della scuola media «Barezzi» di Busseto.
Orgoglioso Paolo Bossoni, presidente del Pedale Bussetano, società che organizza la gara fin dalla prima edizione: «è il frutto di tanta passione e lavoro. Fa parte della storia di Busseto, della nostra comunità, ma anche di quella del ciclismo italiano. Per me da corridore era un sogno vincerla: l'ho realizzato nel 1997. Oggi, da organizzatore, lavoro con il mio gruppo per fare sì che il giorno della corsa sia indimenticabile per chi lo vive».
Voluta soprattutto da Giannetto Cavitelli e dal commendator Gianfranco Stefanini, la gara vede la luce il 27 marzo del 1949. Una prima edizione subito avvincente: a Busseto si presentano otto fuggitivi, in volata scoppia un tubolare e cadono in cinque. Vince il ventitreenne ferrarese Claudio Ricci davanti a Loretto Petrucci (che poi conquisterà due Milano-Sanremo).
La terza edizione passa alla storia del ciclismo non tanto per la vittoria del mantovano Giorgio Pavesi, quanto per la caduta che pone fine alla carriera di Ernesto Colnago. Il ragazzo diventerà meccanico e, di lì a qualche anno, fonderà la celebre azienda di bici che porta il suo nome.
Nel ‘58 il bresciano Carlo Cressari vince al termine di una fuga solitaria di ben 120 chilometri, poi l’edizione del ‘59 va a Sante Gaiardoni, doppio oro olimpico su pista a Roma 1960.
Negli anni ‘60 il successo sfugge ai tanti talenti di casa nostra, e bisogna arrivare al 1970 per trovare un quasi profeta in patria: si tratta di Claudio Guarnieri, piacentino di Alseno in forza alla Belloni di Zibello.
Il 1971 è l’anno della vittoria di Francesco Moser: il trentino esce dal gruppo a 70 chilometri dal traguardo, con De Piazza. A Salso sbagliano strada, De Piazza cede di schianto, Moser no, e arriva a Busseto con 36 secondi sul plotone. «Pensavano di riprendermi da un momento all’altro - ha ricordato recentemente - ma avevano fatto i male i conti. Vincere quella gara è stata una grande soddisfazione».
Dopo la doppietta di Vittorio Algeri (’73-’74), ecco il giallo dell’edizione 1976: esulta il varesino Landoni, ma al suo fianco è in rimonta il bergamasco Casati. I giudici danno la vittoria a Landoni, ma una settimana più tardi, ricevute nuove foto, assegnano il successo a Casati.
Il fotofinish viene introdotto nel ‘79, quando vince (senza dubbi) il seigiornista Pierangelo Bincoletto. Nel ‘90 e nel ‘91 esulta un altro pistard, Giovanni Lombardi (oro a Barcellona ‘92).
Dal ‘94 la gara prende il via da Cremona, mentre dai primi anni Duemila (con Marcello Concari al timone) anche la partenza avviene da Busseto. Bossoni, bussetano doc e unico parmense nell’albo d’oro, vince la quarantanovesima edizione e l’anno dopo sembra poter fare il bis, ma arriva secondo dietro al messicano Meza.
Nel 2005 vince il reggiano Andrea Pagoto, mentre nel 2007 sono protagonisti i nostri Dodi e Malori, con una lunga fuga che alla fine però premia il britannico Ian Stannard (oggi colonna portante del Team Sky).
Nel 2010 il momento più difficile, con la gara che salta per difficoltà economiche e organizzative. Servono energie fresche e il Pedale Bussetano le trova: riparte nel 2011 con Bossoni presidente e un rinnovato gruppo di lavoro. Il resto è storia recentissima, con il nome di Simone Consonni, primo nel 2015 e oggi pro con la Uae Emirates, fiore all’occhiello in un albo d’oro dove sabato in duecentosognano di scrivere il proprio nome.

      ALBO D’ORO      

1949 CLAUDIO RICCI
1950 DONATO PIAZZA
1951 GIORGIO PAVESI
1952 ELISEO COMELLINI
1953 GIUSEPPE FAVERO
1954 ELISEO COMELLINI
1955 GIUSEPPE OGNA
1956 REMO TAMAGNI
1957 NEVIO VITALI
1958 CARLO CRESSARI
1959 SANTE GAIARDONI
1960 FRANCO ALBERTI
1961 ANGELO GARDA
1962 SERGIO ALZANI
1963 GIAMPIERO FORTI
1964 LUIGI ZUCCOTTI
1965 MARCO BELLETTI
1966 BRUNO VITTIGLIO
1967 GIORGIO BEDINI
1968 FRANCO VANZIN
1969 ENZO TREVISAN
1970 CLAUDIO GUARNIERI
1971 FRANCESCO MOSER
1972 ALDO PARECCHINI
1973 VITTORIO ALGERI
1974 VITTORIO ALGERI
1975 DINO PORRINI
1976 GIORGIO CASATI
1977 ALESSANDRO BETTONI
1978 GIUSEPPE SOLFRINI
1979 PIERANGELO BINCOLETTO
1980 CLAUDIO GIRLANDA
1981 MANRICO RONCHIATO
1982 PATRIZIO GAMBIRASIO
1983 GABRIELE FAEDI
1984 ANGELO TOSI
1985 G.BATTISTA BARDELLONI
1986 SALVADOR FORTUNATO
1987 ALBERTO DESTRO
1988 FABRIZIO BONTEMPI
1989 MAURIZIO TOMI
1990 GIOVANNI LOMBARDI
1991 GIOVANNI LOMBARDI
1992 GIAMPIERO POLTO
1993 GIUSEPPE ASERO
1994 MICHELE BROMBINI
1995 ELIO AGGIANO
1996 MARCO CANNONE
1997 PAOLO BOSSONI
1998 MIGUEL ANGEL MEZA (MEX)
1999 JAMIE BURROW (GBR)
2000 CRISTIAN PARRINELLO
2001 SIMONE CADAMURO
2002 LUIGI TIMPANARO
2003 CLAUDIO CORIONI
2004 RINO ZAMPILLI
2005 ANDREA PAGOTO
2006 FRANCESCO GINANNI
2007 IAN STANNARD (GBR)
2008 SALVATORE MANCUSO
2009 STEFANO BORCHI
2010 NON DISPUTATA
2011 CHRISTIAN DELLE STELLE
2012 NICOLA RUFFONI
2013 FEDERICO ZURLO
2014 NICOLAS MARINI
2015 SIMONE CONSONNI
2016 MICHAEL BRESCIANI
2017 PIETRO ANDREOLETTI
2018 MATTEO FURLAN