Val d'Enza, l'avanzata dei lupi

Damiano Ferretti

«I lupi si stanno avvicinando sempre più numerosi alle nostre case: abbiamo paura per l’incolumità dei nostri figli che giocano a pallone e vanno in bicicletta. E se al posto del cane avessero trovato un bambino di 7-8 anni, cosa sarebbe successo? Altro che pecore, qui vengono attaccati i cani domestici». Questo il grido d’allarme di un folto drappello di residenti di Vetto, Rosano e Pineto in seguito agli ultimi casi, che hanno visto protagonisti i lupi, avvenuti nei giorni scorsi nella Val Tassaro.

«Del mio “Nerone” è rimasta solo una parte della zampa anteriore destra». E’ ancora incredulo Velio Alberto Beretti. Quando racconta la triste vicenda del suo adorato amico a quattro zampe - un segugio italiano di 12 anni, di 24 chili -, i suoi occhi si velano di lacrime. «Quando alla mattina sono uscito per dargli da mangiare - spiega Velio Alberto Beretti -, ho notato che Nerone non era più attaccato al guinzaglio della catena in cortile e non era nemmeno all’interno della sua cuccia, a pochi metri da uno degli ingressi della mia abitazione».

Il proprietario ha cominciato a chiamare e a cercare, invano. Del suo cane ha trovato solo i resti di una zampa e alcune interiora in un campo vicino. «I lupi si sono portati via pure la sua testa - spiega l’uomo, ancora profondamente provato dall’accaduto -. Noi montanari siamo abituati ad andare spesso nei boschi a funghi o a passeggiare, ma ora non ci sentiamo più sicuri. Qualcuno deve pur risolvere questo problema. Gli esperti dicono che i lupi non si avvicinano alle case, ma il nostro Nerone è aggredito proprio accanto a una delle porte d’ingresso di casa. E c’è pure chi continua a ripetere che non attaccheranno mai l’uomo: io non ci credo, perché prima o poi qualcosa succederà».

Alfredo Beretti, invece, ha avuto un incontro ravvicinato nel bosco di Pineto con due lupi: «Erano le 15,30 e stavo caricando della legna sul trattore, quando, all’improvviso, ho sentito un rumore e ho notato che ad appena dieci metri di distanza c’erano due grossi lupi grigi che mi fissavano. Ho provato ad urlare e loro, come risposta, hanno digrignato e mi hanno mostrato i loro grossi canini. Per fortuna sono riuscito a salire in fretta sul trattore e a scappare. Altrimenti, non so come sarebbe andata a finire. E’ già la quarta volta che incontro i lupi e, ad esempio, nel 2014 me ne sono trovato uno a meno di un metro dalla testa. D’ora in poi non andrò mai più da solo nel bosco».

L’ultimo caso è stato segnalato nel centro di Cola, a dieci metri dal bar, lungo la provinciale 513, nel cuore di un borgo popoloso. Durante la notte, un grosso animale (non c’è ancora la sicurezza che si sia trattato di un lupo) ha attaccato un cane alla catena. «Erano le 3, quando il mio Billy, un segugio italiano - ha raccontato Aramus Ruffini - è stato aggredito da un animale di grossa taglia. Per fortuna è uscito vivo dallo scontro e, probabilmente, a salvargli la vita è stato il grosso collare in ferro dato che è stato azzannato al collo e ora reca ancora i traumi, tra cui una vistosa lesione».