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Lapponia svedese: inseguendo le aurore tra slitte e hotel di ghiaccio

Inseguendo le aurore

di Luca Pelagatti

06 Dicembre 2021,09:03

Probabilmente, prima o poi, nei negozi Ikea lo scaffale Kallax lo abbiamo visto tutti. E abbiamo pensato che fosse uno strano nome per un mobile. In realtà, prima che uno scaffale è un posto: per la precisione un villaggio nella Lapponia svedese di poche centinaia di anime ma fondamentale perché l'aeroporto di Lulea si trova proprio li vicino. E per chi volesse venire a scoprire la Lapponia e le sue aurore boreali e gli hotel di ghiaccio probabilmente è proprio da qui che dovrà passare.
Un passaggio obbligato per entrare in un mondo che in ogni stagione è particolare. Ma che di inverno diventa magico. Si perché è proprio ora che si comprende quanto sia straordinaria questa parte di grande Nord, dove in alcune zone ci sono più cani husky che persone e dove per la gente del posto la neve non è solo neve: ma nei dialetti sami ci sono oltre 200 parole per indicare la neve. A riprova che qui, oltre il Circolo polare artico, dove il sole non sorge per mesi, la vita al gelo non è uno scherzo.
Per chi voglia arrivare quassù, ovviamente ci sono viaggi organizzati di ogni genere ma si può tranquillamente gestirsi in autonomia: facendo scalo a Stoccolma si arriva negli aeroporti del nord e poi ci si può spostare con le auto a noleggio. Le gomme sono chiodate ma ricordate che sulle strade gelate è sempre meglio usare tanta prudenza. Per il resto servono solo vestiti comodi e curiosità: qui non si viene per correre freneticamente tra un museo e l'altro ma piuttosto per immergersi nella natura, per farsi portare via dalle aurore boreali e per provare la sensazione di dormire nel ghiaccio. Non temete; starete caldi comunque.
Il punto di partenza migliore è la città di Kiruna, la più a nord della Svezia, a quasi 200 km dal Circolo e che da subito fa capire che nulla da queste parti è normali: qui dalla fine del 1800 si scava il ferro e per questo motivo il terreno tende a cedere. Per questo entro il 2035 l'intera città verrà spostata qualche chilometro più a est, dove le gallerie della più grande miniera sotterranea al mondo, non sono arrivate. Ma per chi vive qui, nel grande Nord, tutto è possibile. Qui si viene per fare base e poi andare a scoprire i dintorni che sono un catalogo completo di foreste laghi, fiumi e montagne. E c'è anche Kebnekaise , la montagna più alta della Svezia, con i suoi 2.106 metri. Quindi, dopo aver fatto un giro per la città, ammirando la chiesa in legno del 1912, votata come l'edificio più bello della Svezia che mescola Art Nouveau con la forma delle tende delle popolazioni sami e aver assaggiato al mercato il Sami Ghakku, la focaccia locale, si può partire per andare a vedere il cielo che danza: ovvero l'aurora boreale. L'Aurora Sky Station ad Abisko, a un'ora di macchina da Kiruna, è noto per essere uno dei posti migliori al mondo per ammirare questo caleidoscopio che riempie il cielo. Questo perché il cielo è spesso sereno e non c'è inquinamento luminoso per trovare la notte giusta. Sapendo che la notte qui dura in media 24 ore al giorno. Se invece volete concedervi un po' di sport, a non molta distanza, ecco il comprensorio di Björkliden Fjällby. Ci si può dedicare allo sci di discesa, con cinque impianti di risalita e piste dalle più facili alle nere, ma anche ovviamente al fondo, che da queste parti è nato e con anelli di lunghezze differenti. Ma per i pigri ci sono anche gite in motoslitta per andare a vedere panorami unici tra monti coperti di neve e laghi gelati. Ma il vero modo per andare ad immergersi nel silenzio della natura sfrutta il mezzo di trasporti dei sami: i cani. Qui è possibile andare a fare gite sulle slitte trainate dagli husky, i meravigliosi cani locali, che è anche un modo per prendere il ritmo della natura magari approfittando per capire come sia possibile vivere in un clima in apparenza così ostile: ci sono escursioni che abbinano il viaggio sulla slitta a lezioni si come si costruisce un igloo, come si pesca sul ghiaccio e anche a vedere l'aurora. Avvolti nelle pelli, col silenzio intorno, i rami che luccicano e le luci che corrono in cielo non si dimenticano facilmente. Se poi volete avvicinare la cultura dei popoli nativi basta percorrere una ventina di chilometri per arrivare al Nutti Sámi Siida, gestito da allevatori di renne nel villaggio Sami di Saarivuoma. Qui si possono vedere le renne, viaggiare sulle slitte, mangiare con i sami nelle loro tende e capire come la gente abbia saputo adattarsi alla natura. Il contrario dell'esperienza che si può fare facendo base a Kalix, sulla costa (dovrete mettere in conto un viaggio di circa tre ore) che permette di salire sul Polar Explorer, un rompighiaccio che viaggia nel mare di Bothnian. Il mare è una lastra compatta, la ciclopica nave spezza lo strato come se fosse una patina sottile e la sensazione di viaggiare nel mare bianco è sconvolgente. Ma lo è ancora di più quando grazie a tute stagne, ci si può buttare nel mare per fare il bagno. Attenzione: la tuta è stagna ma la faccia resta scoperta. E basta uno schizzo sul naso per capire che c'è poco da fare gli spiritosi.
Ma d'altra parte siamo venuti nella lapponia svedere per vedere e fare più cose possibili: e dormire nel ghiaccio è certamente una di queste. Ecco allora l'indirizzo più celebre: l'Icehotel. Si trova a Jukkasjärvi, 14 km  da Kiruna, ed è stato, dal 1991, il primo hotel di ghiaccio del mondo costruito con la neve e l'acqua gelata del fiume Torne. Ora ce ne sono molti altri ma qui da dicembre ad aprile arrivasno circa 50mila visitatori. Ci sono stanze standard, suite decorate da artisti ma tutto, pareti, mobili e letti sono di ghiaccio con tanto di sala da pranzo e bar. I bicchieri sono naturalmente un blocco unico scalpellato nel gelo. Una esperienza possibile in una terra che, lo abbiamo detto, a volte spaventa, a volte lascia smarriti. Ma mai indifferenti. Lo dimostra un altro dettaglio: i sami non hanno quattro stagioni. Ma otto. Questo perché il tempo incide così tanto nelle loro vite da obbligarli a una suddivisione del tempo differente dalla nostra. Per loro il pre-inverno arriva in novembre-dicembre quando tutto inizia a diventare bianco mentre le renne si affrettano a pascolare erba per prepararsi al gelo. E poi, ecco infine dálvve – il vero inverno che dura da dicembre a marzo. Il freddo invade il mondo, congelandolo e arriva il tempo delle passeggiate con le ciaspole, della pesca nel ghiaccio e il cielo si riempie dei colori della aurora boreale. Tutto sembra silenzioso e immobile. E noi, avvolti nei piumini, capiamo finalmente, che anche al buio e al freddo si può essere felici.
 

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