Barbara, exploit alla gara del tè

GATTATICO

Umberto Spaggiari

Barbara Vola, una simpatica giovane residente a Taneto di Gattatico, ha raggiunto la vetta dell’Olimpo ad offrire il tè agli dei. Non è arrivata per prima a porgere la tazza ai numi, in quanto è stata preceduta di un soffio da una avversaria. Seconda alla meta quindi domenica scorsa all’importante traguardo di Milano del «Tea Master Cup», competizione internazionale per appassionati e professionisti del mondo della simpatica e gustosa bevanda, il tè appunto, che Barbara Vola ama fin da ragazzina. «Proprio così. Ricordo che mia mamma e le sue amiche si trovavano al pomeriggio per cucire e lavorare insieme e, a un certo orario, la padrona di casa si alzava per far bollire l’acqua nel pentolino e si ripeteva il rito della degustazione. Negli anni successivi, studiando a Manchester sono entrata in contatto con i tè tipici inglesi. Ma è stato grazie a un corso frequentato in seguito, che ho scoperto che, al mondo, ci sono infinite varietà di tè: alcuni dal sapore erbaceo, altri fruttato, altri ancora floreale». E da quegli incontri, per Barbara è nata la grande passione per il tè tanto da farne una ragione di lavoro. «Da circa tre anni cerco di promuoverne la commercializzazione. Partecipo a mercatini dove vendo il prodotto imbustato in modo che si preservi la qualità, lavoro molto a Parma e provincia in particolare con i GAStronauti di Lesignano Bagni, Slow Food in città, ed anche in provincia di Reggio Emilia». In concreto, cerca di proporre questa bevanda attraverso degustazioni di tè con cibo, percorsi degustativi sulla bevanda, con il rito cinese «Gong Fu Cha», e tramite i mercatini. «Purtroppo - lamenta Barbara - non è ancora un lavoro in quanto opero con uno speciale regime senza l’obbligo di apertura della partita iva. Ma intanto mi aiuta a tenermi impegnata con la mia passione». E aggiunge che vorrebbe trovare bar, sale da tè in cui trasmettere la sua conoscenza, offrire servizi orientali su richiesta. Non esclude abbinamenti con altri prodotti della tradizione locale. Domenica scorsa ha messo in campo la sua esperienza alla prima edizione internazionale del «Tea Masters Cup» che si è tenuta a Milano dove si è classificata al secondo posto su quindici partecipanti provenienti da varie regioni italiane, molti dei quali veri esperti del tè. «Ci siamo messi alla prova con la degustazione di 10 tipi di diversi provenienti dalla Cina, Giappone e Corea - spiega Barbara -. Dopo che li abbiamo degustati e abbiamo preso nota, lo staff ne ha preparati cinque tra quelli da noi assaggiati. A quel punto era una gara anche sul tempo. Li abbiamo dovuti riconoscere solo degustando il tè senza poter guardare le foglie umide. Io mi sono classificata al secondo posto ed ho indovinato, come la vincitrice, 4 tipi di tè su 5, ma lei mi ha battuta sul tempo per un nonnulla e così nei prossimi giorni sarà lei in Corea del Sud a rappresentare il nostro Paese nella finale mondiale del «Tea Master Cup di Seoul». «Per me è stata una grande esperienza in quanto per la prima volta mi sono confrontata con altri appassionati». Nel concreto tentativo di far diventare una professione la sua passione, Barbara si tiene sempre aggiornata, partecipa a corsi, scrive sul suo blog (www.viaggiointornoalte.net). E non dimentica mai che «il tè è simbolo di accoglienza».