Da «ex» a stalker violento: 38enne finisce in via Burla
Lei lo lascia, lui non si rassegna e le rende la vita un inferno. Ennesima storia in cui l'«ex» diventa uno stalker. Ma questa volta il persecutore ha alzato talmente il tiro che non sono bastati gli ammonimenti e i divieti a fargli capire che era il caso di darsi una calmata: per lui si è aperta e chiusa una cella di via Burla e ora dovrà rispondere anche di maltrattamenti in famiglia.
Origini siciliane, 38 anni, alle spalle qualche piccolo guaio con la legge, l'uomo aveva avuto una relazione con una giovane parmigiana di 25 anni, da cui era nato un bimbo. La storia si era deteriorata fino al arrivare al capolinea, ma nella testa del siciliano la parola «fine» non si poteva scrivere. E giorno dopo giorno tornava alla carica sempre più insistente, violento: «maltrattamenti ripetuti, sia fisici che psicologici, anche in presenza del figlio minore», hanno accertato i carabinieri della stazione Parma Oltretorrente, dopo che la ragazza aveva chiesto aiuto. In marzo per l'innamorato molesto era arrivato l'altolà del giudice: divieto di avvicinamento all'abitazione e ai luoghi frequentati dall'ex convivente. Finalmente si è messo il cuore in pace? Assolutamente no.
In barba al divieto, prima si è fatto vivo con una serie di messaggi sul telefonino ma poi non ha resistito: voleva un altro incontro a tutti i costi. Ed è lì che la situazione è precipitata.
La notte del 2 giugno, l'ex fidanzato si presenta sotto casa della ragazza che abita in una palazzina del Cinghio Sud. Palesemente alterato dal troppo alcol in corpo, il 38enne si attacca al citofono: urla e farfuglia le sue pretese, vuole vederla. Convincerla. La ragazza, sempre più spaventata, si guarda bene dal farlo salire e chiama i carabinieri. Lui intanto scatena il diavolo a quattro giù in strada: una sceneggiata alcolica che dà «la sveglia» a parecchia gente del quartiere, anche perché oltre alle urla l'uomo sfoga la sua rabbia prendendosela con i bidoncini della differenziata.
Poi di colpo sparisce nel buio, e quando arriva la gazzella di lui non c'è più traccia. Vanno a cercarlo non molto lontano - dopo la rottura con la fidanzata era tornato ad abitare nel Montanara con la madre - e difatti lo trovano ma appena scorge le divise se la svigna ancora. Lo ribeccano sotto casa della «ex», finalmente riescono a calmarlo. Non lo arrestano quella notte: passano pochi giorni e arriva l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice. Lo vanno a prendere: destinazione carcere. l.f.