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Tomar, città templare dove si cammina tra fede e storia

Tomar, città templare  dove si cammina tra fede e storia

28 Ottobre 2019,10:36

Il monumento principale è sicuramente il convento-fortezza  dei monaci-cavalieri. Ma l'affascinante città lusitana ha anche altri tesori tra cui numerose chiese  

DI MICHELE CEPARANO
In Portogallo la storia non solo si vede, ma si respira. Dalla stazione di Tomar, dopo un buon caffè in uno dei piccoli bar  in cui tutto è fortunatamente rimasto come un tempo - nel Paese lusitano  sono ancora tanti i baluardi che si oppongono alla modernità -   ci si inerpica  su  una salita. Dopo un chilometro ecco il giardino del convento-fortezza dei templari e dell'Ordine di Cristo. 
Patrimonio dell'umanità dell'Unesco l'antico sito della Nabantia romana fu assegnato ai monaci-cavalieri  nel 1150 per ringraziarli del loro aiuto   contro i musulmani.  E a Tomar i templari, agli ordini del gran maestro  Gualdim Pais,   costruirono  una fortezza che poi fu trasformata in convento.   Meravigliosa  mescolanza di stili e architetture,   dalla  collina  domina la valle in cui si trova  questa città  portoghese di 43mila abitanti, il cui spazio urbano replica il simbolismo della croce.   
Arrivati, si resta subito incantati dal   portale e poi dai chiostri  do Cemitério e  da Lavagem, opere del periodo in cui governatore dell'ordine era Enrique il Navigatore. Perché i templari da monaci e guerrieri si trasformarono  nel XV secolo in navigatori. Per la gloria del Portogallo.  Un altro   tesoro è  la chiesa  con rotonda romanica a sedici lati. Ma   a lasciare a bocca aperta  è  la Janela Manuelina (dal re Manuel I), finestra alta quattro metri  che si potrebbe definire barocca. Le sue sculture che richiamano il mare e la navigazione vennero descritte anche da  Umberto Eco nel suo «Pendolo di Foucault». 
Nonostante, con i suoi corridoi, cucine  e dormitori, chiostri e cappelle, sia la principale attrazione di Tomar, il Convento di Cristo non è l'unico monumento della città portoghese che valga la pena di visitare.  Diverse sono, infatti, le chiese come la semplice ma non per questo meno interessante Nossa Senhora de Conceiçao, che  si incontra appunto lungo la strada per il  convento-fortezza. Oppure la Igreja de Sao Joao Baptista che si affaccia su praça da Republica, dove al centro c'è  la statua di Gualdim Pais. Lo spirito dei templari non smette infatti mai di aleggiare in questi luoghi, come, del resto, in tutta l'Europa. Sulla riva sinistra del fiume Nabao, inoltre,    ci sono  l'Igreja da Santa Iria e    Santa Maria do Olival.       A  Tomar d'estate, infine,  dal XVI secolo ogni quattro anni  torna  la grande festa dei tabuleiros (i vassoi addobbati con fiori e pane,  trasportati dalle ragazze delle parrocchie), che celebra il raccolto. Per la prossima edizione bisognerà  aspettare, perché la festa  c'è appena stata a luglio. Ma un giro a Tomar è sempre un'esperienza da raccontare.

CURIOSITÀ 
 Un luogo raccontato  da scrittori e registi  
Tomar e, in special modo, il suo convento-fortezza, è un luogo carico di storia e suggestione e non è così strano che sia stato  raccontato  in alcune opere letterarie e immortalato nei film.  Nel primo caso, per citare un esempio, a Tomar si ferma Casaubon, protagonista del romanzo  pubblicato nel '98 da  Umberto Eco «Il pendolo di Foucault», secondo romanzo dello scrittore e saggista scomparso nel 2016.   A chi voglia visitare il castello di Tomar,  oltre alla classica  guida,  si consiglia caldamente  di portarsi dietro proprio  il libro.  
Quelle che parlano di Tomar sono, infatti, poche  pagine ma dense di stupore e mistero sui simboli che affascinavano tanto Eco e si trovano all'interno della costruzione, a partire dalla Janela Manuelina.  L'autore  la descrive  come «un collage di reperti marini e sottomarini, alghe, conchiglie, ancore, gomene e catene, a celebrazione delle vicende dei Cavalieri sugli oceani». 
«Se potevo immaginarmi un castello templare -   gli fa  eco  proprio Casaubon  - tale era Tomar».  Questo  luogo  affascinò anche   il visionario regista Terry Gilliam,  che nel convento-fortezza girò la parte finale de  «L'uomo che uccise don Chisciotte», il suo ultimo film.   
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COME ARRIVARE
DUE ORE DI TRENO
DA LISBONA 

Per arrivare a  Tomar da Lisbona il modo migliore è il treno. Dalla Gare do Oriente, la principale stazione  della capitale portoghese, infatti sono numerose le corse per la città dei templari. La durata del viaggio, a bordo del regionale,  è di circa due ore.  Viaggiare in treno dà inoltre la possibilità  di  osservare bene il paesaggio lusitano.  Informazioni su   www.cp.pt, il sito delle ferrovie portoghesi. 
COSA  MANGIARE
IL POLLO PIRI PIRI
E LA BIFANA

A Tomar  ci sono numerose trattorie e ristoranti   che cucinano  i piatti tipi portoghesi, dal classico baccalà,  «o bacalhau», al pollo piri piri,  che prende il nome dai peperoncini   che i coloni portoghesi importarono dall'Angola e dal Mozambico,  con cui si insaporisce il pollo. A Tomar si può gustare al «Piri Piri», bel locale in rua  dos Moínhos 54, che cucina anche ottime bistecche. Ma nella cucina portoghese esistono tanti altri piatti, oltre che vini e liquori (il porto, ovviamente,  su tutti) da  conoscere. Per uno spuntino, il classico panino con la bifana, la lonza di maiale (un indirizzo «Beira gare», praça Joao da Camara 5,  il «Pepén» di Lisbona); per un dolce le superlative «pasteis de nata» alla crema. E, con  un ottimo caffè,   una Ginja, liquore all'amarena. 
 

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