Sei in Sport

CORONAVIRUS

Il dottor Boranga: 'Sto con Cairo, stop a tutto'

16 aprile 2020, 15:13

Il dottor Boranga: 'Sto con Cairo, stop a  tutto'

«Questo virus mi ha rovinato. Era già tutto fatto con una squadra della Promozione marchigiana, e quindi avrei continuato a giocare. Ma è andato tutto all’aria, e ora mi alleno in mansarda fra pesi e tapis roulant, e per passare il tempo scrivo un libro in cui, in forma romanzata, do consigli su alimentazione e stili di vita». 
A 77 anni Lamberto Boranga non è cambiato, è il guascone di sempre, secondo alcuni un highlander, visto che l’ex portiere di Perugia, Fiorentina, Cesena e Parma oltre a giocare al calcio e a scrivere, è medico con seconda laurea in biologia e campione del mondo over 65 poi over 70 di salto triplo e lungo. Ha lavorato a lungo anche nel pugilato, a bordo ring come medico di tante riunioni. Insomma, Boranga è una persona che all’epoca del coronavirus può esaminare la situazione a 360 gradi, da medico, calciatore e super esperto di sport. E anche come diretto interessato, visto che fa parte dello staff sanitario del Perugia, «anche se quasi sempre in panchina ci va un collega più giovane di me». Quando è toccato a lui stare a bordo campo, «è stato poco prima che il campionato di B si fermasse, abbiamo vinto per 1-0 e ricordo di aver dovuto fare il foglio dell’autocertificazione dichiarando di non aver contratto il virus. Ma è calcio questo?». 
Ecco allora che il Dottor Boranga ha pronta la sua ricetta: «a essere onesti, io la penso come il presidente del Torino Urbano Cairo - dice -, che ha parlato da persona capace e intelligente quale è. Bisogna fermare tutto, anche per rispetto dei tantissimi morti che ci sono stati, e ricominciare la nuova stagione a settembre o a ottobre. Per il calcio di serie C, D e altre categorie dilettanti mi sembra scontato, ma il discorso vale anche per la massima serie, per tutti. Se invece ripartiranno, per finire questo campionato perchè ci sono troppi interessi in ballo, sarà comunque un torneo falsato: pensate a squadre come Atalanta e Lazio che erano in gran forma e giocavano un calcio di livello internazionale. Dopo questo stop e una preparazione da rifare saranno ancora le stesse? La Juve ha una rosa vastissima da cui attingere ma le altre che faranno?». 
Ma cosa pensa Boranga, da medico e calciatore, del protocollo sanitario che sta per essere varato affinchè il calcio riprenda? «Non è ancora stato stabilito nei dettagli - risponde - ma io dico che l’ultima parola spetta ai medici, ai virologi, ai pneumologi, insomma agli esperti, e non ai politici e ai presidenti compreso quello della Figc, che non hanno le giuste competenze. Ci vogliono condizioni di estrema sicurezza, dovranno essere fatti continuamente i tamponi ai giocatori, e il monitoraggio dei movimenti degli anticorpi del sangue, le immunoglobuline». «E a proposito dei tamponi, la gente dirà che ai calciatori e a Zingaretti i tamponi li hanno fatti - aggiunge - mentre invece non ci sono per le persone comuni, e quindi si rischierà l’impopolarità. Io sono il primo che invece che annoiarmi davanti alla tv guardando un film già visto tante volte vorrei gustarmi una partita, anche di secondo livello, ma non mi sembra ci siano le condizioni». Già, pensare al calcio e agli allenamenti è difficile, «specie adesso - chiosa Boranga - che sopra la mia mansarda sento volteggiare un elicottero che controlla che non ci sia gente in giro. Meglio che mi rimetta a scrivere il libro, così mi distraggo un pò e non penso che questo virus ha dilagato anche per via di eventi come Atalanta-Valencia e le manifestazioni delle Sardine, svoltisi in un periodo che il Covid-19 già circolava. E, per favore, lo riscriva che ha ragione Cairo».