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OLIMPIADI

Il sesto oro arriva dall'inseguimento a squadre. Azzurre del volley ko. Atletica, Jacbos e Tortu domani nella 4x100

04 agosto 2021, 09:00

Il sesto oro arriva dall'inseguimento a squadre. Azzurre del volley ko. Atletica, Jacbos e Tortu domani nella 4x100

Alle Olimpiadi di Tokyo 2020, l'Italia è medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre maschili di ciclismo su pista. Nella finale per il primo posto il quartetto azzurro - Simone Consonni, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan - ha superato la Danimarca ritoccando ulteriomente il loro record mondiale. Per l’Italia è il sesto oro a Tokyo 2020.

L’Italia corre più di tutti, e non solo sui 100 piani. Anche su due ruote, è italiano l’uomo più veloce al mondo: si chiama Filippo Ganna. Del titolo onorifico 'individualè non se ne avranno a male di sicuro gli altri tre moschettieri azzurri, che allo Jacobs del ciclismo su pista, Ganna appunto, si sono affidati per lo sprint finale del quartetto con punte di 70 chilometri orari, per rimontare lo svantaggio sulla Danimarca e salire così sul gradino più alto del podio. Il tutto, al termine di una strepitosa finale dell’inseguimento a squadre. 


Sull'anello dell’Izu Velodrome, di vero e proprio inseguimento ai favoritissimi danesi si è trattato, per 4 chilometri di adrenalina pura, chiusi da un missile di nome Ganna che ha completato una rimonta elettrizzante su una pista veloce al pari di quella d’atletica. Oltre 70 chilometri orari per trainare l’Italia all’oro che mancava da Roma '60 ed è il sesto della spedizione azzurra a Tokyo, col nuovo record del mondo, in recupero finale sul quartetto avversario che pure alla fine ha fatto meglio del precedente primato, fissato dall’Italia ieri in semifinale. La finale, invece, è un inno azzurro alla velocità alla Filippo Maria Marinetti, ma lo scrive lui, Ganna. Con Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan alza le bici al cielo, subito dopo aver tagliato il traguardo, perchè è un giorno leggerissimo. Hanno appena abbassato il tempo di ieri, contro la Nuova Zelanda, già lunare. E hanno compiuto un capolavoro di tattica, nella sequenza dei quattro e nella gestione dell’inseguimento reciproco a distanza. Distruggendo «il secondo e due di vantaggio danese» a tre quarti di gara, come racconta il tecnico, Marco Villa. 


La partenza sparata porta le frecce azzurre avanti al chilometro di un’unghia, 220 millesimi di secondo che a quelle velocità sono però già qualcosa: si va attorno ai 67-68 orari. Hansen, Madsen, Larsen e Pedersen mettono il turbo, dimezzano il divario a mezza unghia ai 2000 metri e quando passano i 3000 sono avanti di quasi più di un secondo: 867 millesimi in meno al chilometro 3 e poi a salire 1''3 subito dopo, per la precisione, che nel ciclismo su pista conta, e in questa gara ancor di più. L’inseguimento a squadre esige di guardare al cronometro spaccando il millesimo di secondo. Ma c'è tempo per farlo solo per il tecnico azzurro a bordo gara: tutta l’Italia fissa gli occhi solo su Ganna, velocista penalizzato a questi Giochi da un percorso della crono che non era una crono, su strada. E lui riscrive la storia della velocità, mangia i secondi, morde - a distanza - i talloni ai danesi. E quando sui lati opposti i due quartetti tagliano il traguardo, esplode la gioia azzurra: 3 minuti, 42 secondi e 32 millesimi, solo 166 millesimi di secondo in meno dei danesi. L’oro della velocità assoluta. E’ anche record del mondo, un decimo e mezzo di secondo meno di quello azzurro di ieri. «Credevo restasse un sogno, e invece si è avverato», dice Villa che a fine gara ha pianto, mentre il quartetto è sul podio per mettersi l’oro al collo. «Ribaltare la gara così vuol dire che questi sono ragazzi fantastici - dice - in questi due giorni abbiamo tirato tanto che forse agli altri sono venute le gambe molli. Avevo visto che ieri contro la Gran Bretagna i danesi avevano sfruttato la scia avversaria: siamo andati a mille per non lasciargliela. Poi all’ultimo chilometro pensavo andassero più avanti, ma quando ho visto che a tre giri dalla fine e con Ganna lanciato erano avanti di soli 6 decimi, ho pensato: forse è fatta». Nemmeno il tempo di dirlo, ed era oro.

BEACH VOLLEY,  LUPO-NICCOLAI ELIMINATI - Niente da fare per la coppia azzurra del beach volley Lupo-Niccolai battuti 2-0 dalla coppia del Qatar. Niente medaglia quindi per loro.

PALLANUOTO, SETTEBELLO A FONDO - Parte male il Settebello, che chiude il primo tempo sotto 5-2 con la Serbia dopo aver sbagliato anche in situazione di 3 uomini in più. Anche nel secondo tempo gli azzurri sembrano incapaci di tenere testa alla Serbia che si porta sul 7-2. con il Settebello incapace di segnare.  Il secondo tempo finisce 9-3 per i serbi. Nessun cambiamento nel quarto quarto nel quale gli azzurri abbozzano una rimonta ma è troppo tardi e finisce 10-6.

VOLLEY DONNE, AZZURRE STRAPAZZATE  - Nulla da fare il per sestetto azzurro, strapazzato dalla Serbia per 3-0. La partenza della Serbia è al fulmicotone: i primi due set sono di Boskovic e compagne 25-21 e 25-14.. Nel terzo set partono fortissimo le italiane che arrivano anche ad un vantaggio di 4 punti ma la rimonta della Serbia è inesorabile e arriva il 25-21.

E’ arrivato anche il momento del ritorno in pista di Marcell Jacobs. Il campione olimpico dei 100 metri, insieme ai compagni della staffetta 4x100 metri, sarà protagonista giovedì 5 agosto nelle batterie, unico turno eliminatorio prima della finale. Il DT delle squadre nazionali Antonio La Torre, con il supporto del responsabile dello sprint Filippo Di Mulo, ha definito il quartetto che correrà alle 4:30 italiane (le 11:30 locali): nell’ordine, Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Eseosa Desalu e Filippo Tortu. Il compito non è dei più semplici: l’Italia correrà nella seconda batteria (ore 4:39), in settima corsia, insieme, tra le altre, a Canada, Stati Uniti, Cina e Germania. La formula non ammette distrazioni: volano in finale le prime tre, con due tempi di ripescaggio. Il quartetto azzurro, oltre a Jacobs, poggia le basi su due semifinalisti olimpici, gli ottimi Filippo Tortu e Eseosa Desalu (tra i migliori duecentisti europei), con il giovane Patta, emerso quest’anno con il 10.13 di Savona, crono che vale l’ottavo posto nelle liste continentali dell’anno.
 Definito anche il quartetto della staffetta 4x100 donne, reduce da due stagioni maiuscole. Due anni fa, ai Mondiali di Doha, le ragazze furono settime assolute, conquistando direttamente in campo la carta olimpica di Tokyo. Un risultato eccezionale, bissato in qualche modo ai Mondiali di staffette del maggio scorso, quando le ragazze col tricolore sul petto trionfarono. Il compito questa volta è probabilmente ancora più difficile: la batteria delle azzurre (ore 3:00 italiane, le 10 locali) è praticamente una finale. L’Italia, con quartetto composto da Irene Siragusa, Gloria Hooper, Anna Bongiorni e Vittoria Fontana, correrà in corsa due, e davanti a sè troverà, nell’ordine, tra le altre, Giappone, Olanda, Stati Uniti, Gran Bretagna, Giamaica. Anche in questo caso, il passaggio del turno è garantito dai primi tre posti in batteria, e dai due migliori tempi nel computo complessivo. 

 

ATLETICA. 400 HS DONNE, ORO MCLAUGHLIN CON RECORD DEL MONDO
Abbattuto un altro record del mondo alle Olimpiadi di Tokyo. L’americana Sydney McLaughlin ha vinto l'oro nei 400 hs donne con il tempo di 51"46 (suo il precedente di 51"90 realizzato a Eugene il 21 giugno scorso), precedendo la connazionale Dalilah Muhammad (51"58) e l’olandese Femke Bol (52"03). 

ATLETICA. 110 HS UOMINI, DAL MOLIN ELIMINATO IN SEMIFINALE
Paolo Dal Molin è stato eliminato in semifinale dei 110 hs uomini. L’azzurro ha chiuso in 13"40, 12esimo tempo assoluto delle batterie.