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Nella Roma di Tosca

Nella Roma di Tosca

di Luca Pelagatti

25 Settembre 2021,11:44

I tre atti del melodramma corrispondono a tre palazzi speciali. Tutti da scoprire 

Roma  regala sempre un angolo nuovo, uno scorcio inatteso. E ogni volta che la si visita si resta sconcertati della sua bellezza (per quanto troppo spesso ferita da incuria e trascuratezza). Questo  perché gli itinerari possibili sono quasi infiniti e alla fine si deve provare, per evitare l'ovvio triangolo Colosseo-piazza di Spagna- piazza Navona, a cercare qualcosa di diverso. Magari seguendo la suggestione di una musica. 

Ecco, stavolta la nostra idea per una ottobrata romana speciale - in questa stagione la città è bellissima - è quella di  andare a  vedere la Roma dove si svolge l'opera di Puccini forse più celebre: Tosca. 


Quella che, le parole sono le sue, Giuseppe Verdi invidiava e avrebbe voluto musicare. Mentre per noi che non giochiamo con le note quella dell'opera diventa una mappa da seguire. Per scoprire palazzi e luoghi antichi che diventano palcoscenico. 

Come è noto, la trama dell'opera si sviluppa in un solo giorno,  il 14 giugno del 1800, ai tempi della caduta della Repubblica Romana e racconta le vicende della  cantante Floria Tosca, del pittore Mario Cavaradossi e del capo della polizia Scarpia.  
Il primo atto, la prima tappa del nostro tour,  si svolge quindi nella basilica di Sant’Andrea della Valle, tra corso Vittorio Emanuele e corso Rinascimento, in piazza Vidoni. Questo è il luogo dove si sviluppa il  duetto tra Tosca e Cavaradossi. Ma è anche un edificio sacro straordinario con all'interno qualcosa che ci ricorda casa nostra.  I lavori iniziarono alla fine del 1500 e finirono dopo decenni: la forma è a croce latina e la cupola è opera del parmigiano Giovanni Lanfranco che ha affrescato la Gloria del Paradiso mentre la cappella Attavanti citata in Tosca, ovviamente non esiste, e sarebbe ispirata piuttosto alla esistente  Cappella Barberini. 


Il secondo atto dell'opera, e del nostro viaggio tra la Roma del melodramma, ci porta, dopo una passeggiata verso Campo de' Fiori a Palazzo Farnese. E anche qui, il legame con Parma, visto il nome del casato è evidente. 

Il palazzo che  vide all'opera tra gli altri Michelangelo e oggi è sede dell’Ambasciata francese, è considerato una delle meraviglie di Roma. Purtroppo ora le visite guidate sono sospese a causa del covid ma l'interno è sontuoso, pieno di tesori.  E, nell'opera, qui dove abita il perfido Barone Scarpia, Tosca  esegue lo struggente «Vissi d’arte». 


Ultimo atto e ultimo palazzo:  Castel Sant’Angelo. Per arrivare si cammina verso il Tevere e si passa il ponte omonimo che porta al castello in origine sepolcro per l'imperatore Adriano. Facile capire che le sue mura hanno visto 2000 anni di storia.  Al suo interno si trova il Museo Nazionale e una serie di reperti di ogni epoca ma anche solo un giro per la struttura, ricca di passaggi e cortili, merita la visita. Alla fine, ovvio, si arriva  alla terrazza dell’Angelo dove Cavaradossi intona il «Lucean le stelle». La città è davanti a voi,  splendida. Ed è facile ripetere, facendo eco al tenore, che è facile amare tanto la vita.
 

© Riproduzione riservata

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