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Circus (e MotoGp) nell'anno del Covid: i pasti? Partivano dall'Emilia

Un'azienda di Modena ha gestito la complessa macchina logistica nei weekend di gare. Ecco come

di Paolo Ciccarone -

25 novembre 2020, 09:07

Circus (e MotoGp) nell'anno del Covid: i pasti? Partivano dall'Emilia

Duemila persone ad ogni GP di F.1 e altrettante se non più in MotoGP, senza dimenticare la F.2, la F.3 e le succedanee Moto2 e Moto3. Un esercito in giro per l'Europa che deve mangiare. A mezzogiorno, sera e colazione al mattino. Per sfamare questo esercito serve una perfetta macchina logistica che possa sopperire ai problemi emersi con il Covid19 in questa stagione.

La F.1 non è solo competizione in pista, ma una complessa e vasta macchina logistica operativa. Spostare in giro per il mondo migliaia di persone è relativamente facile, farlo coi mezzi, dai camion ai motorhome alle monoposto, lo è meno. Dietro a questa serie di problematiche la soluzione l'ha trovata un manager di Modena: Marco Intiso e la sua Emiliana AB. Intiso ha trovato il modo di coniugare la passione per il cibo con l'imprenditoria e da tempo è fornitore del circus F.1 e MotoGP.

Ci vuole fantasia e improvvisazione. Perché spostare migliaia di persone vuol dire provvedere alle loro esigenze alimentari. Coi protocolli di sicurezza in atto in questa stagione 2020, non solo la F.1 ma anche la MotoGP e tutte le categorie itineranti, hanno dovuto sottostare a dei rigidi controlli e visto il numero basso di casi di positività riscontrati, c'è da ringraziare la FIA, F.1 e la Dorna con Irta per aver applicato norme di sicurezza ad alto livello.

Ma tornando alle origini, non solo mezzi e uomini ma anche logistica e se tutto è andato bene lo si deve anche a chi, dietro le quinte, ha operato al meglio. Marco Intiso fa il punto della situazione di un anno critico che ha messo alla prova la solidità della struttura e l'esperienza nel settore: "Non è stato un anno facile per tutti, all'inizio non credevamo che ci sarebbe stato un campionato, né di F1 né di Moto GP. Dopo l'Australia è stato un calvario, non si sapeva nulla di certo: si corre in Cina, poi no, non si corre. Si corre in Vietnam, poi cancellato. In mezzo i problemi e la logistica da approntare in emergenza in tempi ristretti. Alla fine, si è partiti dall' Austria, ma senza la presenza dei motorhome hospitality. Abbiamo fornito solo la F2 fino a Spa, quando finalmente hanno dato l'ok anche ai teams ad avere i propri cuochi e servizio.

Anche per la Moto GP è stata una battaglia: tutti gli addetti super testati, i mezzi disinfettati ad ogni delivery, essendo per la maggior parte GP in Europa e con molti back to back, ovvero gare attaccate una all'altra, con addirittura triplette di corse di seguito. Organizzare i trasporti non è stata un impresa facile avendo gare in Belgio, ma allo stesso tempo in Spagna, per poi andare in Repubblica Ceca in contemporanea con un back to back di F1 e F2 in Uk, e cosi via. Abbiamo dovuto modificare i sistemi di approvvigionamento, con moltissimi articoli e bevande in mono-porzione per evitare contatti, litri e litri di disinfettante, code interminabili per entrare nei paddock, dimostrando con app o certificati la propria immunità. Alla fine siamo riusciti anche questa volta nel nostro lavoro, grazie all'esperienza acquisita nei quasi 10 anni di forniture, a alle ditta a cui ci siamo affidati. Una in particolar modo, la Adria Market del gruppo MARR che ha eseguito tutte le forniture in Europa sia per F1, F2 che per Moto GP, mettendoci a disposizione mezzi e personale altamente qualificato e accontentando tutte le richieste che la situazione richiedeva, non solo cibo o bevande anche igienizzante, guanti mono uso, mascherine, contenitori usa e getta e quant'altro. Ne siamo usciti tutti stremati, ma soddisfatti del nostro operato".

Per capire le difficoltà di una operazione del genere, i team dovevano consumare i pasti in circuito, ognuno nel proprio motorhome, si tratta di circa 2 mila persone che hanno mosso in media 16 tir a gara

Cosa ha significato lavorare in smart working per una azienda come la sua che invece ha la necessità di stare sul campo, a verificare i prodotti e fare le consegne? "Per quanto mi riguarda è stato un anno di smart working che la mia ditta è riuscita a coordinare  tutto da"casa", cercando anche di ridurre il personale che entrava nel paddock, e grazie anche alla F1 e FIA che ci hanno permesso di lavorare (anche se con delle restrizioni anche se molto plausibili considerando le varie problematiche a causa della pandemia). Ormai siamo praticamente giunti alla fine dei campionati e stiamo già lavorando per l'anno che verrà, sperando che sia un po' più tranquillo, ma ad ogni modo siamo pronti e arricchiti da una nuova esperienza e modalità lavorativa"