La poesia è come l’acqua: scorre, idrata e travolge. Il 27 novembre alcuni poeti ci hanno “idratato” con le loro parole

«Benvenuti, benvenuti a tutti alla trentesima edizione di Scritture D'Acqua - introduce l'organizzatore il docente UniPr e sociologo Giorgio Triani - l'acqua, anche oggi (e nei prossimi giorni), sarà la vera protagonista». E via alla descrizione del programma del festival che presenta al pubblico.

Quindi inizia «Scrosci d'acqua - raduno poetico». A parlare è il poeta Gian Carlo Baroni che introduce il primo poeta della serata Alberto Padovani, leggendo una sua poesia sulla pianura padana dove di parla di fiumi, vento e stalla: «il fiume urla» dice letteralmente. Favorire il dialogo con l'acqua è lo scopo. È proprio questo che lo contraddistingue. Parla quindi Padovani: «Vi racconterò i miei fiumi dal Po (un po' provincia e un po' eccellenza). Canta poi una canzone con la storia di Gian Guido Brumazzi creatore di "nebbia". Ma «la Parma è un torrente» dice chiosando una poesia di un libretto usato anche per la lettura con musica. Poi una poesia sul fiume che "fa quello che vuole", dedicata al padre che aveva vissuto le esondazioni del Po. Conclude con un’altra canzone ed un’altra poesia.

Diventa il turno di Emanuela Rizzo presentata da Baroni che legge una sua poesia e dice che «le pagine della mia raccolta sono come tappeti colorati circondati di fiori». Ed è proprio l'autrice di queste poesie che dichiara la generosità di queste piante come il fico d'india che dona la sua acqua nutrendo la terra e aiutando le altre piante. «Il fico d'india è come la personalità di chi dona, può spaventare per le spine ma ha un cuore grande». Poi parla di girasole che «non priva della luce il suo prossimo, ma lo aiuta». E via un'altra poesia sui girasoli. Conclude il suo intervento sugli Orpys di Porto Selvaggio, sulla bellezza delle vigne e sulla bellezza del dono che le ha insegnato il nonno negli ultimi anni di vita: tutto narrando poesie.

Conclude la serata il poeta Adriano Engelbrecht che ha scritto poesie sulle zone della Romagna (come Cesenatico), sul mare: descrive la presenza dell'acque e del «...mio mare» occasione di refrigerio come anche le piscine «...dove le poesie nascono lì» Le sue poesie parlano infatti di mare, piscine ma soprattutto acque che si muovono e ti coinvolgono, e ti travolgono nel divertimento e nel riposo. Conclude la serata leggendone alcune.