animali
Basta fare una breve indagine tra gli amanti degli animali e si scoprirà che un cane «brutto» non esiste. Interrogando poi i proprietari di cani, si scopre che quasi tutti hanno la fortuna di possedere il «cane più bello del mondo». Magari gli manca un occhio, o l’artrite rende i suoi movimenti incerti, oppure ancora la bilancia dice che il suo peso è il doppio di quello previsto per la sua razza; ma agli occhi dell’amico bipede sarà sempre straordinariamente bello. E con la bella stagione, e le tante sfilate divertenti organizzate in occasione di fiere e sagre, «metterlo in mostra» diventa spesso l’occasione per «tirarlo a lucido», fare qualcosa di diverso insieme, permettergli di socializzare con altri cani e, magari, sostenere rifugi e associazioni con la piccola spesa dell’iscrizione. Se poi si porta a casa un premio, fosse anche quello del «cane più simpatico», ecco allora che non ce n’è più per nessuno: la teoria del «cane più bello del mondo» viene subito confermata.
E, tutto sommato, vederla così non è sbagliato visto che è difficile stabilire quale sia realmente il più bello. Anche se in Inghilterra, ad inizio marzo, si svolge quello che è il più grande expo cinofilo del mondo, infatti, può darsi che «il più bello del mondo» non possa partecipare o che, il giorno della valutazione, non sia particolarmente in forma. E’ più «facile» invece incontrare il campione, nazionale o internazionale, della sua razza. Cecilia dei Conti di Montegrino è un terrier nero russo di quasi tre anni che si può incrociare tranquillamente in giro per la città. Lo scorso 7 maggio ha conquistato a Livraga il titolo di campionessa italiana e il 29 maggio è diventata campionessa di Slovenia a Celje. «Veterana» dei concorsi, fin da piccola partecipa alle gare e insieme ad Andrea Cantarella - suo proprietario, conduttore e addestratore - conosce trucchi e malizie. Un binomio, il loro, nato quasi per caso.
«Cercavo un cane che fosse adatto sia a fare prove di lavoro che esposizioni, visto che mi piace addestrarli a questo. Mi è capitato sott’occhio l’annuncio di una cucciolata e, nonostante non sapessi nulla della razza, sono andato a vedere i cani ed è stato amore a prima vista». Oggi Andrea con Cecilia fa di tutto: dalle prove di obbedienza alle gare di bellezza. «Sull’educazione è possibile lavorare fin da quando si porta a casa il cucciolo: il primo anno di vita del cane “riempie” il bagaglio che il cane si porta dietro per tutta la vita e quindi deve fare più esperienze possibili. Per partecipare a gare ufficiali bisogna avere 6-8 mesi, ma il mio consiglio è di iniziare con gare amatoriali per insegnare al cane a lasciarsi toccare e a comportarsi correttamente in mezzo a tanta gente e ad altri cani».
Ma Cecilia ha anche un asso nella manica: Chiara, la compagna di Andrea è una toelettatrice. Esperta, naturalmente, del terrier nero russo. «In expo, per i cani a pelo lungo la giusta toelettatura fa la differenza. Ogni razza ha uno standard: il taglio del terrier nero russo, per esempio, prevede rasature per esaltare gli angoli, altrimenti il pelo renderebbe il cane una massa informe, e a forbice sul resto del corpo. Con la giusta toelettatura è possibile correggere piccoli difetti: per un cane con un torace un po’ stretto si terrà il pelo sul petto più lungo per dare volume, se ha le gambe un pochino storte si squadra il piede e si crea una colonna con il pelo».
Ma, alla fine, anche le gare più importanti devono essere prima di tutto occasioni per rafforzare il rapporto cane-padrone. «Ci sono cani che capiscono quando arrivano ad un’esposizione e si piazzano volentieri, altri che “soffrono” l’expo. Per noi è un divertimento, ma se un cane vive male la situazione e non è a proprio agio è meglio cercare altre attività da fare insieme».
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da CMS Electric Motors Srl
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata