Truffa, rinviata a giudizio l'ex vice comandante dei vigili
Georgia Azzali
Per tre anni si sarebbe «dimenticata» più volte di timbrare il cartellino. E poi avrebbe presentato direttamente le certificazioni alla responsabile dell'Ufficio personale in modo che validasse quei cartellini, senza prima il vaglio del comandante del corpo, come invece prevedeva la procedura. Per 68 volte, tra ottobre 2010 e agosto 2013, l'allora vice comandante della polizia municipale dell'Unione terre verdiane, Isabella Pontremoli, 54 anni, residente a Casalmaggiore, avrebbe attestato di essere in servizio quando invece si sarebbe trovata altrove. Finita sotto inchiesta per truffa nel 2013, ieri è stata rinviata a giudizio dal gup Mattia Fiorentini. Il processo prenderà il via a novembre.
Un'indagine partita dopo una segnalazione da parte del comando della polizia municipale. Nel dicembre del 2011, infatti, erano state notate alcune sue uscite anticipate dall'ufficio. Sempre di sabato, per altro. E verso la fine della mattinata, tra mezzogiorno e le 12,40.
Assenze che hanno attirato l'attenzione dell'ufficio comando, facendo scattare le prime verifiche. Analizzando il cartellino mensile, è subito emerso che la Pontremoli non aveva timbrato l'uscita del primo sabato del mese, poi anche quella del secondo, del terzo e del quarto.
Troppe anomalie, insomma. Almeno scorrendo quel mese di dicembre. E subito dopo emerge che le certificazioni vengono validate dalla responsabile dell'Ufficio personale. Un atto che cozza con la procedura interna, perché prima la documentazione avrebbe dovuto essere controllata dal comandante del corpo. Ma il punto al centro dell'esposto è che l'orario di uscita fatto inserire dalla Pontremoli per il turno del sabato: tra le 13,40 e le 14, mentre l'ex vice comandante raramente sarebbe rimasta in ufficio in quel giorno della settimana oltre le 13.
Passati al setaccio anche altri cartellini, oltre quelli del dicembre 2011, sarebbe emerso che altri orari di uscita, non solo relativi alle giornate di sabato, sarebbero stati falsi. Insomma, secondo l'accusa, la Pontremoli sarebbe stata pagata pur non avendo lavorato per tutte le ore segnate sui cartellini.
Un danno (ancora da quantificare) per l'ente pubblico, tanto è vero che Andrea Massari, quale presidente dell'Unione Terre verdiane, si è costituito parte civile in udienza preliminare. «Dimostreremo a processo ciò che è realmente avvenuto», si limita a dire Mario Bonati, difensore di Isabella Pontremoli. Lei che, dall'inizio dell'anno, non è più in forza alla polizia municipale, ma è stata spostata al Servizio di protezione civile dell'Unione Terre Verdiane, senza più posizione organizzativa. E, in attesa che il suo caso si definisca sul piano giudiziario, è stato aperto un procedimento disciplinare.