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LUTTO

La morte di Maradona, l'autopsia: edema polmonare acuto. Sarà sepolto oggi

Le parole di Zola e Sensini. L'intervista alla Gazzetta di Parma

25 novembre 2020, 17:16

La morte di Maradona, l'autopsia: edema polmonare acuto. Sarà sepolto oggi

Ci sarà un prima ed un dopo Diego Armando Maradona. Se ne è reso conto oggi il fiume di uomini, donne e bambini che a Buenos Aires ha atteso per ore, molti per tutta la notte, di poter entrare nella storica Casa Rosada per rendere l’estremo omaggio a colui che ha sublimato l'Argentina nel mondo. 
Una maestosa processione laica, a tratti caotica, iniziata alle 6 del mattino e continuata per tutto il giorno, segnata dalle lacrime e dal dolore ma anche da incidenti e scontri nel pomeriggio, quando la famiglia ha insistito per confermare la chiusura della camera ardente alle 16.30 nonostante le migliaia di persone che da ore aspettavano di avanzare. La polizia ha tagliato la fila all’altezza di Avenida 9 de Julio e Avenida de Mayo, scatenando l’ira di quanti si sono sentiti esclusi e hanno reagito attaccando gli agenti con bastoni, sassi e bottiglie, e rovesciando le barriere metalliche. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti, sfollagente e fucili con proiettili di gomma. Lacrimogeni sono stati lanciati anche vicino alla Casa Rosada, e a quel punto i familiari hanno accettato di tenere aperto fino alle 19. Stesse scene di caos si sono ripetute in serata, quando il feretro è stato precipitosamente spostato dopo che un gruppo di persone ha fatto irruzione nel cortile del palazzo presidenziale e gli agenti hanno dovuto di nuovo usare la forza per evacuare l’edificio. 


Nessuno da queste parti ha dubitato che all’eroe spettasse un tributo di Stato, con tre giorni di lutto nazionale decretati dal presidente Alberto Fernandez che ha messo a disposizione il palazzo che si affaccia sulla Plaza de Mayo per la camera ardente. L’Argentina tutta e la capitale in particolare hanno passato una nottata insonne di fronte all’enormità del dolore causato dalla morte di Diego. Dopo l’autopsia fatta ieri sera, che ha confermato il decesso per crisi cardiaca, i suoi resti sono stati trasferiti in nottata nell’edificio presidenziale. 
Prima dell’alba attorno alle spoglie del Diez si sono raccolti i membri della famiglia: l’ex moglie Claudia Villafane, le figlie Dalma e Giannina, un’altra figlia, Jana, l’ex fidanzata Veronica Ojeda con il figlio Dieguito Fernando, l'amico Guillermo Coppola e vari calciatori del Boca e della nazionale. Radio e tv hanno presidiato l’ingresso alla Casa Rosada sulla calle Balcarce n.50 dove si sono avvicinate personalità note e meno note, e dove alcune persone un tempo vicine a Maradona, come l’ultima compagna Rocio Oliva, si sono viste negare fra le lacrime l’ingresso dal 'nò dei famigliari. 
Poi il popolo di Diego ha cominciato a fluire all’interno, sfilando davanti al feretro coperto con la bandiera argentina e le magliette dell’Albiceleste, del Boca Juniors, dell’Argentinos Juniors e del Napoli, lanciando baci, levando il pugno chiuso, deponendo fiori, bandiere, magliette e bigliettini con messaggi. Su alcuni degli striscioni lasciati sul posto si leggeva 'Diego, se tu stai bene stiamo bene anche noì, 'So che oggi ti sei finalmente riunito con Diò, oppure 'Pelusa, in Argentina non ci sono squadre di calcio, c'è solo Maradona!'. 


A fine mattinata è arrivato il capo dello Stato. Accompagnato dal premier Santiago Cafiero e dalla first lady Fabiola Yanez, ha deposto sul feretro la camiseta dell’Argentinos Juniors, con il n.10 e un 'panuelò (fazzoletto) usato dalle Madri di Plaza de Mayo. Prima di ritirarsi, ha salutato i familiari di Maradona e l’ex calciatore del River, Enzo Francescoli. 
In serata il trasferimento del feretro nel cimitero Jardin di Bella Vista, a 35 chilometri da Buenos Aires, dove Maradona riposerà per sempre accanto ai suoi amati genitori.

Circolano foto di Maradona morto, Morla: "Pagheranno"

"Data la viralizzazione di un’immagine di Diego sul letto di morte, mi occuperò personalmente di trovare il mascalzone che ha scattato quella fotografia. Tutti i responsabili di un simile atto di codardia pagheranno". Lo ha scritto su twitter Matias Morla, legale di Maradona, dopo la diffusione di una foto che ritrae il pibe de oro morto dentro la bara. Molti utenti sui social hanno espresso indigazione verso l’autore di questa foto. 

La decisione di fare i funerali oggi

La salma di Diego Armando Maradona sarà inumata oggi nel cimitero 'Jardin de Bella Vistà, dove in passato sono stati sepolti sua madre e suo padre (Dona Tota, morta nel 2011 e don Diego, deceduto nel 2015). Lo riferisce il portavoce Sebastian Bianchi all’Afp. 
Creato negli anni '80, si tratta di un cimitero privato immerso nel verde, a 35 chilometri da Buenos Aires.

Un’insufficienza cardiaca acuta, con cardiomiopatia dilatativa: sono questi gli esiti dell’autopsia preliminare effettuata subito in serata sul corpo di Diego Armando Maradona, morto ieri attorno alle 12 nella sua residenza. Gli esami sono stati svolti all’ospedale di San Fernando, fuori dal quale stazionavano, come in tanti altri luoghi simbolo dell’Argentina, numerosi tifosi sotto choc. L'insufficienza, hanno potuto accertare i medici, è stata provocata da un «edema polmonare acuto», secondo quanto scrive il 'Clarin' 

Il mondo del calcio è in lutto per la morte di Diego Armando Maradona. L’ex Pibe de Oro è deceduto all’età di 60 anni, stroncato da un arresto cardiaco secondo quanto riferito dalla stampa argentina. L'ex fuoriclasse del Napoli e della nazionale Albiceleste, campione del mondo nel 1986 in Messico, 60 anni lo scorso ottobre, era stato dimesso lo scorso 11 novembre dalla Clinica Olivos di Buenos Aires dove era stato operato alla testa per rimuovere un ematoma subdurale. 

Il governo argentino ha decretato tre giorni di lutto nazionale per la morte di Maradona. 

ZOLA: "GLI DEVO TUTTO"

Gianfranco Zola, raggiunto al telefono dalla Gazzetta di Parma, non riesce a parlare, tanta è l'emozione che lo travolge: "Sono distrutto - commenta l'ex fantasista di Napoli, Parma e Chelsea - non riesco a crederci. A Diego devo tutto, mi ha dato tantissimo e da lui ho imparato tantissimo. Era un uomo buono, generoso. Per me è stato un amico vero. E' un giorno tristissimo".  Fu proprio Maradona a consegnare a Zola la maglia numero 10 e a designarlo come suo erede. Poi Zola prese la via di Parma.

CANNAVARO: "BUON VIAGGIO DIEGO"

La foto di Maradona che attraversa lo spogliatoio tra due ali di supereroi ed il messaggio «Buon viaggio Diego, rip": così Fabio Cannavaro sul suo profilo instagram. 

 

 

LUTTO CITTADINO A NAPOLI

Choc a Napoli per la morte di Diego Armando Maradona. La notizia, alla quale molti ancora stentano a credere, è rimbalzata sui telefonini. In pieno centro, in piazza Municipio una sola voce: «Era il più grande di tutti». Anche a Fuorigrotta, là dove si trova il San Paolo, suo tempio calcistico, ci sta chi si commuove. Subito i ricordi per le sue straordinarie giocate. E una donna, «questo 2020 è veramente l'anno peggiore».  Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha proclamato il lutto cittadino.  

DE MAGISTRIS: "INTITOLIAMOGLI IL SAN PAOLO"

"Intitoliamo lo Stadio San Paolo a Diego Armando Maradona!!!". Lo scrive su twitter il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. 

LA SUA STORIA

Diego Armando Maradona è nato a Lanus il 30 ottobre 1960, quinto di otto figli. Cresciuto a Villa Fiorito, sin da bambino mostra tutto il suo talento al punto da finire appena a 10 anni sulle pagine del "Clarin". Entra nel settore giovanile dell’Argentinos Juniors dove debutta nel massimo campionato il 20 ottobre 1976, dieci giorni prima di compiere 15 anni. Nel 1981 il passaggio al Boca Juniors ma già un anno dopo ecco l’arrivo in Europa: se lo assicura il Barcellona per 1,2 miliardi di pesetas. Debutterà in blaugrana nell’agosto 1982 ma l’avventura in Catalogna è contrassegnata da vari problemi fisici e nell’estate del 1984 passa al Napoli per 13 miliardi e mezzo di lire. Il Pibe de Oro diventa un idolo del pubblico partenopeo: con lui arrivano due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa. La sua esperienza italiana si chiude il 17 marzo 1991, quando risulta positivo alla cocaina e viene squalificato un anno e mezzo. Riparte dal Siviglia, poi Newell's Old Boys e il ritorno al Boca Juniors fino al ritiro: la sua ultima partita è datata 25 ottobre 1997. 


 Una vita di eccessi, fra droga e alcol, Maradona si era liberato delle sue dipendenze grazie a lunghi soggiorni in centri di disintossicazione. Qualche giorno dopo il suo 60esimo compleanno è stato operato per rimuovere l’ematoma subdurale che gli era stato trovato nel lato sinistro della testa. Tornato a casa per proseguire il recupero, è stato stroncato da un arresto cardiaco. 


 Con la nazionale argentina debutta nel febbraio del 1977, non viene convocato per i Mondiali che si giocano l’anno dopo proprio in patria ma disputa quelli del 1982 e soprattutto quelli del 1986, quando trascina la Seleccion al titolo: memorabile la sfida con l’Inghilterra dove prima segna un gol di mano ("la mano de Dios" la ribattezzerà lui stesso) e poi una rete che verrà eletta come la più bella nella storia dei Mondiali in un sondaggio indetto dalla Fifa nel 2002. Con la Seleccion arriva in finale anche a Italia '90, sconfitto dalla Germania, poi è presente a Usa '94 ma gioca appena due partite prima di essere squalificato perché positivo all’efedrina. Proprio durante la squalifica intraprende la carriera di allenatore (Deportivo Mandiyu e Racing), che riprenderà molto più avanti, diventando ct della nazionale che guida ai Mondiali del 2010, fino all’eliminazione ai quarti. Allena anche l’Al Wasl a Dubai, l'Al-Fujairah negli Emirati e quindi il Dorados in Messico prima di accettare lo scorso anno la panchina del Gimnasia.