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LA PSICOLOGA

Francesca Cenci: «Ai crociati direi “giocate e divertitevi”»

di Carlo Brugnoli -

15 aprile 2021, 12:59

Francesca Cenci: «Ai crociati  direi “giocate  e divertitevi”»

«Che cosa direi ai giocatori del Parma prima della partita di Cagliari? Andate in campo e divertitevi».
Parola di Francesca Cenci, salsese, psicologa dello sport che analizza gli aspetti mentali legati alla sfida di sabato alla Sardinia Arena.

Come si approccia una gara così importante dal punto di vista psicologico?
«Prima di tutto consiglierei ai giocatori di affidarsi all'allenatore anche per quanto riguarda l'aspetto motivazionale. E poi lavorare su sé stessi in questa settimana per dare il meglio sabato senza farsi condizionare dal momento di certo non felice. In campo, invece, conterà solo concentrarsi su ogni movimento ed evitare cali di tensione».

Come si può riuscire a evitare l'inevitabile pressione che un impegno di questa portata inevitabilmente comporta?
«Esistono tecniche che consentono ai giocatori di gestire l'ansia. Ognuno di loro, nel corso della carriera, ha imparato, un po' da autodidatta, che cosa fare per raggiungere questo obiettivo».

Qualche esempio?
«Ci sono tecniche consolidate di rilassamento come il training autogeno che facilitano il processo di attenuazione dello stress e della paura. Faccio un esempio: Lukaku è un ottimo rigorista perché con il suo motivatore ha elaborato delle tecniche a lui congeniali che diventano poi routine e che gli permettono di superare la tensione e il timore di sbagliare». 

Chi affronterà meglio, dal punto di vista mentale, questo impegno? I giovani o i giocatori con maggiore esperienza?
«L'esperienza è di certo un valore aggiunto e la maturazione psicologica è decisamente un fattore protettivo. La capacità di rimanere lucidi e freddi sono poi elementi caratteriali che un giocatore ha in maggiore o minore misura. I giovani, invece, sono più istintivi, immediati e hanno livelli di motivazione spesso più alti dei loro colleghi più esperti».

Cambiamo argomento. Di recente lei è stata protagonista alla trasmissione «Tiki Taka» su Italia 1 di una polemica sull'omosessualità nel calcio. In sintesi, esiste ma non si può dire?
«Esattamente. Il modello prevalente è quello del calciatore che si identifica con il modello Alfa che rispetta determinati canoni. L'ambiente (inteso come società, dirigenti e gli stessi procuratori) consigliano ai giocatori di nascondere questo aspetto».

Presumo che questa situazione generi frustrazione nel calciatore che deve nascondere la sua omosessualità...
«Vero. E i giocatori che devono 'nascondere' la loro natura soffrono molto. Ho seguito un calciatore professionista che viveva questa situazione in modo molto doloroso. Ma nonostante tutto quasi nessuno ha il coraggio di fare coming out».

Un'altra polemica scaturita da una sua apparizione televisiva è quella legata ai top player come Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic. Lei afferma che il loro carattere accentratore non si manifesta solo in campo ma anche fuori e questo può rappresentare un problema.
«Parliamo di personalità eccessive. L'autopromozione personale conquistata sul campo si riflette all'esterno con comportamenti eccessivi. In definitiva, i tratti narcisistici rasentano la patologia».

CHI E'

Francesca Cenci
Salsese, psicologa dello sport è docente della scuola di sport del Coni. Inoltre svolge il ruolo di consulente della Federazione ciclistica Italiana e di preparatore mentale della Federazione Italiana Tennis.