Una folla per il Ponte romano

VITTORIO ROTOLO

«Questa è veramente la grande bellezza, che stupisce». L’assessore comunale ai Lavori pubblici, Michele Alinovi, cita il capolavoro di Paolo Sorrentino, per sottolineare la valenza della restituzione alla città del Ponte Romano. Luogo che, rievocando le origini e il passato illustre della nostra città, proietta Parma verso il futuro: nel sottopasso, infatti, il percorso museale impreziosito dai reperti rinvenuti durante i lavori in piazza Ghiaia e gli altri, selezionati e donati dalla Soprintendenza, si legano idealmente alle attività portate avanti, negli spazi archeologici di «Aemilia 187 a.C.», dall’Università di Parma e dai suoi studenti. Il sottopasso sarà aperto tutti i giorni fino alle 20, proponendo iniziative culturali e visite guidate a misura di tutti: cittadini che vorranno riappropriarsi di uno spazio vitale importante della città, turisti intenzionati a scoprire Parma sotto una luce «diversa», studenti determinati ad approfondire ed arricchire il proprio bagaglio di conoscenze.

«Una generazione di parmigiani, tra cui la mia, ha vissuto questo luogo: un tempo mercato coperto, oggi cuore pulsante di una città che affronta nuove sfide, pur restando fortemente ancorata alle proprie origini» esordisce il sindaco Federico Pizzarotti, accanto al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Che sottolinea: «Se la prestigiosa guida Lonely Planet ha collocato l’Emilia-Romagna al primo posto delle destinazioni turistiche da visitare, per tutti quelli che arrivano nel continente europeo, un motivo ci sarà: sono le eccellenze. Parma, con il suo cibo ed i suoi paesaggi, con la sua cultura e la sua arte, è un esempio. In un momento nel quale - aggiunge - ci dicono che bisogna alzare i muri, io mi schiero dalla parte di chi, al contrario, vuol costruire i ponti. Perché la cultura e la bellezza salveranno il nostro Paese».

Quello che fino a pochissimo tempo fa era un posto abbandonato al degrado più assoluto, oggi è un autentico gioiello: da piazza Ghiaia, il sottopasso si «apre» a borgo Romagnosi, attraverso un percorso ciclabile e pedonale che amplia l’offerta di socializzazione. «Le nostre comunità sono nate dai ponti, intesi come scambi e sintesi di culture diverse» afferma Simone Verde, direttore del Complesso monumentale della Pilotta. «In questo spazio espositivo - prosegue Verde - con le difese spondali, i pezzi di notevole pregio rinvenuti e gli altri oggetti di epoca romana presenti, abbiamo provato ad assecondare un principio di coerenza, sul piano del significato archeologico».

Per il Rettore dell’Università di Parma, Paolo Andrei, accanto all’assessore comunale alla Cultura, Michele Guerra, invece, «partecipando attivamente a questo progetto, vogliamo creare le condizioni affinché la città sia parte attiva del nostro lavoro e viceversa. Saranno gli studenti a renderlo vivo, il Ponte romano».