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Manca solo l'ufficialità: Il Giro 2021 passerà nel Parmense

di Alberto Dallatana -

22 gennaio 2021, 10:12

Manca solo l'ufficialità:  Il Giro 2021 passerà nel Parmense

Il Giro d’Italia 2021 transiterà nel Parmense, facendovi ritorno a due anni dall’ultima volta. Manca ancora l’ufficialità, visto che il percorso sarà presentato entro metà febbraio (la data esatta del vernissage non è ancora stata fissata), ma stando ad alcune indiscrezioni trapelate in questi giorni, la tappa con passaggio nel parmense dovrebbe partire da Piacenza per concludersi a Sestola, sull’Appennino modenese.

 A lasciarsi sfuggire il nome della sede di arrivo è stato il Governatore Stefano Bonaccini,  ospite del canale modenese Trc: «Nel 2021 tornerà in Emilia-Romagna il Giro d’Italia,  con un arrivo di tappa a Sestola e la partenza da Modena il giorno successivo».

 Poco dopo Bonaccini ha provato a correggere il tiro aggiungendo che «non è ancora ufficiale, ma ci siamo vicini». 
La Regione in questi anni sta investendo molto sul ciclismo per la promozione del territorio: dalla partenza bolognese della corsa rosa nel 2019 ai Mondiali di Imola 2020, passando per il campionato italiano dei professionisti di due anni fa in Alta Valtaro, senza dimenticare il Giro d’Italia Under 23 che nella nostra regione è di casa. 

La tappa di Sestola dovrebbe essere la quinta, mercoledì 12 maggio, dopo alcune frazioni in Piemonte (la gara, con ogni probabilità, prenderà il via da Torino) e una in Lombardia, con arrivo a Mantova o a Cremona. 
La scelta della partenza da Piacenza ha una doppia motivazione: premiare una città che da 15 anni non ospita la partenza o la conclusione di una tappa,  ma anche partire dalla provincia più orientale in modo da attraversare poi tutte le altre in due giorni, ad eccezione di Ferrara. 
A Sestola il Giro è arrivato nel 2016, nella tappa vinta da un giovanissimo Giulio Ciccone, all’epoca portacolori della Bardiani-Csf.

Secondo le indiscrezioni, nella tappa Piacenza-Sestola la carovana dovrebbe transitare sulle suggestive colline di Rossena e Canossa, prima di puntare verso Castelnuovo Monti. 
In questo caso, le opzioni riguardanti il transito nel Parmense sarebbero sostanzialmente tre. La prima è quella di percorrere la via Emilia fino alle porte della città e poi virare su Collecchio e la pedemontana, quindi a Felino, Traversetolo e San Polo d’Enza. 

La seconda è l’attraversamento della città per poi abbandonare la via Emilia prima di entrare in terra reggiana, verosimilmente da via Traversetolo.

Terza ipotesi allo studio  tagliare in due la nostra provincia senza mai abbandonare la via Emilia, per poi virare verso sud una volta entrati nel Reggiano. 
Difficile immaginare che la tappa si avventuri in Valtaro, perché diventerebbe troppo lunga, mentre è un po’ meno improbabile che, come nel 1990, scali il valico di Fragno da Calestano, per poi scendere a Langhirano e proseguire verso Traversetolo attraverso la pedemontana. 
Restano dunque da chiarire questi dettagli, ma gli estremi della tappa e il transito sulle nostre strade non sembrano in discussione. Così come non li sono quelli del giorno successivo, che porterà il gruppo da Modena a Riccione. 

Il Giro poi scenderà verso il Centro-Sud, per risalire nuovamente dalla Toscana e rientrare in Romagna: la tappa del 20 maggio potrebbe partire da Siena per terminare a Bagno di Romagna, mentre il giorno successivo la tappa da Ravenna e Verona celebrerà i settecento anni dalla morte di Dante, avvenuta proprio nella città romagnola che ne ospita la tomba.