Sei in Sport

il caso

Tennis, padel, biliardo: boom di visite medico-sportive per «dribblare» il Coronavirus

di VITTORIO ROTOLO -

30 gennaio 2021, 12:18

Tennis, padel, biliardo: boom di visite medico-sportive per «dribblare» il Coronavirus

A ridosso del periodo natalizio, gli sportivi, quelli che si dedicano alla pratica per passione o semplicemente animati dalla voglia di mantenersi in forma, ma senza alcuna velleità di competere in contesti ben più impegnativi,  confidavano ancora nella riapertura degli impianti già a metà gennaio.

 Ma quando poi, con il passare dei giorni, ha cominciato a prendere sempre più consistenza l’ipotesi di una proroga delle chiusure di palestre e piscine, in molti hanno pensato di «dribblare» abilmente le norme anti-Covid.

 In che maniera? Chiedendo «semplicemente» (e senza nemmeno andare incontro a chissà quale esborso economico) il tesseramento agonistico per una disciplina: status che contempla di fatto la possibilità di allenarsi anche al coperto ed eventualmente pure di partecipare a gare e tornei di interesse nazionale. 

Mentre per gli sport di squadra, come ad esempio il calcio, la Federazione ha autorizzato la prosecuzione delle attività solo per determinati campionati, nel caso delle discipline individuali il via libera agli allenamenti è stato concesso a specifiche categorie di atleti definiti «agonisti», appunto.

 Ed allora, un po’ dappertutto, è scattata la frenetica «corsa» alle tessere. Si spiega così il notevole incremento, registrato nelle ultime settimane anche a Parma, delle visite medico-sportive agonistiche. Ottenere questo tipo di idoneità è infatti un passaggio obbligato, per chi decide di avviarsi alla «nuova carriera» in ambito sportivo.

 «Da Natale in poi, l’incremento c’è stato. E non ha riguardato soltanto persone più giovani ma pure altre, di età compresa fra i 50 ed i 60 anni» conferma Gianfranco Beltrami, vice presidente nazionale della Federazione medico sportiva italiana.

 Tennis, padel e biliardo, le discipline più «gettonate». Ma fra gli atleti che richiedono l’idoneità, quanti possono essere davvero considerati agonisti? E chi di loro ha partecipato o parteciperà effettivamente a gare nazionali? 

«Questo, noi medici sportivi non possiamo saperlo - risponde Beltrami - Non siamo in grado, in alcun modo, di poter discernere i veri agonisti da quelli che in realtà non lo sono. Il nostro compito è visitare chi, all’interno degli ambulatori, si presenta munito di regolare richiesta firmata dalla società di appartenenza: la legge stabilisce così e noi ci atteniamo a quella». 

Capita, però, che certi atleti non riescano ad ottenerla, l’idoneità. Perché i controlli sono rigorosissimi. E questo, è un aspetto che Beltrami ribadisce con chiarezza. «Supera la visita solo chi è in possesso di requisiti medico-sanitari nella norma» afferma il medico parmigiano.

 La visita per l’idoneità agonistica è accurata e prevede, tra gli altri, elettrocardiogramma, prova da sforzo e test per valutare la funzionalità respiratoria dell’atleta.

 «Sono tutti esami obbligatori -  dice Beltrami - Cambia qualcosa per chi richiede l’idoneità per la disciplina del biliardo. In quel caso, infatti, non è prevista la prova da sforzo, ma solo un elettrocardiogramma a riposo. Pur non richiedendo un grosso impegno cardiovascolare, una gara di biliardo può comunque generare stress e tensioni, assai pericolose per una persona che soffre di particolari patologie».

Agonisti o non agonisti? Al tempo del Covid, il dilemma resta. E non può essere risolto nemmeno guardando la carta d’identità dell’atleta, prima «amatore» e oggi passato ad un livello superiore.

 «Ci sono discipline, come il rugby, che fissano limiti d’età - rileva Beltrami - mentre non è così per altre, come il tennis. In presenza di una idoneità certificata dal medico sportivo, che attesta il buono stato di salute dell’atleta, lo stesso può svolgere l’attività».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA