E' morto il 19enne folgorato a Vigheffio
Chiara Pozzati
La morte di Federico Moretta è arrivata nel primo pomeriggio di ieri. Una tragedia nella tragedia, ultimo atto di una settimana d’agonia.
Se n’è andato pochi minuti dopo le quindici il 19enne colpito da una micidiale scarica elettrica che, oltre ad averlo divorato, ha lasciato al buio una buona fetta di città e provincia. Un dolore crudo che piomba sulla famiglia Moretta devastata da sofferenza, atroci dubbi, e affannose ricerche di un perché. Ad addolcire questi momenti forse solo la vicinanza di parenti e amici che ieri hanno raggiunto il grazioso appartamento in via 27 Gennaio fino a tarda sera. E’ impressionante come la palazzina, in linea d’aria, sia quasi a fianco della centrale elettrica di Vigheffio, a un tiro di schioppo dalle finestre a cui Federico si sarà affacciato chissà quante volte.
Il padre e la madre del giovane si stringono nel più doloroso dei silenzi e così pure la sorella, di pochi anni più giovane.
Intanto, come se questo non fosse il più drammatico dei bilanci, rimangono un mistero la presenza del giovane nella struttura di Vigheffio nella tarda sera di mercoledì scorso e soprattutto le motivazioni che l’hanno spinto a scavalcare il cancello e trovarsi in una trappola mortale. Come il peggiore dei rompicapi, si tratta di un episodio che non ha ancora un «movente» apparente. La pista del tentato furto di rame non sembra più plausibile di altre, il possibile scenario di fondo ancora sfugge. I carabinieri, dal canto loro, lavorano sodo e con le labbra sigillate, per ora nessuna ipotesi è esclusa. Anche perché in effetti, oltre all’assenza totale di segni d’effrazione nella centrale, non sono stati rinvenuti attrezzi di alcun genere. Risulta quasi impossibile poi escludere che quel ragazzo di 19 anni, che si era diplomato da privatista al Liceo delle scienze umane Albertina Sanvitale solo un anno fa, fosse completamente solo quel maledetto mercoledì.
Una bravata sfuggita al controllo che ha messo in fuga gli altri per paura? La voglia di provare qualcosa di diverso? Un gesto estremo o semplicemente una fatalità? Per ora purtroppo latitano le spiegazioni. Gli uomini di via delle Fonderie stanno scavando a fondo per ricostruire gli spostamenti nell’arco della giornata e gli eventuali ultimi incontri di Federico passeranno inevitabilmente sotto la lente degli investigatori. Unica certezza è purtroppo il triste epilogo: il 19enne è stato fulminato da una scarica micidiale da 132mila volt e ha riportato ustioni in tutto il corpo. Il filo della speranza si è assottigliato di giorno in giorno, fino a ieri quando il valzer di piste e ipotesi si è come fermato. C’era spazio solo per il dolore.