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MotoGp, parte dal Qatar un 2020 che promette spettacolo

01 marzo 2020, 15:36

MotoGp, parte dal Qatar un 2020 che promette spettacolo

 L’ultimo giorno dei test della MotoGp in Qatar, nel quale i team hanno mandato in pista le moto nella configurazione più vicina a quella da gara, è terminato con 18 piloti racchiusi in meno di un secondo, dall’1'53"858 di Maverick Vinales con la Yamaha all’1'54"830 di Cal Crutchlow con la Honda LCR. Un dato che, se sarà confermato nelle prime gare e poi nel corso della stagione, avvicina la classe maggiore alla Moto2, con un livellamento verso l’alto delle prestazioni, a tutto vantaggio dello spettacolo. E proprio da Losail, domenica 8 marzo, parte una stagione che promette un bel numero di piloti capaci di lottare per la vittoria. 
Se lo augurano in molti, a partire dalla Dorna. Lo strapotere di Marc Marquez nel corso del 2019 (con il record di punti conquistati, 420, il quarto mondiale consecutivo MotoGp, vinto con quattro gare d’anticipo, salendo sul podio in 18 gare su 19) ha sì confermato l’unicità di un campione, ma ha anche sgonfiato l’entusiasmo degli appassionati. Venti gare (si è aggiunta la Finlandia) per cercare di interrompere il regno dello spagnolo, quest’anno affiancato nel team della Honda ufficiale dal fratello Alex, fresco del titolo in Moto2. Lui punta alla nona corona, per raggiungere Valentino Rossi. Tutti gli altri a detronizzarlo. 
Il più in forma alla fine dei tre giorni in Qatar è parso Vinales, non solo per il miglior tempo, ma per la costanza nel ritmo che ha imposto. In evidenza anche Franco Morbidelli e Fabio Quartararo con le Yamaha Petronas, segno di una M1 oggettivamente cresciuta. Qualche parola a parte merita Rossi. Se ci si limita alla lettura dei suoi tempi nei test in Malesia e Qatar (dove ha chiuso addirittura 12/o nella classifica combinata), l’impressione è che molti dei problemi che nel recente passato hanno afflitto la sua Yamaha, a cominciare dalla mancanza di grip al posteriore, siano ancora lì. «Abbiamo svolto un pò di simulazioni e purtroppo nella seconda parte di gara abbiamo i problemi del 2019 - ha ammesso lui stesso - Vado un pò in crisi con le gomme, il mio passo nella seconda parte non è stato velocissimo. E’ questo che non ci lascia tranquilli». 
Capitolo Ducati. Sulle GP20 di Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci è apparsa la novità tecnica più vistosa, l’"Holeshot 2.0», una coppia di tasti in stile MTB. La funzione più accreditata è che serva a bloccare la moto in posizione compressa all’uscita delle curve veloci, per darle più stabilità e aderenza in accelerazione, migliorando anche l’aerodinamica. In Qatar il Ducati Team ha chiuso con Dovizioso 10/o e Petrucci 16/o. La simulazione di gara, con le nuove Michelin, ha soddisfatto sia il forlivese che il ternano. 
Chi è rimasto nelle retrovie sia a Sepang sia a Losail è stato proprio Marquez, galleggiando tra il settimo ed il 13/o tempo, chissà se per strategia o se per qualche problema con la Honda 2020. Appare difficile che la casa giapponese abbia stravolto una moto che nelle sue mani era perfetta. Possibile che non si sia del tutto ripreso dall’intervento alla spalla destra cui si è sottoposto alla fine di novembre. Tra una settimana arriveranno le prime risposte a tanti quesiti.

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