Quel problema all'occhio del gatto, gli esami necessari
Buongiorno Dottor Gresia, Le scrivo perché al mio rientro dalle ferie ho notato che un occhietto del mio Lucifero, un gatto europeo di 9 anni, presentava la pupilla più dilatata rispetto all’altra e anche la colorazione generale dell’occhio era alterata. L’ho portato dal mio veterinario che ha ipotizzato un ifema. Siamo in attesa di una visita oftalmologica nel frattempo potrebbe dirmi di più su questa malattia?
Gentile Lettore, con ifema si intende la presenza di sangue nella camera anteriore dell’occhio che può essere localizzato (emorragia focale) oppure comprendere tutto l’organo (totale). A seconda che sia interessato un singolo occhio od entrambi si ipotizzano origini diverse della patologia. Negli animali anziani come Lucifero le cause più comuni sono i traumi o l’ipertensione sistemica, ovvero quando la pressione sanguigna è superiore alla norma. La presenza di sangue nella camera anteriore può essere anche legata ad un disturbo della coagulazione o vasculite, di origine autoimmune o secondaria a malattie infettive. Comunque sia, questo evento presenta notevoli difficoltà diagnostiche in quanto la presenza di sangue rende difficoltoso l’esame interno dell’occhio. Qualora l’ifema sia totale è importantissimo valutare anche l’occhio controlaterale che potrebbe presentare segni clinici precoci della stessa malattia, soprattutto se si sospetta una patologia di tipo sistemico. Oltre alla valutazione dell’organo, in particolare del fondo e della pressione intraoculare, potrebbero essere necessari anche esami di laboratorio come quello emocromocitometrico, il profilo biochimico e delle urine, senza dimenticare i test ormonali per la tiroide e la ricerca di malattie infettive. Noi eseguiamo anche come accertamento diagnostico l’ecografia del globo oculare che può evidenziare l’eventuale presenza di masse intraoculari, distacco della retina e rottura della tonaca dell’occhio. L’ifema deve essere considerato un segno clinico, ovvero la manifestazione di una patologia, per questo non esistono terapie specifiche per curarlo, l’importante è capire e trattare la malattia sottostante. In ogni caso si consiglia sempre il riposo dell’animale, che rende meno probabile la ricomparsa di una emorragia, con l’eventuale somministrazione di colliri idonei. Nella maggior parte dei casi una volta individuata la causa e curata, il sangue presente potrà riassorbirsi in tempi più o meno lunghi senza generalmente lasciare sequele invalidanti per il soggetto colpito.
Angelo Gresia - agresia@virgilio.it