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Alla Vuelta Valenciana rubati soldi e vestiti a Vania Canvelli

Ladri all'opera sul furgone del Team BePink: sottratti i telefoni e i portafogli delle atlete. La ciclista di Fontanelle: «Per fortuna mamma mi ha mandato un cellulare nuovo» 

26 febbraio 2020, 11:21

Alla Vuelta Valenciana  rubati  soldi e vestiti a Vania Canvelli

Non è iniziata nel migliore dei modi la stagione agonistica di Vania Canvelli: mentre disputava la gara d’esordio, la Vuelta Valenciana in terra spagnola, la ventiduenne ciclista parmense e le sue compagne del Team BePink hanno subito il furto degli effetti personali che avevano lasciato sul furgone della squadra, svaligiato a Valencia da ignoti che hanno approfittato della distrazione generale dovuta alla gara per colpire. 
Spariti dunque i trolley delle cinque atlete (fra cui anche la piacentina Silvia Zanardi, che si è classificata al nono posto nella gara vinta da Marta Bastianelli), in tre dei quali erano presenti i telefoni cellulari e i portafogli delle ragazze, fra cui appunto quello di Vania, che in valigia aveva riposto anche orologio, scarpe da ginnastica e alcuni capi d’abbigliamento. 
Al momento lei e la squadra si trovano ancora in Spagna, in ritiro a Calpe, dove resteranno fino a sabato.
 «È stato un brutto colpo, una sensazione pessima – racconta Vania, cresciuta a Zibello e ora residente a Fontanelle -  Per fortuna avevo lasciato il passaporto in hotel, così almeno quello si è salvato. Nei primi giorni dopo il furto mi sono sentita un po’ vuota, però con le compagne e lo staff è emersa una grande solidarietà, ci siamo aiutate in tutto e per tutto. Se non altro, stare senza cellulari ci ha costretto a passare più tempo insieme, a dialogare. Sembra strano doverlo sottolineare, ma è così. Ora comunque ho recuperato un telefonino, grazie a mia madre che me ne ha inviato uno vecchio, così almeno posso comunicare con alcune app di messaggistica, perché la sim è stata bloccata e potrò riattivarla quando rientrerò in Italia». 
Nel frattempo si è concentrata sull’allenamento, «anche perché siamo in un posto stupendo, dove per giunta gli automobilisti hanno grande rispetto per i ciclisti», e sullo studio, visto che è anche studentessa di Marketing all’Univesità di Reggio: «Fortunatamente non mi hanno rubato i manuali universitari, così nel tempo libero ci ho dato dentro».
 Venendo al ciclismo, Vania ha concluso nel primo gruppo la «Valenciana» (gara di un solo giorno) e spera che sia il preludio di una buona stagione: «Sono contenta di essere rimasta in una squadra che non mi fa mancare nulla, garantendomi la possibilità di fare un calendario fitto e di livello. Nel 2018 ero andata in sovrallenamento, quindi l’anno scorso mi sono dovuta rimettere in sesto e ho iniziato a pedalare bene da metà stagione in poi». 
Ora vorrebbe alzare l’asticella: «Punto a crescere e ottenere qualche risultato importante, specialmente nelle gare in salita. Devo migliorare sulla tenuta della distanza e ci sto lavorando. Preferisco le gare a tappe a quelle di un giorno, ecco perché un obiettivo concreto è correre il Giro d’Italia femminile, magari puntando a un buon piazzamento in classifica generale. Forse sto sognando a occhi aperti, ma i sogni sono il carburante della motivazione, che in questo momento non mi manca». L’ottimismo, evidentemente, è una ricchezza che non si può rubare.