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È francese ma ha un'anima tedesca: ecco Strasburgo

Capitale d'Europa

08 Novembre 2024, 10:23

È sospesa tra il vino e la birra, ha un grazioso quartiere che si chiama Piccola Francia e un altro, altezzosamente imperiale, battezzato germanicamente Neustadt, ospita la chiesa che per secoli è stata la più alta al mondo ma è famosa oggi perchè qui hanno sede  l'Istituto internazionale per i diritti dell'uomo e il Consiglio Europeo.

Stiamo parlando di Strasburgo, città francese (www.france.fr/it)con cuore tedesco, un piacevole mix di culture e storie sul confine orientale dell'Alsazia (/www.visit.alsace/it). Un luogo speciale dove si parla alsaziano - un dialetto tedesco alemanno - e si mangiano bretzel – come in Germania – ma che è profondamente francese anche se, tra studenti e personale della UE, qui si sentono per le strade aleggiare tante lingue. E anche questo la rende speciale.

Una ricchezza che nasce dal passato: diventata un accampamento romano nel 12 a.C. col nome di Argentoratum ha poi visto passare Unni e Franchi prima di diventare nel Medioevo uno snodo dei commerci portando ricchezza e benessere che, ovviamente, attirarono più di una mira: per secoli la città fu contesa tra Francia e quella che allora era Germania (anche se qui venne scritta la Marsigliese) con una serie di annessioni, attacchi e trattati che ne hanno segnato la storia. Oggi, per fortuna, di quei contrasti restano solo le tracce nell'eclettismo architettonico dei palazzi e nell'animo cosmopolita della sua gente.

Per cominciare ad apprezzare tutto questo occorre partire dalla Grande Île, un'isola sul fiume Ill, dove è nato il centro storico della città. Qui, strette vie acciottolate sono dominate dalla caratteristica architettura a graticcio dei suoi palazzi e dalla svettante guglia della cattedrale gotica di Notre-Dame.

Per terminarla ci vollero quasi tre secoli e Victor Hugo la descrisse come un «prodigio di grandezza e leggiadria». Di certo colpisce per le dimensioni ed i dettagli: la guglia arriva a 142 metri – non a caso per 227 anni, fino al 1874, è stato l'edificio più alto del mondo – ha una facciata ricamata di statue e trine di pietra e ospita uno straordinario orologio astronomico nato grazie al lavoro congiunto di artisti, tecnici e matematici: suona ogni giorno alle 12.30 mentre gli Apostoli sfilano davanti a Gesu e una complessa serie di figure si spostano come in una danza. Già questo merita la visita: ma se non siete pigri salite anche i 333 gradini per arrivare in alto: sotto c'è tutta la città e lo sguardo arriva sino ai Vosgi e alla Foresta Nera ma grazie ad una app si può anche scoprire come era Strasburgo nel 1490 e nel 1730.

Un salto nel tempo per cui, in realtà, non serve la realtà virtuale: basta andare a scoprire il quartiere di Petite France, quello che pare una cartolina, tra canali, case a graticcio e scorci perfetti per Instagram anche se in passato la zona era tutt'altro che un luogo ameno. Qui c'erano macelli e concerie, cattivo odore e persino l'ospedale che curava la sifilide. E proprio il «mal francese» ha dato il nome alla zona dove oggi è invece bello passeggiare tra ponti coperti, canali che riflettono le luci della sera e case in legno. Prima di sostare in uno dei tanti caffè e ristoranti.

Imperdibile poi una visita alla diga di Vauban, un ponte coperto fortificato che domina Strasburgo (/www.visitstrasbourg.fr/it) fin dal XVII secolo. Ora la gente ci va a correre ma fu costruita come opera difensiva: in caso di attacco la parte sud della città sarebbe stata inondata. E per i nemici annegamento e sconfitta erano garantiti.

Ma lo abbiamo detto: Strasburgo ha una doppia anima e allora andiamo a scoprire la seconda. Per farlo visitiamo Neustadt, il quartiere imperiale tedesco, costruito alla fine dell'800 con tanto di palazzo imperiale, ministeri, biblioteca e università tra viali alberati e palazzi eleganti. Qui l'influenza tedesca è tangibile così come la si avverte a tavola: e l'autunno è proprio la stagione migliore per gustare la vigorosa cucina alsaziana. Tra i piatti simbolo, da assaggiare in uno dei tanti winstubs del centro, ci sono certamente il patè di foie gras d'oca e la impegnativa choucroute: si tratta di crauti aromatizzati alle bacche di ginepro che fanno da contorno a salsiccia, pancetta, stinco di maiale o prosciutto. Non un piatto per stomaci delicati.

Dopo pranzo, poi, ultima tappa al quartiere europeo: si trova nell'area nordoccidentale di Strasburgo e qui ci sono alcuni edifici simbolo dell'Europa. Ma non solo: poco lontano dal palazzo di vetro del Parlamento Europeo dove i rappresentanti dei paesi dell'Unione si riuniscono quattro volte al mese per discutere e votare si possono ammirare anche diversi monumenti: c'è la Pietra delle vittime della fame, proprio di fronte alla scalinata principale, dedicata a tutti coloro che devono affrontare sofferenze e povertà mentre più in alto ecco il Memoriale di Auschwitz. Sul prato accanto al Palazzo dei diritti dell'uomo poi si trova una parte del Muro di Berlino, su cui è incisa la parola «freiheit», libertà.

In un luogo che per secoli ha conosciuto le contese e le guerre questi sono simboli forti. Ora questa città francese (/www.france.fr/it) è, a suo modo, la capitale d'Europa e sarebbe bello che la pace e la libertà da qui invadessero tutte le terre. Sarebbe l'unica epidemia di cui abbiamo davvero un gran bisogno.

Idee
Palazzo Rohan

Il Palais des Rohan è un importante palazzo costruito nel 1730 e che fu abitato da vari regnanti. Oggi è un museo che ospita una parte importante della lunga storia delle arti decorative e figurative dell’Alsazia con il museo Archeologico, tra i più importanti in Francia (www.france.fr/it) mentre al primo piano, infine, si trova la pinacoteca del Museo delle Belle Arti in cui il visitatore può ammirare importanti capolavori di pittura italiana, francese, spagnola, fiamminga che spaziano dal XIV secolo al XIX secolo con opere di Ribera, Rubens, Van Dyck, Goya e Delacroix ma anche di Giotto, Raffaello, Botticelli, Veronese, Canaletto.

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