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Jacobs: " A Parigi 2024 per ripetere gli ori di Tokyo"

"Non ho smesso di avere fame, corro per portare a casa tanti altri risultati"

Jacobs: " A Parigi 2024 per ripetere ori Tokyo"

01 Dicembre 2021,17:29

«Cosa c'è di meglio dei due ori di Tokyo? Ripetersi a Parigi 2024 con altri due ori». Marcell Jacobs, campione olimpico dei 100 e della 4x100 parla senza filtri, a 360 gradi, ad Atletica TV, la piattaforma streaming della Federazione Italiana di Atletica Leggera. Passato, presente e soprattutto futuro dello sprinter azzurro che dopo la «pausa» post olimpica è pronto a tornare in pista per una stagione che avrà il suoi clou in luglio ai mondiali di Eugene dove Jacobs vuole arrivare «al 110%». Nel frattempo il primo appuntamento di prestigio lo attende a marzo, nella rassegna iridata al coperto di Belgrado: «Il 6.47 dello scorso anno nei 60 è molto migliorabile -spiega l’azzurro - basti pensare che nella finale dei cento a Tokyo sono passato in 6.41 senza vento. Le indoor non sono la mia specialità preferita però arriverò a Belgrado per dare il massimo e trovar e il giusto feeling. E’ ai Mondiali di Eugene, in luglio, che voglio essere al 110% e sono sicuro che ci arriverò con tutta la determinazione del mondo. Non ho smesso di avere fame, corro per portare a casa tanti altri risultati. Adesso che ho raggiunto il sogno dell’oro olimpico, tutto quello che vie ne dopo è divertimento». Pronostici sul cronometro non ne fa più. «Il mio 9.80? E’ di nuovo alla portata. Ma non dico quanto farò per non pormi limiti». Jacobs parla di tutto, a cominciare dai suoi idoli, Usain Bolt in primis: «E' il mio idolo, ho iniziato a fare atletica per lui, mi ha dato le motivazioni. Non ha ancora risposto alla sfida che gli ho lanciato a rubabandiera, ma posso batterlo, adesso ha messo su un pò di pancetta». E poi Lewis Hamilton ("Quando l’ho incontrato era quasi più onorato di me, non aveva mai toccato una medaglia d’oro olimpica. Adesso ci commentiamo le foto su Instagram, è quasi un mio caro amico") e LeBron James: «E' il mio terzo mito sportivo con Usain e Lewis, anche lui si è costruito tutto da solo, arrivando dalle difficoltà». Non manca il passaggio sulla mancata nomination ai World Athletics Awards: «Non ricordavo esistesse questo premio, sono rimasto un pò amareggiato ma mi importa poco, contano i fatti: ho due medaglie d’oro dentro casa». «Dopo la semifinale non volevo più correre - ricorda Jacobs - Sentivo di aver dato tutto, avvertivo la pressione, mi giocavo il sogno di una vita. Poi sappiamo com'è andata in finale». Dopo i Giochi Olimpici ha preferito fermarsi, senza proseguire nei meeting di fine stagione: «Fossi arrivato secondo avrei fatto tutte le gare. E invece, tornato a Roma, ho avuto un calo di energie improvviso, più mentale che fisico». Assenza dalle piste che ha sollevato qualche critica a livello internazionale: «Mi elogiano tutti, c'è solo un giornale che non lo fa, ma non mi tocca minimamente. Stanno rosicando e basta. Conosco tutti i sacrifici che ho dovuto fare, quello che pensano mi importa poco». E’ un Jacobs nuovo, ma è anche il Marcell di sempre. «Sono in campo in mezzo alla gente, più ce n'è e più mi piace al Paolo Rosi di Roma. Però mi trovo a mio agio anche nelle serate di gala come da Armani, in fondo avevo sempre desiderato vivere questa vita». Per Jacobs tante domande dai tifosi via social, una su tutte: Vivresti senza atletica? «Mai», risponde l'azzurro.

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