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Comunicato Stampa: ‘I nostri occhi hanno visto. Voci e testimoni delle stragi nazifasciste. 27- 29 aprile 1945’

Comunicato Stampa: ‘I nostri occhi hanno visto. Voci e testimoni delle stragi nazifasciste. 27- 29 aprile 1945’

09 Aprile 2026, 14:48

 

 

(Arv) Venezia, 9 aprile 2026

Oggi, nella sala Stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Eleonora Mosco (Stefani Presidente) ha presentato il libro di Nicoletta Masetto, giornalista e autrice, e di Daniela Borgato, insegnante e giornalista, ‘I nostri occhi hanno visto. Voci e testimoni delle stragi nazifasciste. 27- 29 aprile 1945’, con illustrazioni di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese. L’opera è edita da ‘BeccoGiallo’, casa editrice veneta, attiva dal 2005 e con sede a Padova, specializzata nella produzione di libri illustrati per bambini e per bambine e di fumetti di impegno civile. Le violenze narrate nell’opera interessarono Santa Giustina in Colle, San Giorgio in Bosco (Sant’Anna Morosina), Villa del Conte (Abbazia Pisani), San Martino di Lupari e si conclusero il 29 aprile 1945, con l’eccidio di Castello di Godego. Un capitolo del volume è dedicato all’attività del procuratore militare Sergio Dini, che si occupò di stragi nazifasciste dopo la scoperta dell’‘Armadio della Vergogna’ (1994), contenente centinaia di fascicoli su massacri rimasti a lungo occultati. Un lavoro di ricostruzione e restituzione che riporta al centro il dolore e le storie delle comunità negli ultimi giorni della guerra.

Sono intervenuti nel corso della conferenza stampa di presentazione del libro: Moreno Giacomazzi, Sindaco del comune di Santa Giustina in Colle; Nicola Pettenuzzo, Sindaco del comune di San Giorgio in Bosco; Nivo Fior, Sindaco del comune di San Martino di Lupari; Diego Parisotto, Sindaco del comune di Castello di Godego; Elena Vittadello, consigliera comunale di Villa del Conte; le autrici, Nicoletta Masetto e Daniela Borgato.

Il consigliere regionale Eleonora Mosco, nell’introdurre la conferenza stampa, ha sottolineato che “il libro è destinato alle ragazze e ai ragazzi della Generazione Z, ma non solo, perché conoscano quanto è accaduto e non dimentichino. Ci sono storie che non stanno nei libri di storia, non perché siano meno importanti di altre, ma perché sono troppo dolorose, troppo umane, troppo vive. Il libro nasce da sguardi e testimonianze che chiedono di essere custoditi. Quello presentato oggi è un progetto che implica l’assunzione di una forte responsabilità civica, perché crea un ponte tra chi c’era e chi verrà. Negli ultimi giorni di guerra, dal 27 al 29 aprile 1945, la violenza travolse intere generazioni, senza distinzioni, senza giustizia. Per anni, certe storie sono rimaste ai margini, chiuse nell’‘armadio della vergogna’. E l’opera presentata oggi ha il pregio di aprire quell’armadio e restituire voce a chi è stato testimone di quelle atrocità. Le autrici hanno saputo ascoltare e l’ascolto ha un grande valore civile e umano. Il progetto interroga il nostro presente. E le immagini contenute nel libro sono intense, potenti, sembrano trattenere il grido della storia: non illustrano semplicemente, ma accompagnano le nostre riflessioni.” “Destinatari del volume sono i giovani, messi giustamente al centro dalla politica del Presidente della Giunta regionale, Alberto Stefani – ha ribadito Eleonora Mosco – I giovani di oggi non hanno vissuto la guerra, non hanno incrociato certi sguardi, ma hanno diritto di conoscere i fatti accaduti per poi poter scegliere, diventando cittadini consapevoli. Se la memoria non arriva ai giovani, è destinata a spegnersi. Investire sulle giovani generazioni significa offrire ai ragazzi strumenti per riconoscere i segnali, per distinguere i fatti storici e non rimanerne indifferenti. Dobbiamo consegnare ai giovani non un ricordo, ma una responsabilità. Fare memoria è una grande sfida che possiamo e dobbiamo vincere, nella consapevolezza che la memoria, oltre a date e numeri, racchiude in sé una responsabilità condivisa.” Moreno Giacomazzi, Sindaco di Santa Giustina in Colle, ente capofila del progetto, ha spiegato che “l’iniziativa è partita il 27 aprile dello scorso anno, in occasione dell’ottantesimo anniversario dell’eccidio, il 27 aprile 1945, di 24 concittadini, vittime innocenti. È nata così l’idea di un libro, da distribuire nelle scuole, che potesse raccogliere le testimonianze, su quei tragici fatti, di persone ancora in vita. Abbiamo coinvolto altri comuni che hanno conosciuto storie simili, che si sono consumate nei giorni compresi tra il 27 e il 29 aprile 1945. Credo che il punto di forza del progetto sia proprio la sinergia che si è creata tra amministrazioni comunali per la stampa e la diffusione del libro. Le vicende narrate nell’opera sono purtroppo poco note: per questo, dobbiamo portarle a conoscenza dei ragazzi. Anche perché le vicende odierne dimostrano come, ahimè, non abbiamo capito nulla della storia: la violenza gratuita è ormai dilagante. Dobbiamo insegnare ai giovani la storia affinché certe atrocità non accadano mai più.” Nicola Pettenuzzo, Sindaco del comune di San Giorgio in Bosco, ha posto l’accento sul fatto che “per tanti anni, il muro di omertà non è stato abbattuto. Le testimonianze raccolte sono importantissime per ridare un senso al percorso, amaro e triste, che per troppo tempo è stato vissuto nel silenzio. Il nostro comune è sempre stato attivo nella ricerca della verità intorno ai fatti accaduti la mattina del 29 aprile 1945. Questo libro aiuta a sensibilizzare verso le conseguenze della violenza, molto spesso gratuita ma, nel nostro caso, figlia dell’odio alimentato da una guerra lunga e dolorosa.” Nivo Fior, Sindaco di San Martino di Lupari, ha evidenziato come “per noi, le celebrazioni legate al 29 aprile assumono un duplice significato: da un lato, commemorare e ricordare il sacrificio di persone innocenti, che ha inferto ferite profonde in seno alla nostra comunità e nel nostro territorio; dall’altro, investire sui giovani e cercare di coinvolgerli maggiormente nella vita sociale. Siamo chiamati a coltivare il ricordo per portare, soprattutto tra le giovani generazioni, la cultura del rispetto, alla base della convivenza civile.” Per Diego Parisotto, Sindaco del comune di Castello di Godego, “questo libro aiuta a tramandare la memoria, soprattutto tra le giovani generazioni, indispensabile per costruire un futuro migliore e migliorare i rapporti sociali. L’anno scorso, abbiamo istituito il Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi: i giovani hanno dimostrato di avere voglia di capire, di mettersi in gioco, nonché un elevato senso civico.” Elena Vittadello, consigliere comunale di Villa del Conte, ha messo in risalto “la positiva sinergia che si è creata tra amministratori pubblici e il forte connubio tra giovani e ricordo: siamo chiamati a tenere viva la memoria tra le giovani generazioni.” Nicoletta Masetto, co- autrice, anima e regista del progetto, ha confidato che “la motivazione a cercare storie è nata dalla convinzione dell’importanza di non disperdere le voci dei testimoni che hanno raccontato vicende vere, autentiche, perché vissute in prima persona. Storie di madri che hanno perso un figlio, di amici che hanno perso amici, di padri che hanno dato la vita per i propri figli. Storie tutte di straordinaria attualità, perché le ritroviamo nelle vicende di oggi. Storie raccontate soprattutto con gli occhi dei ragazzi.” Daniela Borgato, co- autrice, ha spiegato che il libro “porta alla luce storie spesso conservate dentro i cassetti, chiuse nei cuori, nel silenzio delle nostre vite. L’opera è strutturata intorno a una parola chiave: recuperare la memoria di piccole storie, che non si studiano nei libri, per consegnarle ai ragazzi, creando un dialogo tra generazioni al fine di costruire un futuro migliore. E mi piace sottolineare come, tra le tante vicende narrate, si possono trovare anche lampi di umanità.” Irene Carbone, che ha curato le illustrazioni del libro - realizzate tutte a mano, che accompagnano il racconto con uno stile essenziale, fortemente evocativo, caratterizzato da una palette tono su tono giocata su sfumature di rosso ‘desaturato’ - ha lasciato un contributo video nel quale ha spiegato come l’opera abbia provato a “restituire un’immagine delle persone protagoniste di quelle vicende atroci. Disegnando le storie di quelle persone me le sono sentite vicine: le vicende storiche vanno trasmesse alle giovani generazioni per dare vita a un patrimonio di memorie condivise, fondamentali per costruire il nostro futuro.”

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

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