Casellati: 'E ora la Nazionale delle donne riscatti lo smacco degli Azzurri'
«Adesso spetta alle nostre ragazze farsi onore nella competizione internazionale, restituendo orgoglio e speranza a tutti i tifosi e agli appassionati di calcio, che nel nostro Paese hanno dovuto subire lo smacco di una nazionale maschile che all’ultima Coppa del Mondo non è riuscita a riqualificarsi».
«Il calcio italiano rinascerà attraverso le donne. Per troppo tempo questo sport è stato considerato prerogativa degli uomini. Oggi invece è stato superato uno degli ultimi pregiudizi che segna un ulteriore passaggio nel cammino di emancipazione della donna. Attorno al movimento calcistico femminile c'è grande fermento, grandi aspettative». Lo ha detto la Presidente del Senato Elisabetta Casellati alle atlete della nazionale di calcio femminile che stamattina - insieme al presidente della Figc Gabriele Gravina, alla commissaria tecnica Milena Bertolini, alla vicepresidente della Lega Pro Cristiana Capotondi e agli altri componenti dello staff azzurro - sono state ricevute nel Cortile d’Onore di Palazzo Madama prima della loro partenza per i Mondiali di Francia che prenderanno il via il 7 giugno.
«Grazie presidente per l’attenzione rivolta alla nostra nazionale femminile -ha dichiarato il numero uno della Figc. La presenza della nostra squadra qui rappresenta una testimonianza di attenzione molto importante. Non le nascondiamo l’orgoglio e la responsabilità che questa visita ufficiale ci impone. Reputo la dimensione del calcio femminile la più bella del nostro mondo, un calcio spontaneo e fortemente legato ai valori, al rispetto e al fair play. L’etica è la precondizione dello sport, per questo sono convinto che il calcio delle donne aiuterà il maschile a crescere non solo sotto il profilo numerico ma anche della qualità».
«Come Figc -ha proseguito Gravina- siamo impegnati nell’imprimere l’accelerazione a questa disciplina: dobbiamo recuperare un gap enorme rispetto alle altre nazioni dovuto a un fatto culturale, ma oggi non è più così, grazie alle nostre giocatrici e grazie all’impegno messo nelle riforme. Eppure il percorso è ancora molto lungo e interessa una parte della nostra società civile. Oggi, intanto, ricordando le parole di San Tommaso, mi permetto di consegnate al Paese la bellezza di queste ragazze mondiali».