Sandro Piovani
Il Parma non è più di Tommaso Ghirardi. Gli altri soci restano. Questo alla fine è quanto si può dire dopo giorni di trattative e un comunicato ufficiale che dice tutto ma non spiega nulla. Proviamo dunque ad analizzare lo stesso comunicato. Criptico ma non troppo.
Chi ha comprato il Parma?
Innanzitutto non c'è traccia del nome dell'acquirente. Cordata russo-cipriota, il petroliere russo Kerimov o quello albanese Taci che sia. Una stranezza o una scaramanzia? L'unica certezza, di contro, è che martedì prossimo, in quel di Brescia, davanti al notaio Giovanni Posio, Tommaso Ghirardi venderà la sua parte di Parma ad un acquirente appunto sconosciuto.
L'attuale proprietà
Prima di capire cosa sia accaduto in questo mese di trattative, bisogna ricordare quella che sino a martedì prossimo è la proprietà del Parma. Che appartiene al 90% ad Eventi Sportivi spa e al 10% ad Energy Ti Group. Il gruppo ultimo entrato manterrà questo 10%. Poi c'è Eventi Sportivi, società controllante del Parma. Eventi Sportivi è per il 70% di proprietà della famiglia Ghirardi, mentre l'altro 30% appartiene, non in parti uguali, ad Alberto Rossi, Alberto Volpi (entrambi nel cda del club) e a Marco Ferrari (che il cda lo ha lasciato un anno e mezzo fa) oltre ad una piccola quota di Banca Monte (anche questo ente bancario non è più rappresentato nel cda). Bene, tutti questi azionisti di minoranza di Eventi Sportivi, per ora, restano all'interno della società controllante del Parma.
Lascia solo Ghirardi
Di fatto dunque l'unico socio (peraltro di maggioranza) che vende le sue quote è Tommaso Ghirardi. In attesa di conoscere cifre e dettagli (oltre che acquirenti) questo è l'unico dato certo. E naturalmente chi comprerà le quote in capo alla famiglia Ghirardi di fatto diventa il nuovo proprietario del Parma. Poi sarà lecito chiedersi se anche gli azionisti di minoranza abbiano o meno partecipato alle trattative per la cessione del club. Da fuori, la sensazione è che siano stati solo informati.
Ora servono soldi freschi
Queste possono sembrare semplici questioni tecniche, ma non è così. Il nuovo socio di maggioranza di Eventi Sportivi e quindi proprietario del Parma dovrà mettere capitali freschi nella società per scongiurare altri problemi riguardanti il mancato pagamento di stipendi e contributi. Anche perché il reiterarsi di una situazione così porterebbe il club verso il fallimento. Presumibile dunque che la famiglia Ghirardi e soprattutto i professionisti che hanno curato la cessione della quota di famiglia, abbiano preso tutte le garanzie possibili, dalla tracciabilità dei fondi in arrivo sino alle operazioni fideiussorie. Non è un caso che le trattative si siano consumate negli uffici di una banca internazionale, dove per la prima volta, era presente anche Pietro Leonardi che è stato così informato sui progetti dei nuovi acquirenti. Probabilmente lo slittamento della firma definitiva a martedì serve anche per far arrivare questi fondi, oltre che il nuovo proprietario, in Italia. Sennò la telenovela riprenderà. Sarebbe una seconda serie molto amara.
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