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«La vita è sogno», la creazione di Lenz all'Abbazia di Valserena

«La vita è sogno», la creazione di Lenz all'Abbazia di Valserena

26 Maggio 2021,10:41

Dal 5 al 26 giugno. Maria Federica Maestri: «Un cartellone che dà voce alle artiste» 

Lenz ha fatto sui i valori di inclusione, accessibilità, parità di genere quando ancora non erano “di moda”. A maggior ragione lo fa adesso. Lo conferma la parte estiva del festival Natura Dèi Teatri #25 che ruota intorno alla creazione site-specific per Parma Capitale Italiana della Cultura  2021 «La vita è sogno» all’abbazia di Valserena (19-25 giugno), cuore di un programma che mette al centro la creatività femminile. 

Ieri la presentazione a Palazzo del Governatore; Michele Guerra a tenere le redini della conferenza stampa. «Sono colpito dall’attualità di Lenz - fa osservare l'assessore alla cultura del Comune di Parma - Nel senso letterale, di capacità di “attuare”. Questa creazione, conclusione del progetto quadriennale “Il Passato imminente”, è pensata per l’abbazia di Valserena che tiene insieme il medioevo della struttura e la contemporaneità dello Csac. Il luogo ideale per Lenz».

«La nostra missione è la sovversione, il rovesciamento» riflette Maria Federica Maestri, direttrice artistica. In scena ci sarà un grande ensemble, diversi linguaggi, tante le artiste: «anche questo è sovvertire, lo si vedrà  ancor di più nel programma autunnale del Festival e in quelli a venire», dice Maestri. Vola alto anche l'altro direttore artistico, Francesco Pititto, fino a planare sul ricordo di Rocco Caccavari, storico presidente, “padre e madre” di Lenz: «È di sicuro qui con noi, in quello che facciamo e in come lo facciamo».

Partecipata l'adesione dei sostenitori del progetto.   Fabrizio Storti, prorettore dell'Ateneo, con i saluti del rettore Paolo Andrei, ricorda gli intenti: «La nostra Università è orgogliosa di far parte di Fondazione Lenz, un unicum che a Valserena si coniuga con un altro unicum, lo Csac, di cui sentiamo la responsabilità. Gestiamo questo luogo sapendo che facciamo un servizio non solo alla città o all’Italia, lo Csac ha valore internazionale». Le parole di Pietro Pellegrini, Ausl, vanno alla memoria di Caccavari «che ha dato molto alla città nel suo schierarsi, sempre con rispetto, cercando di superare la paura e il pregiudizio verso il diverso, fosse tossicodipendente, malato o autore di reati. Questo suo essere sempre orientato alla speranza oggi ci aiuta».  Per Fondazione Monteparma, interviene Luca Trentadue: «La nostra Fondazione non può che essere a fianco di chi ha voglia di fare innovazione nella ricerca e nella cultura. I risultati di Lenz, come il recente invito alla Biennale, ci rendono orgogliosi». 
Da “remoto”, in videomessaggio,  il sostegno al Festival dell'assessore regionale Mauro Felicori e di Francesca Velani, coordinatrice di Parma Capitale Italiana della Cultura. m.p.
 

© Riproduzione riservata

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