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Cartomante nasconde al fisco oltre 4 milioni di euro

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Alle sue «previsioni» si affidavano centinaia di persone, dalla casalinga all’uomo d’affari, dal pensionato all’imprenditore, tutta gente disponibile a pagare somme a «più zeri» ma la guardia di finanza di Perugia ha però accertato come una cartomante, del posto, a fronte di un volume d’affari mediamente dichiarato di circa 300 mila euro abbia incassato oltre 4 milioni in quattro anni completamente «in nero». Per questo è stata denunciata a piede libero per evasione fiscale e in un caso per truffa.
Il gip ha già disposto il sequestro preventivo delle somme evase (in parte quindi recuperate), in cui sono stati ricomprese le quote di sei società e due immobili ad esse riconducibili.
La cartomante gestiva società di call center che impiegavano una decina di operatori. Sentiti dagli investigatori i clienti hanno confermato di averle versato «ingenti» somme. In un caso, un uomo, afflitto da problemi sentimentali - in base agli accertamenti - è arrivato a corrispondere oltre 240 mila euro, mentre una massaia del centro Italia, in un periodo di malessere personale, in tre anni, ne ha pagati circa 300 mila per «ricercare la serenità attraverso i tarocchi».
Dall’indagine condotta del gruppo del comando provinciale della guardia di finanza - guidato dal colonnello Dario Solombrino - è emerso che la donna pubblicizzava su riviste patinate a tiratura nazionale e su numerose emittenti televisive le proprie doti «divinatorie». Per le fiamme gialle disponeva quindi di una vera e propria organizzazione imprenditoriale, con base nel capoluogo umbro.
La cartomante offriva esclusivamente per telefono i propri servizi, evitando qualsiasi incontro con i clienti prevalentemente del centro-nord Italia alla ricerca di ispirazione sentimentale, previsioni sul futuro e lettura di tarocchi. I primi contatti avvenivano tramite i classici "899" che, in quanto tracciati, dovevano essere fatturati. La guardia di finanza ha però accertato che le centraliniste, addestrate a «fiutare» il «buon cliente», lo invitavano a contattare lo studio in privato, anche per evitare il costo delle telefonate a tempo. Secondo gli investigatori in realtà da quel momento si avviava un «sottile» percorso di fidelizzazione del cliente al quale venivano offerti servizi di cartomanzia e «rituali» ad personam saldati con pagamenti attraverso poste pay, vaglia postali, bonifici bancari in molti casi risultati a prestanome della cartomante. Un flusso di denaro tracciato dalla guardia di finanza che ha così ricostruito i guadagni «in nero».
Le fiamme gialle hanno anche accertato che la donna per ridurre al minimo le imposte versate utilizzava «abitualmente" false fatture per spese pubblicitarie in realtà mai sostenute.
Tra i servizi offerti ai clienti «selezionati» figurano la vendita di amuleti «trova-lavoro», per un costo di 200 euro, «un anno di serenità economica garantita» attraverso la lettura dei tarocchi per 300 euro al mese, oltre a tanti altri ritagliati sulle loro esigenze personali.
Tra i testimoni sentiti dalla guardia di finanza, una donna ha riferito di avere ricevuto la minaccia di fatture e malefici, qualora non avesse proseguito a pagare le somme richieste per i riti propiziatori. Per la titolare del call center e una sua collaboratrice è così scattata la denuncia per truffa.

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