Massacrato dopo un diverbio: è gravissimo

LESIGNANO

Matteo Ferzini

L’ipotesi più probabile è che si sia trattato di un diverbio finito nel peggiore dei modi. E per il più assurdo dei motivi: qualche scarto recuperato nella discarica da rivendere per guadagnare qualche soldo.

Ovvio, per il momento si tratta solo di una ipotesi ma una certezza c'è: un uomo di origine nordafricana si trova ora ricoverato nell'area dei «codici rossi» - quelli più gravi - del Pronto soccorso dell'ospedale Maggiore. E per lui i medici non escludono il pericolo di vita.

A fare chiarezza su quanto è accaduto saranno i carabinieri della stazione di Langhirano intervenuti dopo la segnalazione dei militi dell’Assistenza pubblica Croce Verde di Langhirano, al loro volta allertati da una chiamata al 118. Una telefonata su cui occorre fare chiarezza e che per il momento non si sa da chi sia stata effettuata. Ma che diceva la verità: «venite subito c'è un uomo a terra. E sta male».

Il fatto è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, nella zona della stazione ecologica di Lesignano: una zona di macchie e sentieri a due passi dall’abitato, che si raggiunge percorrendo via della Parma da Lesignano verso Mulazzano e Langhirano. Alcune decine di metri dopo aver abbandonato la strada, i sentieri portano a una zona affacciata sui campi vicino al fiume, costeggiata da rifiuti abbandonati e mucchi di sabbia, ghiaia e cemento scartati. Qui, secondo una prima probabile ricostruzione, ha avuto luogo la lite finita in aggressione violenta ai danni di un ragazzo, di origine nordafricana, che è stato trovato a terra, ferito gravemente e incapace, in un primo momento, di indicare i responsabili del pestaggio.

La vittima infatti, anche se non ha mai perso conoscenza, non era in condizioni di farsi capire dai soccorritori e neppure lasciare le proprie generalità.

Sul luogo dell’aggressione sono quindi giunti i Carabinieri che si sono occupati di perlustrare la zona dell'aggressione e cercare indizi utili alle indagini. I militari hanno poi sentito il giovane immigrato dopo il ricovero e si spera che la sua testimonianza, per quanto frammentaria, serva a fare luce al più presto su questo dramma.

I carabinieri, per il momento non forniscono dettagli ma sembra che all'origine della zuffa ci possa essere stato un diverbio nato tra coloro che frequentano quella specie di discarica per cercare oggetti da rivendere. Forse qualche rottame ha attirato l'attenzione di due persone che hanno iniziato a contenderlo, forse per quello scarto da pochi euro è nato un litigio. E presto la violenza ha preso il sopravvento. Ma si tratta per il momento solo di ipotesi: nelle prossime ore i carabinieri potrebbero mettere insieme i tasselli per creare un quadro più chiaro.

Per ora resta l'amarezza per quel giovane che ora lotta per la vita in un letto del Maggiore. E quelle macchie di sangue sulla strada tra il fiume e mucchi di rottami.