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GOGGIA: I PRECEDENTI

Da Anastasi a Federer: quegli stop banali e crudeli

01 febbraio 2021, 17:30

Da Anastasi a Federer: quegli stop banali e crudeli

Un bagnetto per i bambini, una lampada solare, un rigore maledetto: sono infortuni banali, ma sanno di beffa per campioni costretti a rinunciare alla possibilità di vincere per incidenti capitati fuori gara, lì dove non te lo aspetti.

La caduta in una normale discesa a valle preclude a Sofia Goggia la partecipazione ai Mondiali di sci, a Cortina, ed è solo l’ultimo di una serie di sciagurati episodi che hanno segnato negativamente la carriera degli sportivi più famosi. Da Anastasi a Federer. Un mix di casualità e autentica sfortuna che creano delle crudeli, e a volte anche pittoresche, sliding doors.

Scontro tra auto, illesa Sofia Goggia

Chi non ricorda il caso del compianto 'Pietruzzu' Anastasi, allora giovane centravanti titolare dell’Italia che si apprestava a trasferirsi in Messico per difendere ai Mondiali il titolo europeo conquistato due anni prima. La versione non divenne mai ufficiale ma, durante una pausa del ritiro romano al Parco dei Principi, in una sera di maggio del 1970, scherzando col massaggiatore Tresoldi, Anastasi avrebbe ricevuto un colpo al basso ventre con la stecca del biliardo. Una cosa all’apparenza banale ma, durate la notte, l’attaccante della Juve svegliò l’amico di stanza Beppe Furino, perché colto da fortissimi dolori. Venne operato e, quando si svegliò, gli azzurri erano in volo per Città del Messico. Al suo posto Valcareggi convocò Prati e Boninsegna, poi titolare, mentre Lodetti in esubero tornò a casa.

Pietro Anastasi con la maglia della Nazionale.

Tornando ai giorni nostri, o quasi, nel 2020 il tennista francese Gael Monfils giocò gli Australian Open - venendo eliminato - con un grave problema al polso: la causa? Stava divertendosi con un videogioco e, in uno scatto di rabbia, colpì la testiera del letto con la mano destra. Prima di lui, Roger Federer era stato costretto a finire sotto i ferri per sistemare la rottura del menisco, un infortunio che si era procurato preparando il bagnetto alle due gemelline. E che dire di Martin Castrogiovanni, ex pilastro dell’Italrugby? Nulla potè il colosso azzurro di fronte al morso del cane sul naso: 14 punti di sutura e niente trasferta a  Edimburgo contro la Scozia.

Valentino Rossi

Tagli e ferite anche per Valentino Rossi che, in casa, inciampò, finendo su un tavolino di vetro andato in frantumi. Per uno che sfida il destino a 300 all’ora, una cosa davvero singolare. Nel calcio la lista degli incidenti grotteschi è davvero interminabile. Si va dal tuffo nella piscina semivuota della propria casa a Nizza dell’ex portiere Sebastian Frey alla boccetta del dopobarba che, cadendogli su un piede, provocò una lesione del tendine dell’alluce a Santiago Canizares, portiere titolare della Spagna, costretto a saltare i Mondiali 2002 in Sudcorea e Giappone. Da quella rassegna iridata mancò anche il brasiliano Emerson, a causa di una lussazione alla spalla rimediata in allenamento, che l’allora romanista Emerson si procurò improvvisandosi portiere. Per lui niente titolo.

'Epiteliopatia sierosa': fu la diagnosi che costrinse fuori per alcune partite il difensore francese, allora al Milan, Philippe Mexes, costretto al riposo dopo una serie di lampade solari che gli procurarono grossi fastidi agli occhi. La fede, nel senso dell’anello nuziale, è stata spesso causa di gravi infortuni: il portiere dell’Argentina campione del mondo in Messico nel 1986, Nery Pumpido, ripetendo il gesto di molti estremi difensori, che toccano con una mano la traversa per stirarsi o per scaramanzia, rimase impigliato nei gancetti che sorreggono la rete e si staccò un dito. Stessa sorte per Paulo Diogo, fantasista svizzero-portoghese del Servette: nell’esultare dopo un gol si aggrappò alla recinzione per festeggiare con i tifosi, ma la fede rimase impigliata nelle maglie della rete e gli tranciò due falangi dell’anulare.

Portieri sempre protagonisti, ma in negativo: Angelo Peruzzi s'infortunò a Coverciano prima della partenza dell’Italia per i Mondiali in Francia e fece spazio a Pagliuca, mentre a Euro 2000 Buffon diede forfait alla vigilia, facendo spazio ad Abbiati: in porta, però, andò Toldo. Protagonista indimenticato.