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Lille, la bellezza del 3000

Ecco la città che grazie all'arte progetta il suo futuro

La bellezza del 3000

di Luca Pelagatti

22 Luglio 2022,16:18

Per molte città essere nominate Capitale europea della cultura rappresenta il premio definitivo, il blasone di cui farsi vanto. E dopo non resta che pavoneggiarsi e vivere di rendita. Ma questo non vale per Lille (www.hellolille.eu): si, perché questa città di poco più di 200mila abitanti, capoluogo del nord, DNA fiammingo e fierezza tutta francese (it.france.fr/it), dopo il riconoscimento europeo del 2004 ha proseguito la sua corsa tanto da ottenere, nel 2020, anche il titolo di World Design Capital. Il bello che pare proprio non abbia nessuna intenzione di rallentare.

Lo si capisce benissimo già uscendo dalla stazione dove spiccano colorati personaggi che scandiscono la strada che porta alla Grand Place: sono le opere del finlandese Kim Simonsson, uno dei tanti artisti internazionali che partecipano ad «Utopia», il grande evento che fino a ottobre riempie d'arte e di cultura le vie e i palazzi. E soprattutto l'atmosfera.
Già, perché «Utopia» non è altro che l'ultima puntata di una storia iniziata nel 2004 ma che punta addirittura al 3000. A riprova che occorre sognare in grande. E che le grandi città non lo sono solo per il numero di abitanti ma per la capacità che hanno di rinnovarsi, mettersi in gioco. Rilanciare le sfide.

«Quando è nato il progetto di Lillle3000 abbiamo deciso di esplorare le culture e le questioni del nostro mondo, proiettandoci verso la creazione contemporanea, l'innovazione e il futuro», spiegano nella città che attira ora frotte di turisti da tutta Europa attirati da un mix irresistibile di arte moderna e storia, palazzi di mattoni rossi e installazioni di tendenza. Insomma, ieri e domani uniti insieme danno vita ad un oggi irresistibile. E d'altra parte basta poco per farsi rapire.

La città, lo abbiamo detto, è una perfetta icona di bellezza fiamminga con antiche case con i tetti a gradoni, vicoli col pavè e la sorpresa di piazzette che sbucano tra i palazzi. Godendosi una birra d'abbazia in un estaminet, uno dei classici localini che si trovano sparsi in giro, non stupirebbe vedere arcigni mercanti fiamminghi passare con i loro carri carichi di sete e di spezie. Ma, nello stesso tempo, a poche centinaia di metri, ci si sente piccoli di fronte ad Euralille, il modernissimo quartiere nato dalla riqualificazione di una zona degradata, dove ferma il treno proiettile che collega l'Europa all'Inghilterra e dove i grattacieli portano la firma degli archistar Jean Nouvel e Christian de Portzamparc. Un ulteriore contrasto in una realtà che, da questi confronti, sembra trarre forza e bellezza.

La stessa che si respira entrando nell'antico ospedale dei conti di Fiandra: fu fondato nel 1237 e fino al 1939 è stato ospizio e orfanotrofio. Adesso, invece, accoglie opere di arte contemporanea che arrivano da tutto il mondo e che raccontano con visionaria fantasia, il rapporto tra la natura e l'uomo. Non a caso c'è un serpente che ci avvolge con le sue spire.
Ma poi, appena oltre gli austeri muri di mattoni e la cappella seicentesca affrescata, ecco di nuovo il piacere di strade strette e mai rumorose dove sedere ai tavolini dei caffè magari sbocconcellando una gaufre liloise, la versione locale del waffle che si mangia in tutto il nord Europa. E' piena di crema alla vaniglia e la gente del luogo ne va pazza al punto che, si dice, che De Gaulle si facesse spedire carichi di gaufre dalla pasticceria Meert, nel cuore della città, fino all'Eliseo. Anche per governare, ogni tanto, serve un po' di dolcezza.

La stessa maliarda sensazione che si respira andando in giro senza una meta precisa, godendo le facciate dei palazzi che paiono di trina verso l'ora del tramonto ben sapendo che l'apparente sonnacchiosa grazia della città con il buio si trasforma in una movida che si direbbe latina: in rue Royal, fino a tardi, i marciapiedi sono pieni di giovani, i menu spaziano dallo spezzatino fiammingo chiamato Waterzoï alla pasta nei tanti locali italiani passando per i curry e i sushi. E le carte delle birre sono sterminate e piene di perle con la schiuma.

Tutto questo poi, in un luogo fortunato che si trova nel cuore d'Europa: il confine con il Belgio è così vicino che si potrebbe toccare e non a caso Lille fa parte della Eurometropoli Lille–Kortrijk–Tournai: un agglomerato di città, sui due lati del confine tra Francia, Fiandre e Vallonia, che si sono unite, ancora una volta, già pensando al futuro e ad un continente che tutti vorremmo senza dogane e barriere. Forse potrebbero essere proprio l'arte e la bellezza a dare la spallata ai cascami di un passato che ci rallenta. Lille che lo ha capito si avvia ad aprire la strada. E lo fa come abbiamo detto sognando in grande e pensando al 3000. Anche se poi, comodamente seduti di fronte alla quinta di mattoni ed eleganza tra la Place du Théâtre e la Vecchia Borsa sarà facile mettersi a contare le cariatidi che ne ornano la facciata. Sono molte e sempre diverse ed è facile perdere in conto. Ma il bello è proprio questo: si sta così bene che vale la pena di confondersi e ricominciare.

Info
Come arrivare
Aereo e treno
Arrivare a Lille è molto facile: la città è infatti collegata in maniera assai capillare. Attenzione però ai voli: l'aereo cittadino infatti è collegato solo con Venezia e la Sicilia, in Italia per cui è meglio volare su Parigi dove, già dall'aeroporto De Gaulle ci sono collegamenti con treni ad alta velocità per Lille. Parigi dista un'ora e venti mentre una altra possibilità è Bruxelles che dista appena una quarantina di minuti di treno.

Da vedere
La piscina museo
A Roubaix, a una ventina di chilometri da Lille, si trova il Museo André-Diligent chiamato anche La Piscine. E' una importante collezione di opere d'arte del XIX e XX secolo ospitata in una piscina in stile Art Déco , costruita tra il 1927 e il 1932. Quella di Roibaix fu costruita per essere la piscina più bella in Francia (it.france.fr/it), ed ora si sta ritagliando spazio come uno dei musei più interessanti dei paese.

© Riproduzione riservata

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