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Professionisti in allenamento: insulti e minacce dagli automobilisti

La denuncia di Fiorelli della Bardiani: «Non ci stiamo divertendo, stiamo lavorando»

di ALBERTO DALLATANA -

18 marzo 2020, 11:21

Professionisti in allenamento: insulti e minacce dagli automobilisti

Sul  web e sui social continuano gli appelli di personaggi celebri del mondo del ciclismo che invitano i cicloamatori a non uscire in bicicletta. Così come, del resto, si moltiplicano i controlli da parte delle forze dell’ordine: se infatti l’attività sportiva è consentita (osservando le reciproche distanze), i giri in bicicletta non sembrano rispettare la condizione di «comprovata esigenza lavorativa o situazione di necessità». 
Tanto che, ad esempio, la procura di Massa ha disposto il sequestro probatorio delle bici qualora gli utilizzatori vengano trovati a pedalare come se niente fosse. 
Chi invece resta autorizzato a farlo sono i ciclisti professionisti, o quelli di «interesse nazionale», alcuni dei quali però lamentano un clima di ostilità e tensione venutosi a creare anche nei loro confronti, con automobilisti che li insultano fino ad azzardare pericolose manovre intimidatorie.
A denunciare un episodio di questo tipo è stato anche Filippo Fiorelli, palermitano classe ‘94 che corre da quest’anno nella Bardiani – Csf e vive a Montecatini Terme: «Stiamo tutti passando un brutto momento – ha scritto su Facebook -, ma vorrei dire a quella persona che oggi mi ha insultato e sorpassato a pochi centimetri, pur essendo io da solo e regolarmente a lato della strada, che non vado in giro per fare una passeggiata o per svagarmi, ma perché questo è il mio lavoro. Informatevi meglio prima di fare cavolate e rischiare di mandarci all’ospedale». 
Filippo Baroncini, romagnolo del Team Beltrami, è stato invece fotografato in allenamento (a sua insaputa) da un automobilista, con l’immagine che è stata poi pubblicata su una popolare pagina Facebook romagnola e l’atleta riempito di insulti. Il 
primo a denunciare queste situazioni spiacevoli, proprio in Romagna, era stato Manuel Belletti dell’Androni-Sidermec, con un lungo post (poi rimosso) su Facebook: «La gente mi grida insulti, mi rivolge gestacci – aveva scritto -, sono molto amareggiato. Posso comprendere che un automobilista non sappia che sono un professionista, ma chi vi dà il diritto di insultarmi? Magari sono gli stessi che poi, in compagnia, vanno a passeggiare per strada. Io sono stato già fermato sei volte dalle forze dell’ordine, che hanno sempre appurato il mio diritto ad allenarmi. Il lavoro di controllo ed eventualmente di sanzione lasciatelo fare a loro». 
Anche il campione del mondo Under 23 Samuele Battistella, trevigiano, ora professionista nel Team Ntt, non ci sta: «A tutti quelli che mi fotografano per strada e condividono l’immagine pensando di aver scovato un criminale, dico di informarsi. Non è il modo giusto di sfogare la vostra rabbia repressa».
Situazioni che, almeno per il momento, non hanno riguardato i tre parmensi che militano in squadre Continental, ovvero Alex Raimondi, Thomas Pesenti e Mattia Pinazzi (il quale comunque sta pedalando solo sui rulli, senza uscire in strada). 
Il loro programma di allenamento prosegue, seppur a ritmi piuttosto blandi: il ritorno alle gare infatti sembra tutt’altro che vicino.