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Hojgaard vince l'Open d'Italia, quarto Laporta, quinto Dodo Molinari

05 settembre 2021, 17:34

Hojgaard vince l'Open d'Italia, quarto Laporta, quinto Dodo Molinari

Il ventenne danese Nicolai Hojgaard ha vinto gli Open d'Italia che si sono conclusi oggi sul percorso del Marco Simone che nel 2023 ospiterà la Ryder Cup. Il danese s'è imposto con uno score di 271 (66 69 65 71, -13) colpi, decisivo un birdie nella buca finale che gli ha permesso di staccare di un colpo l'inglese Fleetwood e il polacco Meronk, secondi a pari merito a 272. Per lui si tratta del primo successo in carriera sull'European Tour. Ottima anche la prestazione degli italiani Francesco Laporta, che si è classificato quarto, ed Edoardo "Dodo" Molinari, quinto.

Non era mai successo prima, nella storia dell’European Tour, che due fratelli (peraltro gemelli) vincessero, uno dopo l’altro, un evento del massimo circuito continentale del golf maschile. Sette giorni fa l’exploit di Rasmus in Svizzera all’Omega European Masters, ora quello di Nicolai nella 78esima edizione dell’Open d’Italia. I fratelli Hojgaard scrivono così una pagina da record sull'European Tour.

Vince l’Open d’Italia ed entra nella storia del golf continentale insieme al fratello gemello. E’ una favola quella dei fratelli gemelli Hojgaard. Una settimana dopo l'exploit di Rasmus in Svizzera all’Omega European Masters è arrivato quello di Nicolai che, al Marco Simone Golf & Country Club (par 71) di Guidonia Montecelio (Roma), ha fatto sua la 78esima edizione dell’Open d’Italia. Nella storia dell’European Tour non era mai successo prima che due fratelli riuscissero a trionfare consecutivamente sul circuito. Bello l’abbraccio tra i due sul «green» della 18, tra sorrisi e anche qualche lacrima di commozione. E pensare che Nicolai, sul campo che ospiterà la Ryder Cup 2023, non avrebbe dovuto neanche esserci. A concedergli una «wild card» e a volerlo in campo è stato Franco Chimenti, presidente della Federazione Italiana Golf. E il danese, con una prova chiusa in 271 (66 69 65 71, -13) colpi e un birdie decisivo nel finale, ha ripagato la fiducia di chi ha creduto in lui e festeggiato il primo successo in carriera sull'European Tour. Che lo indica (da quando sono partite le statistiche dell’Eurotour, nel 1972) come il più giovane vincitore dell’Open d’Italia all’età di 20 anni e 177 giorni. Ma in realtà nel 1926 e nella seconda edizione della competizione, il francese Auguste Boyer (che insieme al belga Flory Van Donck detiene anche il record di vittorie, quattro, nel torneo) riuscì a trionfare all’età di 18 anni. Con il primato che appartiene dunque a lui. «Sono davvero felice per questo risultato. Vincere qui, con mio fratello accanto, è una gioia che vale doppio». E’ la felicità di Nicolai Hojgaard dopo il blitz firmato all’Open d’Italia. Dove ha superato al fotofinish l’inglese Tommy Fleetwood (tra i favoriti della vigilia) e il polacco Adrian Meronk, secondi con 272 (-12). Il miglior azzurro (per la seconda volta dopo quella del 2019) della competizione è Francesco Laporta, 4/o con 273 (-11) davanti a Edoardo Molinari, 5/o con 274 (-10). E’ una bella storia quella di Laporta, 30enne di Castellana Grotte (Bari) con l’Africa nel cuore (ha vissuto e giocato per anni in Sudafrica). Ad applaudirlo, durante la cerimonia di premiazione che lo ha «incoronato» come miglior italiano, è stato il numero 1 della Federgolf, Chimenti. «Il suo grande risultato - ha detto Chimenti - rappresenta una spinta per la crescita del movimento golfistico, anche nel Meridione». Due, dunque, gli italiani nella Top 10. Hanno invece deluso le attese Guido Migliozzi, 34/o con 281 (-3), e Francesco Molinari, 52/o con 284 (par). A godersi il grande spettacolo del golf tricolore, tra gli altri, anche Giovanni Malagò.

«Il primo Open d’Italia sul campo della Ryder Cup 2023 è il sogno che si realizza. All’epoca, prima della candidatura italiana, tutto questo sembrava impossibile, una montagna da scalare. E ciò che più spaventava era quello che si doveva fare per arrivare alla Ryder. Occorreva seminare, promuovere e far conoscere maggiormente non solo il golf ma anche il luogo e il campo che ospiterà la Ryder tra due anni. E ora si vedono i frutti di questo percorso e progetto che avrà la consacrazione con la sfida tra Europa e Usa del 2023». Queste le dichiarazioni di Malagò, presidente del Coni. Ad ammirare lo show c'era pure Andrea Pirlo, grande appassionato di golf. Per un vero e proprio antipasto della Ryder Cup, su un campo che ha stregato tutti i protagonisti in gara. Con Hojgaard che, alla 45esima apparizione in carriera sull'European Tour, ha superato una folta concorrenza. E’ il secondo danese, dopo Thorbjorn Olesen nel 2018, a conquistare l’Open d’Italia. Per un trionfo che gli consente di entrare nella storia del golf insieme al gemello Rasmus con cui, nel 2018, ha trascinato al successo la Danimarca all’Eisenhower Trophy, campionato mondiale a squadre per dilettanti.

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