Far west al Pronto soccorso: aggredita un'infermiera
Un'infermiera aggredita con una furia che solo l'intervento della polizia è riuscito, non senza difficoltà, a placare. E' il «bollettino» di una serata ad altissima tensione vissuta al Pronto soccorso al termine della quale una coppia dell'Est è stata denunciata. E' accaduto domenica sera intorno alle 21,30.
In via Abbeveratoia si sono presentate due persone, un uomo di 41 anni e una donna di 38, a sentire i testimoni parecchio su di giri per qualche bicchiere di troppo. L'uomo, che si era già fatto vedere al Pronto soccorso dell'ospedale Maggiore nel pomeriggio, sosteneva di non sentirsi ancora bene e chiedeva di essere visitato di nuovo. Non voleva, però, attendere il suo turno e, per questo motivo, lui e la donna continuavano a inveire contro il personale.
All'ennesimo tentativo del personale del Pronto soccorso di riportare la calma, i due spintonavano un'infermiera. La donna, impaurita, trovava scampo nella fuga. Intanto, dall'ospedale era già partita una telefonata alle forze dell'ordine e in via Abbeveratoia arrivava una pattuglia delle Volanti. Gli agenti cercavano di far ragionare la coppia violenta che, però, come in precedenza, non ne voleva sapere.
Al Pronto soccorso arrivava perciò in supporto una seconda Volante e gli agenti caricavano non senza fatica i due a bordo e li portavano in questura dove venivano identificati e denunciati, oltre che per il loro comportamento all'interno del Pronto soccorso, anche per resistenza a pubblico ufficiale.
L'episodio di domenica sera non rappresenta un fatto isolato. «Sono cose che avvengono con sempre maggiore frequenza - spiega Gianfranco Cervellin, il primario del Pronto soccorso -. Io sono molto preoccupato perché episodi di questo genere sono in crescita e purtroppo vanno di pari passo con la nostra società che sta cambiando in peggio».
Protagonisti in negativo all'interno della struttura «individui in stato di intossicazione alcolica o da altre sostanze e gente che non ha nulla da perdere».
Un tempo, aggiunge il primario, «questi episodi erano molto rari».
All'interno del Pronto soccorso esisteva infatti «un presidio delle forze dell'ordine praticamente ventiquattro ore al giorno e sette giorni su sette. Ora, invece, possiamo contare sulla guardia giurata che, con i limiti del suo ruolo, fa ciò che può».
Il posto di polizia all'interno c'è ancora «ma solo nelle ore del mattino. In passato, invece, il posto di polizia era fisso, con grande attenzione per le notti “calde” del venerdì e del sabato».
Cervellin ricorda anche i tempi in cui al posto di polizia c'era gente esperta come «il maresciallo Cercello e, assieme a lui, addirittura altri due agenti».
Successivamente il presidio «è stato depotenziato. E' stato uno stillicidio, causato da carenza di uomini, un'erosione progressiva che ha portato alla situazione odierna. Da anni ne chiedo il ripristino e continuerò a farlo».
I problemi di un Pronto soccorso infatti «sono già gravi per afflusso di pazienti, difficoltà di smistamento e sovraffollamento. Se a questi problemi aggiungiamo quelli di ordine pubblico, facciamo davvero perdere alla gente la voglia di lavorare qui. E non solo a Parma, ma anche da altre parti del Nord Italia».