Incendio nel deposito di Davoli: è doloso

Chiara Pozzati

La «pancia» del capanno è sfigurata dalle fiamme. Oltre il caos e le pareti annerite rimangono visibili dei mozziconi di sigaretta. Impossibile (per ora) dire se siano stati quelli a innescare l’incendio. Ma pare chiaro che il rogo che si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri in un deposito di Davoli sia doloso.

Una struttura in disuso da anni, quella che si affaccia su via Tartini e che raccoglieva vecchio materiale. «Grazie al cielo cose di poco conto, ma poteva andare ben peggio». A parlare è uno dei padroni di casa, Willy Davoli, che indica un cavo «importante» che penzola vicino alla struttura. Fortunatamente messo in sicurezza dai vigili del fuoco. «Credo che alimenti l’illuminazione dei lampioni. Se fosse andato a fuoco anche quello sarebbe stato ben più grave».

Un bilancio pesante quello sul rogo divampato alle spalle del Music center. A cui è seguito un inquietante bis. Alla stessa ora, a un pugno di metri di distanza – siamo già in via Zacconi – il fuoco si è sprigionato da un cassonetto dei rifiuti. Due episodi su cui si addensano non pochi dubbi, anche se è difficile «derubricarli» come semplici gesti di un piromane. Specialmente per i pregressi del capanno.

«A dicembre scorso avevamo segnalato ai carabinieri un andirivieni sospetto» riavvolge il filo Davoli. Come spesso accade anche i magazzini in disuso rischiano di diventare ricettacoli per disperati, clochard o peggio. E la proprietà dell’area non aveva certo sottovalutato la portata della questione: «Quando i militari erano venuti e avevano portato fuori diversi materassi». Giacigli di fortuna e stracci che erano stati portati via. Poi le porte erano state chiuse con un pesante lucchetto. «Stamattina (ieri per chi legge, ndr) quando sono passato sembrava tutto a posto – conclude l’uomo - Ma onestamente non mi sono fermato, ho solo guardato dalla strada».

La situazione è precipitata poco dopo le 18, quando fiamme e fumo hanno avviluppato il capanno. Una pioggia di chiamate si è riversata sul 115 e due squadre dei vigili del fuoco si sono divise tra via Tartini e via Zacconi. Anche i proprietari della struttura si sono precipitati per vedere cosa stesse accadendo. Difficile pensare che si tratti di un piromane, visto l’orario (siamo in pieno giorno e di fronte a un megastore iperaffollato) ma nulla per ora è escluso. I pompieri si sono dati da fare e hanno subito arginato le fiamme, impedendo il peggio. Poi, la prima perlustrazione a caccia della miccia che ha innescato le fiamme. Insieme agli agenti delle Volanti che sono approdate in via Tartini.

Secondo una prima ricostruzione si tratta di un incendio provocato dalla mano di qualcuno. Ne sono convinti anche alcuni residenti della zona: «Purtroppo di facce strane qui accanto ne abbiamo viste in diverse occasioni. – spiega una signora – una volta abbiamo perfino trovato una piccola tanica di benzina». E ancora: «Del resto siamo vicini a via Venezia e non si può escludere che si tratti di qualche spacciatore».