insidia

Il fiore misterioso e velenoso che sta sbocciando nelle nostre campagne e nelle golene del Po

Attenzione ad un fiore, altamente velenoso, che in questa stagione sta sbocciando nelle nostre campagne e nelle golene del Po. Si tratta del Colchico Autunnale (Colchicum Autumnale) ed è molto simile al pregiato zafferano. Tuttavia, però, l’aspetto tanto grazioso quanto innocuo nasconde una insidia che può essere anche mortale: la colchicina, una sostanza tossica che può uccidere un essere umano anche in poche ore. Cosa che, purtroppo, negli anni, è già accaduta, anche in Emilia. In autunno, quando si passeggia in un prato o in un bosco, non è sufficiente, quindi, prestare attenzione ai funghi. Anche il colchino, è un abitante pericoloso dei nostri prati che non a caso è detto anche zafferano bastardo. E’ bene quindi, innanzitutto, non improvvisarsi cercatori di primizie, e non fidarsi mai dell’aspetto esteriore di una pianta o di un fiore. Il Colchicum autunnale è un’erba velenosa altamente tossica che, come dice il nome, è diffusa in questa stagione. Non bisogna toccare né il fiore né la pianta perché il solo contatto può causare danni alla pelle. Se viene ingerita provoca bruciore alle mucose, nausea, vomito, coliche, diarrea sanguinolenta fino al delirio e alla morte. L’avvelenamento colpisce l’apparato digerente, biliare, respiratorio, cardiovascolare, renale, sul sistema nervoso e sulle ghiandole endocrine. In seguito a un’intossicazione acuta la morte avviene tra le 7 e le 48 ore. La pianta, come anticipato, viene scambiata per zafferano perché i due fiori sono molto simili. Il fiore colchico, però, ha 6 stami, lo zafferano ne ha solo 3. In foglia, la colchicina può essere scambiata per Aglio ursino. Il consiglio è sempre quello di evitare di raccogliere piante, se non si conoscono alla perfezione, il fai da te è può essere davvero pericoloso. In caso di sospetto avvelenamento da Colchicina occorre ovviamente correre al Pronto Soccorso, raccontando ai sanitari di aver mangiato zafferano in modo da far sorgere il dubbio. In questi casi la velocità e la precocità dell’intervento terapeutico possono significare, oltre alla dose assunta, la differenza tra la vita e la morte. Gli esperti ricordano inoltre che anche se si sopravvive alla fase acuta dell’avvelenamento, gli effetti tossici della colchicina possono durare nel tempo e portare anche complicanze neurologiche o al sangue, causando forti anemie o calo di piastrine. Si tratta, insomma, di un pericolo davvero eccessivo da correre. Evitare quindi di improvvisatevi esperti di piante perchè il rischio è grande.