Amici animali
Quanti gatti smarriti, ma mai perdere la speranza
Sono ormai pochi quelli che non conoscono Hiro, il gatto di proprietà di Nino Frassica sfuggito alla sua famiglia il 26 settembre scorso, durante le riprese di «don Matteo» a Spoleto, e mai più ritrovato. Fin da subito, Frassica non ha risparmiato soldi e mezzi per ritrovare il micio – un Sacro di Birmania di colore bianco – facendo intervenire cani molecolari, droni e promettendo una sostanziosa ricompensa (alzata recentemente fino a 10mila euro). Non solo: grazie alla popolarità del proprietario, la foto di Hiro è rimbalzata ovunque: telegiornali e quotidiani nazionali, riviste, social network. A oggi, però, il gatto resta «svanito» nel nulla.
E’ probabilmente successo così, per esempio, a Mandarino, dodicenne gatto di una ragazza di Faenza. Dopo essere stato caricato in macchina da due persone che lo pensavano randagio e «recuperato» all’ultimo secondo, Mandarino è nuovamente uscito di casa e questa volta non ha fatto più ritorno. Ma la sua proprietaria non si è mai data per vinta. Finché otto anni dopo una famiglia trova per strada un gatto anziano e malato e lo affida alle cure dell’Enpa di Faenza. Nelle foto pubblicate sui social, la proprietaria di Mandarino riconosce il suo gatto e, una volta arrivata nella sede dell’associazione, lui riconosce lei e regala un magnifico lieto fine alla ricerca. E sempre dalla Romagna, questa volta da Riccione, arriva anche la storia di Garfield, «sparito» per 5 anni e tornato poi a casa da solo.
Ad aiutare invece Steve a ricongiungersi alla sua famiglia è stato il microchip. Trovato in un trasportino abbandonato in Florida, Steve era sparito dal New Hampshire - oltre 2000 km di distanza - tre anni prima. Fortunatamente, chi lo ha salvato ha avuto la buona idea di far controllare il chip. Cosa che tutti quelli che raccolgono un animale per strada, anche i netturbini, dovrebbero fare: per un proprietario che cerca il suo gatto è sicuramente meglio avere una cattiva notizia piuttosto di una straziante incertezza; per chi adotta, invece, il rischio di farsi pizzicare con un gatto microchippato a nome di un’altra persona è di essere denunciati per furto.